Martedì 21 Gennaio 2020

Aspettando It.a.cà Monferrato

Giordano: pedalare, camminare, attivarsi nella conoscenza

Prosegue il ciclo di interviste realizzato da Sara Caprioglio per il Parco del Po in vista di IT.A.CÀ Monferrato

Giordano: pedalare, camminare, attivarsi nella conoscenza

Aspettando Itaca è un progetto nato su iniziativa del Parco Del Po e che è stato affidato a Sara Caprioglio, stagista all’interno della sede. In previsione del festival IT.A.CA’ Monferrato sul turismo responsabile, Sara ha intervistato persone di diversi impieghi e interessi con lo scopo di spiegare il significato della parola “Restanza”, tema principale del festival.

L’evento in cui si metteranno in mostra tutte le qualità e tradizioni del Monferrato, valorizzando anche la natura che lo circonda, si terrà dal 13 al 20 Ottobre 2019.

In previsione dell'appuntamento il  Parco  prova a trasmettere i giusti valori del territorio...

Aspettando IT.A.CÀ - 05 Vittorio Giordano

Presidente dal 2017 del Circolo di Legambiente di Casale, ci dice qualcosa riguardo alla sua città natale Casale Monferrato e a ciò che la circonda. Il Monferrato per lui può essere definito con una sola parola: rifugio.

D_Qual è la prima cosa che ti viene in mente pensando alla parola Monferrato?

R_Fin da piccolo mi sono innamorato della parte "selvaggia" delle colline: la parte non toccata e coltivata, che rimane nella sua naturalezza insieme ai suoi animali.

D_Ti trovi all'estero in un paese completamente diverso dal tuo territorio. Qual è la prima cosa che racconteresti a chi non lo ha mai visitato?

R_Tutto l'insieme del territorio passando dalla pianura al fiume e alla collina, il tutto circondato da una corona di montagne ben visibili e spettacolari in certi giorni. La varietà del paesaggio rende ogni cosa particolare con le sue peculiarità, porta quindi alla curiosità di scoprirne i vari aspetti. Si possono conoscere le varie attività della città piuttosto che andare dal paesino più abbarbicato al più coltivato per godersi la tranquillità. Tengo a sottolineare anche la bellezza del nostro fiume che però, andrebbe riscoperto.

D_Quale tra le tradizioni monferrine hai più a cuore e non cambieresti per nulla al mondo?

R_Riscoperta, l'enogastronomia è mantenuta nel tempo come una tradizione più che notevole e di estrema rappresentanza per il territorio.

D_Considerando i pro e i contro, lasceresti mai il tuo territorio per un altro?

R_Apprezzo tutto ciò che riguarda la mia terra, ma non la considero in assoluto la più bella. Ogni paese è unico nel suo genere perciò tutti meritano di essere visitati: al giudizio si penserà in seguito. Ma anche se avessi avuto l'opportunità di viaggiare e stabilirmi in un altro posto, non avrei mai abbandonato definitivamente il Monferrato. Sarebbe rimasto sempre nella mia mente e nel mio cuore come una casa in cui rifugiarsi. Per me è una questione di emotività.

D_Che cosa si dovrebbe fare per far apprezzare ancora di più il Monferrato?

R_L'intraprendenza è il primo ingrediente di cui ho bisogno per rappresentare il circolo, facendo qualcosa per garantire iniziative piacevoli per tutti, ma soprattutto per salvaguardare l'ambiente. Il miglior modo per farlo è far toccare con mano la natura e scoprire i suoi misteri. Potenziare l'utilizzo della bicicletta e rendere più agevole la viabilità sarebbero due grandi passi avanti, aumentando anche i punti di ristoro. Fortunatamente nelle città si sta portando avanti questa opzione a livello turistico, ma rimane un interrogativo per le zone più nascoste. Oltre alla rivalutazione dei sentieri, tengo tanto al sistema dei trasporti: ripristinare alcune linee ferroviarie potrebbe incentivare il turismo ed essere un buon modo per ridurre l'utilizzo dell'auto. E perché no? Magari portarsi dietro la bicicletta può essere utile per muoversi nei centri.

D_Preferiresti essere uno degli "attori" oppure "spettatori" di questo turismo responsabile?

R_Bisognerebbe essere tutti un po' attivi nella conoscenza del territorio, organizzando camminate e favorendo il movimento per chi non solo è ospite, bensì per tutti coloro che hanno il piacere della conoscenza.

D_Nella nostra zona ci sono parchi che si occupano della gestione di molte zone per preservare la loro naturalezza. Pensi che siano utili per la società monferrina?

R_E' grazie anche ad enti come il Parco del Po che ora si ha più a cuore il valore che ha il nostro fiume e le sue particolarità i quali ai tempi, non venivano considerati come oggetto di protezione. Questa partita ormai vinta, nonostante difficoltà e diffidenze affrontate dal parco, permette un grande riavvicinamento nei confronti del fiume. Ciò non toglie la possibilità di un continuo miglioramento che chissà, potrebbe anche renderlo più attrattivo e confortevole. Per quanto riguarda invece l'economia, è ovvio che debba muoversi nei vari settori con più coerenza e coesione. Ma qualche passo avanti lo stiamo facendo con eventi come IT.A.CA che permettono di formare un'unica comunità unita, oltre a mettere in gioco la qualità del paese. Ciò non toglie che si possa sempre migliorare ad esempio nel rapporto con gli ospiti e l'accoglienza: devono aver voglia di tornare, o addirittura, restare.

D_Qual è la tua Itaca da raggiungere?

R_La mia Itaca da raggiungere è basare il progresso del Monferrato sulla realtà di oggi. E' sicuramente giusto mantenere un certo attaccamento nei confronti delle tradizioni, ma i tempi ormai sono cambiati: il rapporto col passato deve essere di carattere critico, rivisitandone gli aspetti e significati. Guardando il futuro si può ottenere un equilibrio stabile con il presente.

EDICOLA DIGITALE

sfoglia

abbonati

Le notizie più lette

Il racconto

Il film di Zalone
visto da un migrante vero

10 Gennaio 2020 ore 07:56
Alessandria

Precipita dal quarto piano, muore una 45enne

12 Gennaio 2020 ore 13:35
.