Giovedì 24 Settembre 2020

L'analisi

Il Piemonte cresce come l’Italia, ma la provincia sta meglio. Per ora

Il Piemonte cresce come l’Italia, ma la provincia sta meglio. Per ora

ALESSANDRIA - Tendenza dei contagi da coronavirus al rialzo anche in Piemonte, così come in tutta Italia. Ma Alessandria sta un po’ meglio di altre province. Dati che, secondo il professor Carluccio Bianchi (docente di Macroeconomia dell’Upo), «ci fanno tornare indietro a giugno, all’inizio del mese come regione e alla fine come territorio locale».


Un passo indietro
Questo perché, prosegue, «dopo una tendenza prolungata di riduzione degli episodi di positiva, ora assistiamo a una ripresa. Nell’arco degli ultimi sette giorni in Piemonte siamo passati da 116 a 220, con una media di 31 casi al giorno. Se pensiamo che il 20 luglio eravamo a 5... La provincia tiene di più, perché siamo a 2,7 episodi quotidiani, pur a fronte degli 0,4 di metà luglio».

Quanto pesano i focolai locali e i ritorni dei vacanzieri? «Molto, come in ogni altra parte del Paese. Ad esempio, Vercelli ha fatto registrare un +47 dovuto, in larga parte, al contagio diffuso nella comunità dominicana. Ma Cuneo, Novara e Asti crescono, rispettivamente di 15, 14 e 12 casi. In assoluta controtendenza, invece, ci sono Biella e il Vco, che arrivano da 14 e 7 giorni senza positivi».

Numeri ancora bassi
A livello percentuale a quanto si attesta l’incremento? «La regione è allo 0,7%, che è meno dell’Italia che fa 1,2% ma, per la prima volta, più della Lombardia, ferma allo 0,5% come, guarda caso, l’Alessandrino. Vercelli, come detto, ‘traina’ con un clamoroso 4,5%. Ma attenzione: a fronte di ciò, le terapie intensive si riducono di 1 e gli ospedalizzati di 13, mentre s’impennano a +100 gli isolati. Perché i nuovi positivi per tre quarti sono asintomatici».

Dalla provincia cosa risalta ancora? «Questa settimana - conclude Bianchi - siamo passati da 9 a 19 episodi, con una tendenza al rialzo nettamente più bassa rispetto a quella regionale. Inoltre, i positivi scendono: siamo a 186 che è il minimo storico, perché i guariti ancora superano i contagiati. E se da questi togliamo i soggetti già negativi a un solo tampone, arriviamo a quota 71, altro minimo storico. Ma è chiaro che saranno il Ferragosto e i ritorni dalle vacanze, ben prima della scuola a settembre, a decidere il nostro futuro».

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