Venerdì 07 Ottobre 2022

Il Caso

Lavagno (Pd) su Energica: «Il tempo stringe, non scegliere è una scelta»

Nuovo intervento dell'esponente dem

08 Settembre 2022 ore 15:54

di Redazione

pd-lavagno

CASALE - «Il mondo si divide in due categorie: chi ha la pistola carica e chi scava. Nel nostro caso la pistola carica è un contratto a libero mercato, di fornitura (all’ingrosso) di gas naturale per i prossimi 6 mesi».

Fabio Lavagno, da sempre attento alle tematiche di Amc, torna sulle difficoltà della sua partecipata al 100%, Energica. 

«Qui siamo e per ragioni che non avete avuto ancora la compiacenza di spiegare, Energica non dispone ancora di quel contratto, quindi basta ripetere fino alla nausea: la crisi è sistemica, non economica, il brand è noto e associato ad elevata qualità del servizio, il default è del trasporto, non della società, ecc…Se entro pochi giorni Energica non riesce a trovare una fornitura di gas a libero mercato, sarà costretta a comprare gas dal fornitore SNAM».

Prosegue il dem: «In questo caso diteci, senza ulteriori giri di parole: i prezzi della fornitura SNAM potranno essere inferiori ai prezzi applicati agli attuali contratti di vendita di Energica ai suoi clienti finali? Se sì togliamo il disturbo, se no, dopo aver pagato le forniture di gas, dove trova Energica 6.831.824 euro per pagare personale e servizi (dati bilancio consuntivo 2021, approvato il 16 giugno 2022) o anche solo il 50% del valore, corrispondente al semestre? Senza citare gli oneri accessori per prestazioni di garanzie ed il peso degli insoluti e rateizzazioni. Ora, a queste condizioni, quanto tempo ci mette la crisi sistemica a diventare crisi economica? O il default del trasporto a generare il default della società? Abbiamo chiesto un chiarimento pubblico al Sindaco non per una speculazione della politica. È un chiarimento che chi governa deve alla città, che in questo specifico caso è anche una platea di clienti che ha scelto e deciso di restare con Amc ormai da più di una generazione». 

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«Nell’industria municipale il cittadino è al tempo stesso cliente, fruitore di servizi e socio fondatore dell’impresa che eroga questi servizi; nel caso del consumo di gas naturale, a differenza che dell’acqua, o della nettezza urbana e raccolta rifiuti, o dei trasporti, dove la scelta del fornitore è obbligata, il cittadino sceglie anche, esplicitamente di ricorrere a quei sevizi erogati da quella società, pur potendo scegliere in una gamma di fornitori ed offerte alternative e concorrenti e lo fa perché si fida, perché è la “sua” società in qualche modo. A questa platea oggi noi chiediamo una fidejussione per continuale a garantire la fornitura, ma fino al massimo a fine dicembre 2022 e poi si vede? Con la liberalizzazione, la fidejussione (al pari del vecchio deposito cauzionale) ha trovato ancora applicazione, ma per grandi forniture e come alternativa ad un rating di solvibilità soddisfacente del cliente oggi Energica chiede la fidejussione, non perché non si fida della solvibilità del cliente, ma perché non si fida della propria solvibilità!  E anche i modi contano, una società pubblica di comuni non può chiedere ai suoi clienti di sopportare le stesse condizioni economiche vessatorie del mercato, con aumenti che per il prossimo inverno potranno anche ad arrivare a 3 volte la spesa dell’anno precedente e, in aggiunta, di essere garanti anche della sua tenuta sul mercato degli acquisti. Siamo alla vigilia di scelte locali difficili, per certi versi ancora più difficili della scelta del 1976 di riscattare da Italgas il servizio di distribuzione e vendita del gas per il casalese; oggi anche non scegliere è una scelta e ogni scelta si porta dietro, oltre ai destini di Energica, anche le sorti di migliaia di clienti che, a fronte di scelte sbagliate, potrebbero finire improvvisamente, automaticamente e senza preavviso sul mercato cosiddetto della salvaguardia, con un ulteriore improvvido gravame economico da sostenere. Da settimane i presidenti di Amc e Energica sono impegnati nell’alimentare una polemica pubblica senza fornire risposte convincenti e sensate, ora il tempo stringe: ci dimostrino cosa sono in grado di fare».

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