Martedì 23 Luglio 2019

Provincia: il bilancio non quadra. Un piano per riequilibrare i conti in quattro anni

I sindaci e i consiglieri provinciali hanno approvato lo schema di bilancio 2018 che presenta un "buco" da 10,7 milioni di euro. Ora, entro 90 giorni dovrà essere varato un piano di rientro. "Una scelta inevitabile", spiega il presidente Baldi. Appello a Roma per l'accesso a nuovi fondi e per una nuova riforma delle province

Provincia: il bilancio non quadra. Un piano per riequilibrare i conti in quattro anni
PROVINCIA - Che lo si chiami "dissesto" o "disequilibrio", il risultato non cambia: il bilancio 2018 della Provincia di Alessandria ha un "buco" da 10,7 milioni di euro. Ne hanno preso atto i consiglieri provinciali e, subito dopo l'assemblea dei sindaci, chiamati a votare lo schema di bilancio di previsione 2018 contestualmente al "ricorso alla procedura di riequlibrazione finanziario pluriennale".
Palazzo Ghilini si impegna, cioè, a rientrare dal disequilibrio in quattro anni, accedendo al fondo statale istituito presso il ministero degli Interni.
"Non siamo insolventi", precisa il prosidente Gianfranco Baldi.
Il disequilibrio dipende dai continui tagli statali, spiega. Per dirla correttamente: "dell’insostenibilità dei tagli previsti dalla legge, fino ad oggi compensati con misure straordinarie quali la vendita di immobili confluita ex lege per finanziare la spesa corrente o la rinegozziazione dei mutui, non percorribili nell’esercizio in corso e negli esercizi futuri".

In pratica, lo Stato ha fatto tagli ai trasferimenti per 29 milioni di euro nel 2018. Ne ha rimessi nelle casse della Provincia solo 13 milioni. Quindi restavano scoperti 16 milioni. Palazzo Ghilini è riuscito a coprirne 5. Ma ne restano ancora quei 10,7 che rappresentano il disequilibrio. 
"Di fronte alla complicata situazione finaziaria dell’Ente, causata dagli effetti della Legge Delrio e dall’assenza di provvedimenti correttivi successivi, la strada intrapresa era l’unica percorribile - ha detto il Presidente Gianfranco Lorenzo Baldi (foto a destra) - si tratta tuttavia di una soluzione temporanea che non risolve i problemi dell’Ente".
Ora tutto dipenderà dalle decisione del Governo che ha già annunciato di voler varare una riforma entro il prossimo marzo. Perchè se l'andamento dei tagli resterà quello degli ultimi anni, ai 10,7 milioni di euro se ne aggiungeranno inevitabilmente altri, non avendo la Provincia, come ente di secondo grado, autonomia impositiva. Dal canto suo, palazzo Ghilini cercherà di ridurre al minimo i costi, ridotti già ai minimi termini e di mettere in vendita il patrimonio ancora disponibile (come le ex colonie di Caldirola e l'ex caserma di via Cavour ad Alessandria)
"Sarebbe necessario che il Governo, prioritariamente intervenga con fondi che permettano alle Province di poter assolvere i doveri che la legge gli delega e, in secondo luogo, metta mano ad una riforma seria che superi quella del 2014", spiega ancora il presidente. 
La Provincia gestisce infatti servizi essenziali, come l'edilizia scolastica, i trasporti locali e la manutenzione delle strade. 
La riforma solo abbozzata del 2014 le voleva sopprimere, ma l'esito del referendum costituzionale ha cambiato le carte in tavola, lasciando in vita gli enti di secondo grado, senza dare loro gli strumenti necessari per sopravvivere. 
Una situazione di cui sono consapevoli sia maggioranza, sia opposizione - targata Pd - che, al momento del voto ha optato per una "responsabile astensione", in attesa di conoscere i dettagli del piano di rientro che dovrà essere approvato entro novanta giorni. 
Cosa accadrà ora? il rischio è, che se non arriverà una soluzione da Roma, la Provincia non riuscirà a garantire i servizi e che il "buco" nel prossimo bilancio sia ancora maggiore. 


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