Lunedì 15 Luglio 2019

Danni ungulati, dopo Torino gli agricoltori puntano a Roma

Una delegazione di agricoltori della Cia, confederazione agricoltori Italiani, è stata ricevuta in consiglio regionale per discutere delle misure per arginare i danni alle colture provocate da cinghiali e caprioli. Anche Cia Alessandria era presente. Secondo l'assessore Ferrero i limiti di intervento sono fissati dalle legge nazionali

Danni ungulati, dopo Torino gli agricoltori puntano a Roma
ECONOMIA – Se non basta andare a Torino, gli agricoltori piemontesi sono pronti ad arrivare a Roma per presentare proposte a difesa dellecolture dai danni provocati dagli ungulati.
Lunedì mattina i rappresentanti di Cia, confederazione italiana agricoltori, sono stati ricevuti nelle sede del consiglio Regionale. Tra questi, anche numerosi alessandrini che da anni chiedono misure a tutela della categoria.
L’alessandrino era rappresentato principalmente da cerealicoltori, corilicoltori, viticoltori, allevatori. Ad accompagnarli: il vicepresidente provinciale Massimo Ponta, il direttore provinciale Carlo Ricagni e il suo vice Giuseppe Botto, i direttori di area Paolo Viarenghi e Cinzia Cottali.

L’incontro è stato aperto dal presidente regionale Cia, casalese, Gabriele Carenini, che ha spiegato la mobilitazione del mondo agricolo che riguarda il nostro territorio e coinvolge, oltre gli interessi rurali, anche la sicurezza stradale e l’incolumità pubblica.

A seguire, gli interventi di alcuni agricoltori in rappresentanza di ciascuna provincia (Italo Danielli per la provincia di Alessandria), poi quelli di sindaci e rappresentanti delle Amministrazioni comunali, che hanno evidenziato quanto si tratti di una vera emergenza, la cui soluzione non è più rimandabile.

L’assessore Giorgio Ferrero ha ascoltato tutte le istanze e le testimonianze dei produttori, poi ha spiegato che il ruolo della Regione è frenato dai limiti imposti dalla normativa nazionale. Le specie presenti, che non sono autoctone nella loro origine, è ora fonte di gravi disagi e danni enormi. In Piemonte manca un aggiornamento della legge nazionale.

A fronte di questo, nelle sue conclusioni, il presidente nazionale Cia Dino Scanavino ha promesso l’impegno Cia nel riscrivere la legge 157/92 – Norme per la protezione della fauna selvatica - e proporla, in tempi brevi, alla politica in sede nazionale a Roma.

Secondo gli ultimi dati, le Atc (aziende territoriali che corrispondo per conto della Regione i danni agli agricoltori) nel 2017 sono stati richiesti 86 mila euro nella zona novese-tortonese e ben 332 mila euro nell'acquese-ovadese. Le stime per il 2018 sono anche superiori.

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