Cronaca
Beatrice Iato  
9 Giugno 2026
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Il caso

Casale Monferrato: processo caso Ginepro, rito ordinario per gli imputati

Le due persone a giudizio, che devono rispondere a vario titolo di truffa, appropriazione indebita e sostituzione di persona, affronteranno la prima udienza il 7 luglio

CASALE MONFERRATO – Si è chiusa lo scorso 29 maggio al Tribunale di Vercelli l’udienza predibattimentale per Giorgio e Andrea Ginepro, i due amministratori della Ginepro Amministrazioni Immobiliari di Casale.

I due, che devono rispondere a vario titolo di truffa, appropriazione indebita e sostituzione di persona, saranno giudicati con il rito ordinario: la prima udienza del processo è stata fissata per il 7 luglio davanti al giudice Fabrizio Laguzzi. Tuttavia, a causa di un previsto rimpinguamento dell’organico dei magistrati a Vercelli dal 1° luglio, non si esclude un cambio di assegnazione o una ricalendarizzazione.

Gli ultimi sviluppi

Durante l’ultima udienza, la giudice Claudia Castelli ha accolto alcune eccezioni della difesa relative al non luogo a procedere per quei condomini, come il Fontana Giordana, che non si erano costituiti parte civile.

Restano 19 quelli costituiti parte civile al processo, rappresentati da un pool di legali che include gli avvocati Giulio Nescis, Esther Gatti, Angela Manerba, Cristina Raina e Tiziana Rota.

I capi d’accusa originari erano oltre 90: padre e figlio devono rispondere di truffa, appropriazione indebita e sostituzione di persona. Quest’ultima accusa, rivolta nello specifico ad Andrea Ginepro, riguarda la presunta presentazione di verbali d’assemblea falsificati a banche e Agenzia delle Entrate per sottoscrivere contratti senza le dovute deleghe.

Un passo indietro

Per capire la portata di questo processo, occorre ripercorrere le tappe di una vicenda che ha coinvolto circa 90 condomini a Casale, per un totale di oltre 2.000 famiglie e circa 6.000 persone.

Tutto è emerso tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023, quando centinaia di residenti hanno iniziato a ricevere lettere di messa in mora direttamente dai fornitori di servizi. Nonostante avessero regolarmente versato le quote agli amministratori, i soldi non erano mai arrivati alle aziende di gas, acqua e teleriscaldamento.

Quello che inizialmente sembrava un ammanco circoscritto si è rivelato invece un buco finanziario stimato fino a 3 milioni di euro. I debiti accumulati riguardano principalmente il gas (tra 430 e 580mila euro), l’acqua (285mila euro) e il teleriscaldamento (107mila euro). Molte famiglie si sono trovate nell’incresciosa situazione di dover pagare una seconda volta bollette già saldate per evitare il distacco delle utenze.

La città ha risposto con una mobilitazione di massa: il 20 marzo 2023, una maxi-assemblea al mercato Pavia (in foto) ha portato alla nascita di un comitato dedicato. Mentre Giorgio Ginepro (85 anni) ha tentato di giustificare gli insoluti citando revoche di fidi bancari e ritardi dei condomini, le indagini della Guardia di Finanza hanno delineato un quadro diverso, portando a inizio febbraio 2026 al sequestro di tutti gli immobili dei due indagati.

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