Mercoledì 12 Agosto 2020

Il dibattito

Sui Consigli di Partecipazione Difesa e Ripresa va all'attacco delle minoranze

La lista civica motiva le scelte dell'amministrazione

Sui Consigli di Partecipazione Difesa e Ripresa va all'attacco delle minoranze

Ilaria Fiore

CASALE - Gli esponenti della lista civica Difesa e Ripresa, formazione che fa parte della maggioranza a sostegno del sindaco di Casale Federico Riboldi (in consiglio comunale con il presidente Fiorenzo Pivetta e con Ilaria Fiore) intervengono sulla discussione in merito ai Consigli di Partecipazione, organismi che colmeranno, nelle intenzioni dell'amministrazione, il vuoto lasciato dai Consigli di Circoscrizione (meglio conosciuti come consigli di quartiere).

«Come forse non tutti sapranno il 23 marzo 2010 è stato convertito in legge dalla votazione definitiva del Senato della Repubblica il decreto legge recante “Interventi urgenti concernenti enti locali e regioni” col quale, dal 2011 in poi, si impedisce la rielezione dei Consigli di Circoscrizione nei comuni con popolazione inferiore ai 250.000 abitanti. Per cui la nostra città dal 2010 non ha più avuto i famosi consigli di quartiere» spiegano da Difesa e Ripresa.

«Si sono succedute due amministrazioni che, pur ritenendo importante la rappresentatività dei cittadini, non sono riuscite a ripristinare una qualsiasi forma di partecipazione. L’attuale amministrazione ha deliberato la formazione dei Consigli di Partecipazione ritenendo che possano essere uno strumento di aiuto per poter arrivare dove gli occhi della amministrazione non arrivano e dar così voce a tutti. Ora al di là delle polemiche riteniamo che si debba riallacciare un contatto con la città e le assemblee di circoscrizione sono uno strumento in tal senso. Per cui più che lamentarsi del fatto che il consiglio delle circoscrizioni sia scelto dal sindaco - tra i cittadini che ne hanno fatto domanda - forse varrebbe l’impegno dei cittadini affinché si ritorni a fare la politica “vera” e non si perseguano occasioni per porsi in contrapposizione. Altrimenti varrebbe la pena di dire alla gente perché, quando amministravano e potevano farlo, non hanno ripristinato tali realtà rappresentative. Va inoltre ricordato, perché forse non detto, che le assemblee di quartiere libere a tutti i cittadini rappresenteranno comunque, attraverso le istanze dei partecipanti, le necessità delle varie circoscrizioni».

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