Martedì 27 Luglio 2021

La bagarre

In consiglio è scontro Demezzi-Riboldi. E per protesta il Pd lascia l'aula

Ieri Ritrovare Casale e Dem contro il mancato intervento del presidente Pivetta

In consiglio è scontro Demezzi-Riboldi. E per protesta il Pd lascia l'aula

Lo scontro Demezzi - Riboldi. Sullo sfondo i Dem che lasciano l'aula

CASALE - Giovedì sera nel consiglio comunale di Casale a scaldare gli animi sono stati il punto più 'tecnico' presente all'ordine del giorno e l'improvviso scontro fra Giorgio Demezzi e il sindaco Federico Riboldi. L'assessore al Bilancio Giovanni Battista Filiberti ha infatti posto all'attenzione del parlamentino una rettifica al rendiconto finanziario 2020 approvato lo scorso aprile. Alcune precisazioni della Segreteria di Stato - successive all'approvazione del rendiconto - hanno determinato che una parte dell'avanzo di amministrazione dovesse confluire nel cosiddetto 'avanzo vincolato', le cui risorse sono quindi da utilizzare secondo vincoli e norme: «In questo modo si è passati da un avanzo di 1 824 000 euro a uno di 1 529 599 euro» ha spiegato l'assessore.

A cogliere la palla al balzo è stato quindi il capogruppo di Ritrovare Casale Giorgio Demezzi: «Nel bilancio consuntivo si faceva menzione di circa 660mila euro; di questi, 130mila sono stati usati per sollevare dal pagamento della Tari le attività commerciali e 235mila per i ristori alle imprese e alle associazioni sportive: nessuno ha fatto menzione dei circa 300mila restanti e non ancora vincolati - ha spiegato - Questa delibera dimostra che le spese sono state sostenute solo con risorse statali, non sono stati spesi soldi provenienti dal bilancio 'proprio' del Comune».

FRA ATTACCHI PUNGENTI E... ABBANDONI

In ribattuta Filiberti non ha risparmiato frecciatine: «Capisco che anche in un provvedimento tecnico bisogna cercare la sfumatura politica ad effetto ma non dobbiamo ridiscutere argomenti già approvati. Di bilancio il Comune ne ha uno solo e i 300mila euro non erano presenti nel rendiconto perchè ancora non potevamo conoscere le future predisposizioni».

A far scoppiare la miccia durante la dichiarazione di voto di Demezzi (nella pratica un'ulteriore replica all'assessore) è stato però proprio il primo cittadino, apparso sporadicamente nel corso della seduta: «Facile fare interventi quando l'interessato non può replicare» ha sbottato. Al vetriolo quindi lo scambio di battute che ne è scaturito: «Invece di girare come una trottola per le stanze dovrebbe stare qui e partecipare al dibattito, non ho bisogno di essere redarguito da lei» ha risposto l'ex sindaco (nella cui giunta Riboldi ha peraltro ricoperto il ruolo di assessore) chiedendo l'intervento del presidente Fiorenzo Pivetta: «Presidente non può permetterlo, si deve sempre venire qui a litigare? Lei non mi sta tutelando». 

E come se non bastasse, sullo sfondo, la mancata gestione dello scontro di Pivetta ha scatenato l'indignazione dei consiglieri del Pd presenti che quindi hanno abbandonato la sala consiliare di Palazzo San Giorgio in segno di protesta. Protesta durata pochi istanti visto che in sede di voto i Dem sono rientrati tra i banchi: «La durata della dichiarazione di voto è di 3 minuti, dobbiamo attenerci a questa regola» si è difeso Pivetta. Infine, calmatisi gli animi, la rettifica è stata approvata con i voti positivi della maggioranza e le pronosticabili astensioni dei Demezziani e del Pd.

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