Sabato 18 Settembre 2021

La replica

Riboldi sullo stato di agitazione dei dipendenti comunali: «Chiesto da 28 su 205 ma ne terremo conto»

Riboldi clamoroso: a Casale è plebiscito

CASALE - Venerdì scorso il personale del Comune di Casale, riunito in assemblea, ha votato la procedura di raffreddamento, passo previsto nello stato di agitazione dalla legge prima della proclamazione dell’eventuale sciopero e che prevede un tentativo di conciliazione innanzi al prefetto. «La situazione è critica, nel 2021 altre 12 persone andranno in pensione e molti servizi sono allo stremo, con lavoratori che non riescono ad andare in ferie e che devono sistematicamente ricorrere allo straordinario - aveva spiegato Luca Righini di Uil - Il sindaco non ha intenzione di assumere e l’amministrazione sbaglia a pensare che le professionalità possano spostarsi da un ufficio all’altro per le sostituzioni. Quello che chiediamo sono condizioni accettabili: così è insostenibile, all’interno del Comune serve una strategia decisamente diversa».

In merito, oggi, la replica del sindaco Federico Riboldi: «A seguito dell’assemblea sindacale dello scorso venerdì, dove 28 dipendenti su 205 totali hanno richiesto lo stato di agitazione, si sono susseguiti, soprattutto sui social, una serie di attacchi ai dipendenti del Comune di Casale Monferrato che non rispecchiano la reale situazione. Gli uffici comunali, infatti, sono quotidianamente impegnati in una serie di attività che garantiscono servizi fondamentali per la città e i cittadini. Questo non vuol dire che non si possano introdurre migliorie che potrebbero rendere ancora più funzionali alcuni servizi, in particolare a livello tecnologico/informatico dove il comune che abbiamo ereditato era sicuramente non al passo con i tempi e grazie alla suite introdotta nelle scorse settimane ha fatto un notevole passo in avanti. Per tornare invece allo stato di agitazione proclamato durante l’assemblea sindacale, credo sia corretto ribadire che è stata votata solo da 28 dei 205 dipendenti del Comune. Questo non significa che non ne terremo conto, anzi, ci confronteremo con loro certi di proseguire nel dialogo che in questi anni ha caratterizzato il nostro mandato. Sarà sicuramente un dialogo costruttivo, che si fonderà sulla consapevolezza di essere in un momento di particolare crisi, dove tutti noi che viviamo nel pubblico abbiamo una responsabilità maggiore, ovvero essere a servizio dei tanti concittadini che stanno soffrendo, in questo momento di crisi, perché hanno attività in proprio o lavorano in aziende del territorio, in difficoltà».

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