Lunedì 20 Settembre 2021

Il ricordo

Paolo Mascarino: "Come una leadership si crea e si può affermare con la capacità di ascolto e di rappresentanza"

Paolo Mascarino: "Come una leadership si crea e si può affermare con la capacità di ascolto e di rappresentanza"

Sergio Favretto ieri al Balbo

CASALE - Martedì al liceo Balbo si è svolta la cerimonia di consegna delle borse di studio in memoria dell'ex sindaco Paolo Mascarino (il servizio su Il Piccolo in edicola venerdì 16 luglio). 

In occasione dell'evento ne ha tratteggiato un vivido ricordo l'avvocato e storico Sergio Favretto, che fu assessore durante il primo dei due mandati di Mascarino, dal 1999 al 2004.

Lo riportiamo integralmente.

***

Oggi, partecipiamo ad una iniziativa, ad una singolare iniziativa: ricordiamo Paolo Mascarino, sindaco di questa città, ma contemporaneamente esaltiamo il significato forte della conoscenza, della formazione, della scuola, della cultura e dei giovani.

La famiglia Mascarino ha voluto ricordare così la figura di Paolo, ponendo l'accento sulla priorità dell'apprendimento e della crescita culturale autonoma, disincantata degli studenti e dei cittadini.

Casale avverte ancora oggi la genuinità di una fase amministrativa altamente positiva, di anni di crescita e di affermazione di un'intera comunità, avvenute pur in contesti difficili ed emergenziali, ma con il coinvolgimento di tutti.

Un sindaco nuovo,

espressione della società

Se attingiamo al sito ufficiale del Comune di Casale, ci accorgiamo come Casale dalla Liberazione ad oggi abbia avuto ben 16 sindaci e commissari prefettizi. Alcuni eletti con il sistema elettorale tradizionale dal consiglio comunale, altri con il nuovo sistema dell'elezione diretta dei cittadini e con eventuale ballottaggio.

Paolo Mascarino (nato a giugno 1948 e deceduto ad agosto 2011) è l'unico sindaco eletto direttamente dai cittadini per due mandati consecutivi, dal giugno 1999 al giugno 2004 e poi dal giugno 2004 al giugno 2009. È stato sindaco di questa città per 10 anni, con un mandato elettivo diretto dei cittadini e non eletto dal consiglio comunale.

Nelle due elezioni, non fu espressione di un partito o di una propria lista, ma più partiti e più movimenti si ritrovarono sulla sua candidatura.

La composizione delle due giunte comunali si connotò anche di ingressi di tecnici o di voci indipendenti, pur in ambito progressista.

Nella prima esperienza dal 1999 al 2004, con Mascarino furono assessori, grazie ad alcuni avvicendamenti, Ettore Coppo, Sergio Favretto, Gianni Crisafulli, Luigi Merlo, Renato Gagliardini, Carlo Baviera, Adriano Roggero, Riccardo Revello, Enrico Scoccati, Elena Sassone.

Nella seconda esperienza dal 2004 al 2009, gli assessori furono, anche qui con avvicendamenti, Ettore Coppo, Riccardo Calvo, Gianni Crisafulli, Riccardo Coppo, Mauro Oglietti, Roberto Quirino, Riccardo Revello, Enrico Scoccati, Enrica Pugno, Fabio Lavagno, Fulvia D'Addezio, Giorgio Ferraris. Il ruolo di segretario comunale venne svolto dalla dott. Vincenzina Giaretti, dalla dott. Domenica Maria Giannace, dalla dott. Anna Garavoglia.

Il sindaco Mascarino fu la dimostrazione di come una leadership si crea e si può affermare anche con la capacità di ascolto e di rappresentanza, senza calcolo di carriera politica o di arroganza personale.

Sono stati le idee e i progetti a convincere i sostenitori e poi gli elettori.

I due programmi elettorali e di mandato, se si leggono bene e con senso analitico, hanno delle evidentissime peculiarità:

- la trasparenza ed efficienza amministrativa sempre, il Comune come casa di vetro appartenente a tutti i cittadini.

- lo sviluppo economico ed occupazionale della città e dell'intero Monferrato.

- le scelte urbanistiche e infrastrutturali, una nuova mobilità e fruibilità del centro storico a beneficio dei residenti, ma anche per tutto il Monferrato, come area vasta di riferimento sociale e politico.

- la crescita culturale con la valorizzazione dei beni e patrimoni culturali ed artistici casalesi, in una proiezione aperta ad altri contributi esterni di qualità; basta al provincialismo o autarchia, ma apertura culturale e interscambi (rilancio ed ampliamento con nuove sale del Museo Civico, della Pinacoteca, della gipsoteca Bistolfi, della rete museale MoMu fra Duomo, Sinagoga e Sacro Monte di Crea, grande impegno per il recupero artistico e funzionale del Castello dei Paleologi, il recupero del portale di Santa Maria di Piazza) .

- la centralità e qualità dell'offerta della sanità e del socioassistenziale su tutto il territorio casalese, con chiara attenzione ai nuovi bisogni degli anziani o delle località marginali nel Distretto del Monferrato (incremento qualitativo dell'offerta prestazionale dell'ospedale, dei vari presidi distrettuali, dura battaglia per la sede casalese dell'ASL e difesa della sanità territoriale) .

- l'attenzione verso adeguati livelli di qualità nella scuola, negli asili nido, dalle elementari alle scuole superiori; verso l'esperienza del nucleo specializzato della facoltà di economia aziendale e del collegio universitario; impegno forte per le infrastrutture e per gli organici; attenzione verso le problematiche giovanili e di aggregazione sociale e sportiva.

- la cura e l'innovazione nel promuovere l'attrattività turistica del Monferrato, con profonda convinzione nel mix fra privato e pubblico, fra comuni e operatori del settore, con aggancio a nuovi fruitori italiani e stranieri.

- la vicinanza del sindaco e dell'amministrazione alle varie crisi e vertenze aziendali, con i risvolti di incertezza nei livelli occupazionali.

- l'espressa volontà di creare una rete fra i vari comuni del Monferrato per efficacemente rappresentare l'area sui tavoli regionali a Torino, su quelli provinciali e nazionali; il coinvolgimento dei vari parlamentari sui temi locali, attraverso convegni e interrogazioni (emergenza amianto, difesa del Tribunale a Casale).

Furono 10 anni di elaborazione e di gestione, con un costante e diretto rapporto con i cittadini: i partiti hanno sostenuto, mai prevalso; si avvertiva come la Giunta comunale fosse una squadra vera, come non vi fosse alcun accentramento personalistico.

 

Il ritratto

dell'uomo pubblico,

dell'uomo in famiglia e nel lavoro

Quando si giunge a descrivere una persona, si accentuano le difficoltà. Si possono alternare luoghi comuni, ricordi, sensazioni e la verità potrebbe attenuarsi.

Ho adottato un metodo: ho interpellato i famigliari, gli amici, gli amministratori, i colleghi di lavoro, gli ex assessori e vari dipendenti comunali dagli operatori ecologici ai dirigenti, alcuni avversari politici, alcuni giornalisti; ho consultato gli archivi di alcuni periodici.

Una indiscussa evidenza: Mascarino papà e segretario dell'associazione Libera Artigiani non è mutato quando divenne sindaco; ha mantenuto nel suo privato e traslato nel nuovo ruolo gli stessi tratti nelle motivazioni, nel metodo, della gerarchia dei valori, nel rigore per sè e per gli altri.

Alcune immagini:

a) ha studiato e capito la sua città, sempre, da studente al Liceo e all'Università a Torino; negli anni di impegno nell'associazione Libera Artigiani ha curato non solo la qualità del servizio fiscale e contabile, ma pure la rappresentanza pubblica del settore artigiano; si è sempre buttato dentro alle dinamiche economiche e di sviluppo, ha sempre distinto bene la rilevanza dell'economia locale rispetto all'effimero e al mero spettacolo del consenso; non si è limitato ad assistere agli eventi, ha avviato nuova progettualità anche per il Settore del Freddo nella programmazione regionale.

b) ha anteposto sempre l'impegno e la ricerca personale della conoscenza, del sapere vero e non nozionistico; prima di decidere o di parlare, analizzava il problema e si preparava con scrupolo, coinvolgeva dirigenti e funzionari rispettandone competenze e responsabilità, senza sovrapposizioni di ruoli fra gestione e politica. Un esempio: tutte le operazioni di bonifica per le aree ex Eternit, per gli edifici compromessi dall'amianto, per la bonifica delle sponde del Po e per la nuova discarica dell'amianto raccolto, furono settimanalmente coordinate e monitorate dal sindaco e da un team di dirigenti e medici come Coggiola, Mombello, Mancini, Martinotti, Deandrea, Novarese. Si creò a Casale, sull'incipit dato dall'ex sindaco Riccardo Coppo, un vero e proprio valore aggiunto tecnologico ed amministrativo, un originale know-how in Italia e osservato come modello di buone prassi da altre realtà contaminate dall'amianto.

Idem è avvenuto per il controllo sull'attività delle aziende partecipate, come AMC spa e Cosmo Spa alle quali riconobbe sempre un ruolo trainante nei servizi alla città.

c) ha sempre manifestato forte attenzione verso le aree di svantaggio e di problematicità, verso il volontariato autentico e talvolta nascosto, non in uniforme, ma efficace e risolutivo (attività dell'ANFFAS, delle cooperative sociali o preposte all'integrazione, del Consorzio Intercomunale Socioassistenziale, della Caritas, del volontariato di promozione culturale, del WWF Italia e della sezione casalese di Legambiente).

d) chiarezza nella scala dei valori: dal netto antifascismo ai chiari principi costituzionali, dalla cultura della pace alla solidarietà verso chi ha meno mezzi, alla corretteza nel lavoro e nelle decisioni pubbliche; dalla necessità dell'impegno costante personale fino all'ineludibile propensione all'ascolto dell'altro, al rispetto delle diversità e delle opzioni anche politiche differenti. Dalla Consulta della Pace ai momenti rievocativi della Banda Tom o del 25 Aprile, sono stati sempre appuntamenti convinti e radicati nel suo pensiero.

e) coraggio e volontà di coinvolgimento di tutti nell'affrontare le emergenze dell'alluvione del 15 ottobre 2000 o la delicatissima vertenza processuale dell'Eternit e della bonifica della città; emergenze che hanno visto i decisori pubblici tutti alleati con le varie espressioni organizzate della città, dai comitati postalluvione come il C.Al.Ca (Comitato Alluvionati del Casalese) ai progettisti per gli interventi sulle sponde del fiume, diventate oggi luoghi fruibili per il tempo libero; dal sindacato all'associazionismo, dall'AFEVA–Associazione Familiari Vittime Amianto e singoli cittadini vittime dell'amianto.

Mascarino aveva una visione partecipata della cosa pubblica, sempre convinto che le istituzioni non fossero di una parte o di un partito, ma dei cittadini.

Paolo è stato “ il sindaco perbene, il sindaco della gente".

Venne chiamato ad amministrare da altri, dai suoi concittadini, non scelto da alchimie politiche o da nuclei di potere. Dovette decidere ed operare nelle emergenze dell'alluvione e della bonifica Eternit,  fra l'emergenza lavoro e la criticità ambientale, fra la precarietà finanziaria degli enti locali e la crescente domanda di servizi sociali.

Paolo scelse sempre l'essenzialità e la concretezza; ecco i due sostantivi che bene lo potrebbero caratterizzare.

Era amico di tutti, si accompagnava con tutti, amava il confronto con razionalità e pacatezza. Si trovava a proprio agio fra la gente comune, fra i giovani o la Pro Loco della frazione, fra la bocciofila o nella Consulta della pace, fra il sindacato e la società sportiva dilettantistica. Non amò fronzoli o rituali, ma solo la concretezza del fare, dell'economia reale, del bisogno concreto dell'anziano o della scuola elementare, degli investimenti per il settore del freddo o per la viabilità.

Ricordo, una volta sorseggiando assieme un caffè, mi esternò la sua preoccupazione per la difficoltà di nuovo lavoro per i giovani: “La società sempre più competitiva, tecnologica, finanziaria, ma rischia di sacrificare l'uomo, la persona. Come potranno i nostri giovani trovare l'occasione per realizzarsi, per rendersi autonomi dalla famiglia, per costruire un pezzo di società ?".

Per un ritratto conclusivo, un cenno al metodo di lavoro.

Mascarino è stato il sindaco non dell'effimero, ma della progettualità sui temi economici e pianificatori, con interazione stretta con la Provincia e la Regione; del farsi carico collettivamente delle emergenze del lavoro e dell'occupazione, cooperando con il sindacato e con le associazioni datoriali; della valorizzazione culturale e turistica di Casale e del suo hinterland sempre a più voci: si pensi all'impegno per il Museo Civico, per il Castello, per molteplici eventi musicali ed artistici, per le ricerche storiche e letterarie.

Ebbe una idea molto chiara: prima le strutture e infrastrutture che restano, che fanno patrimonio permanente e che connotano; poi gli eventi o iniziative temporali e provvisorie.

Fu un sindaco aperto a tutti i sindaci del Monferrato, con i quali assunse decisioni sulla viabilità e trasporti, sulla sanità e prestazioni socioassistenziali, sul dimensionamento scolastico, sull'offerta turistica.

Paolo fu anche il sindaco dalle profonde convinzioni democratiche ed etiche; sostenne sempre i temi della pace, della solidarietà fra i popoli, dell'antifascismo e delle autonomie locali, della difesa dell'ambiente e del paesaggio, della trasparenza e lealtà in politica e nella pubblica amministrazione.

Visse sempre una profonda appartenenza alla sua città, alla storia ed alle ansie di Casale.

Vorrei ricordare, per inciso, come la dimensione comunale, dalla polis greca intesa come città-stato alle attuali metropoli e capoluogo, sia la forma più autentica di democrazia e così debba restare sempre. Dal prototipo della democrazia di Sparta e di Atene, si giunge per evoluzione all'autonomia e democrazia nell'Età dei Comuni e poi al nostro sistema delle autonomie locali (tanto caro a Luigi Sturzo e Giorgio La Pira), paradigma di libera espressione del cittadino. Mascarino era convinto di questa essenzialità.

Oggi, ricordiamo un uomo e un sindaco aperto, rigoroso e dialogico al tempo stesso, fermo nei principi e nelle convinzioni, ma gentile nell'esprimere e concreto nel gestire.

Ricordiamo una persona che ebbe un percorso di formazione non facile, orfano giovanissimo e con modeste condizioni economiche; seppe sempre avanzare in salita e linearità, con tenacia.

Lo ricordiamo fra studenti e docenti, nel suo liceo e nella sua città; non vi potrebbe essere cornice più congrua e simbolica.

 

 

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