Mercoledì 29 Giugno 2022

L'analisi

Come stanno le aziende, dalla Guala alla Solvay

Riflessione di Roberto Marengo, segretario generale della Femca Cisl. I problemi, le opportunità

roberto-marengo

Roberto Marengo, segretario generale della Femca Cisl

ALESSANDRIA - "L’industria nel nostro paese e, analogamente, nell'Alessandrino e nell'Astigiano, sta attraversando anni molto difficili" E' l'incipit di una nota con la quale Roberto Marengo, segretario generale della Femca Cisl delle province di Alessandria e Asti fa il punto della situazione per quanto concerne aziende dei settori gomma, plastica, chimico, gas, acqua, tessile.

"Col Covid - spiega Marengo -.  le aziende hanno dovuto investire economicamente e in modo significativo nei sistemi di sicurezza e organizzazione del lavoro. Fondamentale è stato il ruolo del sindacato a tutti i livelli  per la realizzazione di accordi di smart working e la condivisione/gestione dei protocolli di sicurezza. Strumenti fondamentali per contrastare i contagi e continuare a produrre. Un riconoscimento particolare lo si deve ai lavoratori che hanno dimostrato grande responsabilità e capacità di adattamento durante il periodo considerato".

La Femca Cisl

La domanda c'è

Oggi si è di fronte a un problema, forse inatteso:  la domanda cresce ma è difficile produrre a causa della mancanza di materie prime (c'entra il Covi, ma anche la guerra in corso). "Nel settore della plastica - continua Marengo -  le aziende sono state obbligate ad uno sforzo economico e organizzativo non indifferente per riconvertire la propria attività. Fortunatamente le imprese delle nostre province stanno governando con non pochi sforzi il cambiamento. Auspichiamo che anche le piccole e medie aziende dimostrino la stessa capacità al fine di salvaguardale occupazione ed economia locale".

Ad aggravare la situazione, c'è poi  il problema legato all’aumento del costo di gas e luce. "Non essere indipendenti dai paesi esteri ci vede fortemente penalizzati. Senza contare che il costo dell’energia in Italia è superiore a quello europeo del
30% con le conseguenti ricadute in tema di competitività. Per quanto riguarda l’energia sarebbe utile differenziare il costo in bolletta dei kw prodotti dalle fonti rinnovabili, costo che risulta nettamente inferiore rispetto alle fonti tradizionali. Servono inoltre una politica nazionale che europea volta a renderci energeticamente indipendenti".

Le nostre aziende

"Nonostante il quadro descritto - aggiunge il sindacalista - prendiamo a modello di positiva evoluzione alcune aziende della provincia di Alessandria e Asti. È ad esempio il caso di Gualapack che ha continuato ad investire in questi anni e da aprile ha incrementato i turni di lavoro, da 15 a 18, inserendo circa 40 lavoratori. Lo stesso vale per Solvay che ha destinato considerevoli risorse economiche a favore dell’innovazione e dell’ambiente e si appresta anche lei ad inserire più di 40 nuovi operatori. La Sutter ha acquisito il marchio General Henkel diversificando così la propria produzione con detersivo per lavatrice e realizzato di conseguenza un reparto nuovo e assunto nuovi dipendenti. Michelin nonostante le difficoltà del settore continua a investire e occupare personale anche in questo periodo, come la Fra Production e la Pradella Matego. In linea generale, pur in un contesto particolarmente difficile, riusciamo in molte aziende ad attivare la contrattazione di 2° livello. Altre imprese invece risentono maggiormente della crisi per l’aumento dei costi, la mancanza di materie prime, anche provenienti dall’Ucraina e/o dalla Russia, e conseguentemente fanno ricorso alla cassa integrazione per brevi periodi".

Gualapack

Cosa manca


Un ulteriore problema che si riscontra è la mancanza di figure professionali, quali tecnici manutentori, questo perché "il nostro sistema che non sa cogliere le reali necessità delle aziende." 

Infine,  il settore dell’acqua. "I processi di aggregazione previsti non si sono compiuti nei tempi utili mantenendo situazioni di inefficienza. Attualmente si registra uno spreco dell’acqua di circa del 40% per carenza di investimenti e manutenzione alle reti. Condizione non più tollerabile considerata la continua riduzione di questo bene essenziale. Oggi il Pnrr mette a disposizione rilevanti risorse a favore del settore. Auspichiamo ci sia la capacità di cogliere tale opportunità".

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