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Bonifica amianto, c’è l’accordo, ma mancano i fondi
Incontro tra parlamentari, enti pubblici e associazioni Vittime dell'amianto per discutere dell'emergenza casalese. Presentato un disegno di legge per l'estensione dei risarcimenti anche ai non dipendenti della Eternit
Incontro tra parlamentari, enti pubblici e associazioni Vittime dell'amianto per discutere dell'emergenza casalese. Presentato un disegno di legge per l'estensione dei risarcimenti anche ai non dipendenti della Eternit
Da parte dell’amministrazione, c’è la volontà, insieme alla Provincia, rappresentata dal presidente Paolo Filippi, di coordinare e monitorare costantemente la situazione. Di positivo, secondo Stradella, “c’è anche il fatto che per la prima volta è stato tracciato un quadro complessivo della situazione”
Sull’incontro è intervenuto anche il coordinatore della Vertenza Amianto, Bruno Pesce(nella foto): “Nonostante le molte assenze dei parlamentari piemontesi invitati, di positivo c’è stata una ripartizione bipartisan dei presenti e la disponibilità degli altri, assenti per altri impegni, a sostenere quanto emerso oggi. In particolare i Parlamentari si sono impegnati a promuovere nelle Commissioni competenti due aspetti cruciali: il rifinanziamento dei fondi per la bonifica, e un provvedimento che estenda ai cittadini i risarcimenti per i danni provocati dall’amianto, finora previsti solo per i lavoratori. Oggi, – aggiunge Pesce – con la fabbrica chiusa, sono per lo più i cittadini ad ammalarsi, e spesso le famiglie si trovano a perdere, oltre a un caro, anche l’unica fonte di reddito di cui dispongono. Anche il piano dei finanziamenti è imprescindibile: non ci aspettiamo somme straordinarie, ma che continuino gli incentivi a sostegno della bonifica di ondulino e polverino dalle abitazioni. Senza gli incentivi, cittadini magari già restii ad intervenire troverebbero un’ulteriore scusa, e in generale si rischierebbe di arrestare i progressi fin qui compiuti”.E ancora, “Come associazione Vittime dell’Amianto, infine, abbiamo chiesto a Comune e Provincia di approvare in modo concorde un ordine del giorno a sostegno dei due punti sopra esposti, da proporre poi al Consiglio Regionale e ai 48 comuni della zona. Speriamo che le parole si traducano in fatti”.