Società
L'incontro
La Regione Piemonte riunisce il primo Tavolo dopo i recenti crolli. Allo studio nuovi monitoraggi, un percorso alternativo verso il rifugio Quintino Sella e una migliore gestione dei flussi turistici.
17 Settembre 2026
ore
21:00
TORINO - Monviso, tre mesi senza temperature sotto zero a 3.300 metri: la Regione apre il Tavolo. Dal 10 giugno al 10 settembre la stazione Arpa in alta quota non ha mai registrato temperature pari o inferiori a zero. Dopo i recenti crolli la Regione Piemonte riunisce enti, tecnici e territorio: allo studio un percorso alternativo verso il rifugio Quintino Sella e nuove misure per sicurezza e gestione dei flussi Tre mesi senza scendere a zero gradi a oltre 3.300 metri di quota. È il dato registrato dalla stazione Arpa sul Monviso tra il 10 giugno e il 10 settembre, indicativo dell’eccezionalità del caldo dell’estate 2026 anche in alta montagna e utile a comprendere i processi che possono contribuire all’instabilità delle pareti rocciose. Da questo quadro è partito il primo Tavolo Monviso , convocato al grattacielo della Regione Piemonte dopo i recenti crolli sul massiccio. L’obiettivo è condividere le conoscenze disponibili, individuare misure di prevenzione e valutare nuove modalità di accesso e frequentazione della montagna. Alla riunione, presieduta dall’assessore regionale alla Montagna Marco Gallo , hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Regione Alberto Cirio , il presidente della Provincia di Cuneo Luca Robaldo , il sindaco di Crissolo Fabrizio Re , Arpa Piemonte, università e centri di ricerca, guide alpine, Soccorso alpino, Carabinieri forestali, CAI, Parco del Monviso e associazioni ambientaliste. Crolli sul Monviso e permafrost, nuovi approfondimenti Il confronto arriva dopo i due recenti distacchi: quello del 1° settembre sul versante nord-est e quello avvenuto nella notte tra il 13 e il 14 settembre dai Torrioni Sari, sul versante sud . Crolli sul Monviso erano già stati documentati, tra gli altri, nel 2019 e nel 2023. Secondo Arpa, lo stress termico rappresenta un probabile fattore dei recenti distacchi, mentre la degradazione del permafrost può aver contribuito all'instabilità di un ammasso roccioso già fortemente fratturato. Ogni evento, tuttavia, deve essere valutato singolarmente sulla base dei dati scientifici e non possono essere esclusi nuovi fenomeni. «L’aumento delle temperature e il degrado del permafrost possono contribuire a rendere più instabili le pareti rocciose, ma ogni fenomeno deve essere analizzato nella sua specificità», ha sottolineato il direttore generale di Arpa Piemonte Secondo Barbero . Sono previsti ulteriori rilievi sui crolli, anche attraverso l’utilizzo di droni, e verifiche sui sentieri maggiormente esposti. Percorso alternativo verso il rifugio Quintino Sella Tra le ipotesi emerse dal Tavolo c’è anche la realizzazione o valorizzazione di un tracciato alternativo verso il rifugio Quintino Sella , del quale dovranno essere verificate le condizioni. Si lavorerà inoltre sul miglioramento della segnaletica e sulla possibilità di introdurre limitazioni temporanee nei punti in cui dovessero risultare necessarie. La questione riguarda più in generale la gestione della crescente frequentazione d...