Economia
L'allarme
Allarme per il nuovo focolaio: “A rischio un comparto da 400 milioni, necessario un cambio di strategia”
26 Aprile 2026
ore
12:05
TORINO – Tornano a crescere le preoccupazioni per la diffusione della peste suina africana e per l’eccessiva presenza di cinghiali sul territorio. Coldiretti Piemonte chiede un intervento immediato e deciso. “È urgente incrementare in modo significativo il depopolamento dei cinghiali – sottolinea Bruno Mecca Cici , vicepresidente di Coldiretti Piemonte con delega alla zootecnia –. La loro presenza resta troppo alta e continua a generare criticità sanitarie e danni alle coltivazioni”. La richiesta arriva alla luce del nuovo focolaio registrato, che riaccende i timori in un contesto già segnato da difficoltà internazionali e instabilità del settore. Numeri ancora insufficienti Secondo Coldiretti, gli abbattimenti effettuati finora sono ancora lontani dagli obiettivi fissati dal Piano Nazionale contro la peste suina africana , necessario per arrivare all’eradicazione del virus. Per questo l’organizzazione chiede di rafforzare le attività di contenimento, rendendole più efficaci e sistematiche rispetto al passato. La posta in gioco è elevata: il comparto suinicolo piemontese conta circa 3 mila aziende , un fatturato di quasi 400 milioni di euro e oltre 1,2 milioni di capi . Destinati in gran parte alle produzioni Dop come prosciutto di Parma e San Daniele. “È necessario sostenere il settore ed evitare speculazioni – aggiunge Mecca Cici – intervenendo con tempestività per contenere la diffusione del virus”. Richiesta di confronto e revisione del piano Coldiretti Piemonte si dice disponibile al dialogo con le istituzioni per rivedere il Priu (Piano Regionale di Interventi Urgenti) e definire strategie più incisive. “Occorre un cambio di passo – concludono Cristina Brizzolari e Bruno Rivarossa – per tutelare uno dei comparti economici più rilevanti della regione”.