Economia
Il pericolo
Dopo il confronto convocato dall'Ente Risi non arrivano soluzioni concrete. Coldiretti Piemonte chiede un tavolo nazionale di crisi, più contratti di filiera e regole uguali per le importazioni dall'estero
28 Giugno 2026
ore
13:12
ALESSANDRIA - La risicoltura piemontese è sempre più in difficoltà e il rischio è quello di un vero e proprio collasso del comparto. A lanciare l'allarme è Coldiretti Piemonte , che al termine dell'incontro convocato dall'Ente Risi a Castello d'Agogna denuncia l'assenza di risposte concrete per un settore strategico dell'agricoltura italiana. Secondo l'organizzazione agricola, il confronto non ha prodotto novità significative mentre la crisi continua ad aggravarsi. A pesare sono soprattutto il crollo dei prezzi del riso Made in Italy , l'aumento dei costi di produzione e la crescente concorrenza delle importazioni estere. Prezzi in picchiata e costi sempre più alti « La situazione è vergognosa », afferma Roberto Guerrini , membro della Giunta di Coldiretti Piemonte con delega al settore risicolo. Le quotazioni di tutte le principali varietà italiane registrano infatti una riduzione compresa tra il 40% e il 50% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Una flessione che si somma ai rincari sostenuti dalle aziende agricole per energia, irrigazione e mezzi tecnici, con il costo dei concimi aumentato fino al 70% . Per questo Coldiretti annuncia che, fino a quando non arriveranno risposte concrete sul futuro del comparto, non parteciperà alla formulazione del listino prezzi della Borsa Merci di Vercelli. Contratti di filiera e tutela del Made in Italy Nel corso dell'incontro è emerso come appena il 2,5% del riso venga oggi commercializzato attraverso contratti di filiera. Una percentuale giudicata insufficiente da Coldiretti. Che considera questo strumento fondamentale per garantire maggiore stabilità ai produttori e superare le attuali dinamiche di mercato. La presidente di Coldiretti Piemonte Cristina Brizzolari e il delegato confederale Bruno Rivarossa chiedono un intervento urgente del Ministero dell'Agricoltura attraverso la convocazione del Tavolo nazionale di crisi . Tra le priorità indicate figurano anche il principio di reciprocità nelle importazioni, affinché il riso proveniente dall'estero rispetti gli stessi standard produttivi richiesti alle aziende europee. E, anche, un piano concreto per la realizzazione di nuovi invasi, infrastrutture idriche e manutenzione delle reti irrigue. Per Coldiretti non è più il tempo dei rinvii . Servono decisioni rapide per salvaguardare un comparto che rappresenta una delle eccellenze agricole del Piemonte e dell'Italia.