Alessandria, l’Irccs e i commenti della politica e del rettore Upo, Rizzi
L'Aou Al 'Santi Antonio e Biagio'
Politica, Società
11 Giugno 2026
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La svolta

Alessandria, l’Irccs e i commenti della politica e del rettore Upo, Rizzi

Dal Governo il via libera definitivo al riconoscimento dell'Irccs Alessandria-Casale Monferrato. Soddisfazione bipartisan da Lega, Forza Italia, Università del Piemonte Orientale e istituzioni regionali. Ora si apre la fase della piena operatività

ALESSANDRIA – È una giornata destinata a entrare nella storia della sanità piemontese. Con la firma del decreto da parte del ministro della Salute Orazio Schillaci, d’intesa con il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’Aou Al SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria è stata ufficialmente riconosciuta come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (Irccs).

Si tratta del primo Irccs pubblico del Piemonte . Un traguardo che proietta Alessandria e Casale Monferrato all’interno della rete nazionale dei centri di eccellenza per la ricerca, l’innovazione e l’assistenza sanitaria ad alta specializzazione. Il riconoscimento rappresenta il punto di arrivo di un percorso avviato diversi anni fa e sostenuto da istituzioni, mondo accademico, professionisti sanitari e rappresentanti politici di diversi schieramenti.

La soddisfazione della Lega: «Un progetto in cui abbiamo sempre creduto»

Tra i primi a commentare la notizia sono stati il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari e l’ex senatrice Rossana Boldi. Che hanno rivendicato il lavoro svolto negli anni per sostenere il progetto. «Il riconoscimento ufficiale del primo Irccs pubblico del Piemonte sull’asse Alessandria-Casale Monferrato è un traguardo straordinario. Un progetto a cui la Lega ha creduto sin dal principio», ha dichiarato Molinari. Che ha ringraziato in particolare l’ex assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi, la stessa Boldi, il direttore generale dell’Aou Valter Alpe e il commissario straordinario per il riconoscimento dell’IRCCS Antonio Maconi.

Per Molinari il riconoscimento rappresenta un’opportunità non solo per Alessandria, ma per tutto il Piemonte. «Non è questione di campanilismi. Ma di far compiere all’intera regione un salto di qualità verso una sanità capace di curare e allo stesso tempo sviluppare ricerca medico-scientifica innovativa».

Sulla stessa linea Rossana Boldi, che ha ricordato come il progetto abbia dovuto superare ostacoli tecnici e politici. «Oggi siamo tutti felici, ma quando la Lega decise di sostenerlo senza esitazioni il risultato era tutt’altro che scontato».

Forza Italia: «Una giornata storica per Alessandria»

Grande soddisfazione è stata espressa anche dal consigliere regionale di Forza Italia Davide Buzzi Langhi. Che ha definito il riconoscimento «una giornata storica per la città, la provincia e l’intero Piemonte».

Secondo l’esponente azzurro, il nuovo Irccs rappresenta il naturale sviluppo di un percorso che ha già visto il passaggio dell’ospedale da Azienda Ospedaliera ad Azienda Ospedaliero-Universitaria. Rafforzandone la vocazione assistenziale, formativa e scientifica. «Il nuovo Irccs consentirà di attrarre investimenti, progetti di ricerca, sperimentazioni cliniche e professionisti altamente qualificati. Offrendo ai cittadini cure sempre più avanzate e innovative», ha sottolineato Buzzi Langhi.

Lo stesso consigliere regionale ha inoltre indicato come prossima sfida la realizzazione del nuovo ospedale di Alessandria. Considerato un tassello strategico per il futuro della sanità del territorio.

Il ruolo decisivo dell’Università del Piemonte Orientale

Un contributo determinante al percorso che ha portato al riconoscimento è arrivato dall’Università del Piemonte Orientale. Che attraverso la Scuola di Medicina e la collaborazione con l’Aou ha sostenuto lo sviluppo delle attività di ricerca necessarie per ottenere il riconoscimento ministeriale.

Il rettore Menico Rizzi ha parlato di una «svolta epocale» destinata a modificare profondamente il rapporto tra ricerca scientifica e assistenza sanitaria. «Irccs non è solo un titolo: è uno strumento concreto che trasforma il modo in cui la scienza entra nella vita dei pazienti. È il luogo in cui ricerca e clinica si alimentano a vicenda. Accelerando il trasferimento delle innovazioni scientifiche verso la pratica medica», ha spiegato il rettore.

Rizzi ha inoltre evidenziato il ruolo svolto dal commissario straordinario Antonio Maconi e dal direttore generale dell’Aou Valter Alpe. Ringraziando anche la Regione Piemonte, il presidente Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi per il sostegno garantito durante tutto l’iter.

Ravetti: «Una nuova fase per la sanità alessandrina»

Anche il vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte Domenico Ravetti ha definito il riconoscimento un «notevole cambio d’epoca delle politiche sanitarie». Sottolineando come il risultato sia stato possibile grazie a un metodo basato sulla collaborazione istituzionale.

Ravetti ha ricordato il ruolo centrale svolto da Antonio Maconi nell’immaginare e accompagnare il progetto fino al traguardo finale. Evidenziando però che il riconoscimento non risolverà automaticamente le criticità operative dei singoli reparti. Secondo il vicepresidente del Consiglio regionale, la nuova fase sarà caratterizzata da passaggi fondamentali. Come ad esempio la definizione dello statuto della futura Fondazione che gestirà l’istituto e l’attivazione di un efficace sistema di fundraising per sostenere la crescita della struttura.

Una nuova sfida per Alessandria e il Piemonte

Con il decreto ministeriale si conclude dunque un lungo percorso amministrativo e politico, ma si apre una fase altrettanto importante. Quella della piena operatività del nuovo istituto. L’Irccs Alessandria-Casale Monferrato potrà diventare un polo di riferimento per un ampio bacino territoriale che comprende il Piemonte orientale, la Liguria e le regioni limitrofe. Obiettivo, coniugare assistenza, ricerca e innovazione.

Per Alessandria si tratta di una delle trasformazioni più significative degli ultimi decenni nel settore sanitario. Destinata a incidere non soltanto sulla qualità delle cure. Ma anche sulla capacità del territorio di attrarre investimenti, professionalità e progetti scientifici di livello nazionale e internazionale.

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