La Svizzera che aiutò la Resistenza: Sergio Favretto ospite a Cella Monte
Secondo appuntamento di LIBRIamoci nel borgo sabato 13 giugno all’Ecomuseo della Pietra da Cantoni. Lo storico e saggista casalese presenterà il volume dedicato al ruolo svolto dalla Confederazione Elvetica nel sostegno alla lotta contro il nazifascismo tra il 1943 e il 1945. Dialoga con l’autore il giornalista Carlo Cerrato
CELLA MONTE – Un confine che non fu soltanto una linea geografica, ma una via di salvezza, di resistenza e di speranza. È il confine tra Italia e Svizzera negli anni più drammatici della Seconda guerra mondiale, al centro del libro che Sergio Favretto presenterà sabato 13 giugno a Cella Monte nell’ambito della rassegna LIBRIamoci nel borgo.
Prosegue a Cella Monte il viaggio tra libri, storia e territorio di “LIBRIamoci nel borgo”, la rassegna letteraria promossa dal Comune e dalla Biblioteca Civica. Il secondo appuntamento dell’edizione 2026 è in programma sabato 13 giugno alle 16 all’Ecomuseo della Pietra da Cantoni, dove sarà ospite lo storico e saggista Sergio Favretto con il volume “Non solo neutralità. Il ruolo della Svizzera nella Resistenza italiana 1943-1945”.
Ricerca sulla storia contemporanea
Nato a Casale Monferrato nel 1952, avvocato e autore di numerosi testi di diritto amministrativo e penale, Favretto ha sempre affiancato all’attività professionale una costante ricerca sulla storia contemporanea e sulla Resistenza italiana.
Nel suo ultimo lavoro l’autore approfondisce un aspetto spesso poco conosciuto della Seconda guerra mondiale, mettendo in luce il ruolo svolto dalla Svizzera tra il 1943 e il 1945. Accanto alla neutralità istituzionale della Confederazione Elvetica, infatti, i Cantoni meridionali, le Guardie di Frontiera, i militari e una larga parte della popolazione offrirono un sostegno significativo alla lotta contro il nazifascismo. Il confine italo-svizzero divenne così una via di passaggio fondamentale per migliaia di persone – ex prigionieri alleati, soldati italiani, antifascisti, giovani renitenti alla leva, partigiani, perseguitati politici ed ebrei in fuga – che trovarono oltre frontiera accoglienza, assistenza e nuove prospettive.
Il volume documenta inoltre come la Svizzera sia stata un importante centro di organizzazione politica per gli esuli antifascisti e un nodo strategico per l’attività dei servizi segreti alleati OSS e SOE. La ricerca si basa su documenti inediti provenienti da archivi storici italiani e svizzeri, testimonianze, immagini e un ampio apparato bibliografico.
A dialogare con l’autore sarà Carlo Cerrato, giornalista professionista dal 1978, direttore della Fondazione Giovanni Goria e presidente della Fondazione Gente&Paesi.
Come da tradizione della rassegna, al termine dell’incontro il pubblico potrà partecipare a una degustazione dei vini di un produttore locale. In questa occasione saranno protagoniste le etichette dell’Azienda Agricola Coppo Giovanni.
“LIBRIamoci nel borgo” si conferma così un appuntamento capace di coniugare cultura, memoria storica e valorizzazione delle eccellenze del territorio monferrino.