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Redazione Il Piccolo  
9 Settembre 2011
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“Salvate il tribunale di Casale”

Se il ministro Palma non cambia idea il tribunale di Casale rischia la chiusura. I primi commenti e le prese di posizione. Ma c'è chi ripropone una strada alternativa: l'accorpamento con il tribunale di Chivasso

Se il ministro Palma non cambia idea il tribunale di Casale rischia la chiusura. I primi commenti e le prese di posizione. Ma c'è chi ripropone una strada alternativa: l'accorpamento con il tribunale di Chivasso

Se non cambierà l’impostazione della riforma delle circoscrizioni giudiziarie che il neo-ministro della giustizia Nitto Palma sta portando avanti, quella che un tempo era stata sede di Corte d’Appello e, in tempi più recenti di Corte d’Assise, perderà anche il tribunale. E la potatura non è detto che si fermi qui perché potrebbe toccare anche gli uffici del giudice di pace che, nella circoscrizione del tribunale di Casale si trovano nella stessa Casale ed a Moncalvo. L’impostazione è di accentrare, per risparmi ancora tutti da dimostrare, gli uffici giudiziari nei centri che oggi sono capoluogo di provincia (ma le province non sono in via di abolizione?) e di sopprimere comunque quei tribunali che hanno una pianta inferiore ai 15 magistrati. In questo caso il destino di Casale sarebbe segnato con un tratto di penna, come pure quelli di altri tribunali, senza tenere conto dell’effetto intasamento delle cause, della lievitazione verso l’altro dei costi della giustizia per i cittadini (ad esempio gli avvocati dovrebbero trovare un domiciliatario nella sede del tribunale ed affrontare le relative trasferte non solo per le cause e questo farebbe senz’altro salire i il costo per i cittadino).
Intanto arrivano le prime reazioni dal mondo politico: quattro consiglieri di minoranza, Davide Sandalo (Pd), Fabio Lavagno (Sinistra Casalese), Pietro Gilardino (Casale si cambia) e Maria Merlo (Democratici per Casale) hanno depositato sul tavolo del presidente del consiglio comunale Grazia Bocca, una proposta di ordine del giorno nella quale viene valorizzato il ruolo del tribunale di Casale e si chiede al sindaco di mettere in atto tutto quanto necessario ed in tutte le sedi istituzionali per tutelare la permanenza a Casale del tribunale.
In Regione, invece, il consigliere Pdl Marco Botta sottolinea che “da una indagine compiuta a livello ministeriale risulterebbe che il 68% degli uffici giudiziari di primo grado ha meno di 20 magistrati” ed esalta l’importanza dei tribunali minori auspicando, in un ordine del giorno, che il governo ne mantenga il ruolo. Non è la prima volta che a Casale si parla di soppressione del tribunale. In passato un consigliere comunale, ieri Forza Italia, oggi Pdl, Giorgio Barbano, aveva proposto un ordine del giorno nel quale si valutava una circoscrizione del tribunale casalese in direzione di Chivasso, allora sede di pretura, oggi di sezione staccata del tribunale di Torino. L’idea era che, attraverso la Valcerrina, vi fosse la continuità territoriale e che un tribunale di questa dimensione avrebbe potuto sopravvivere a tagli futuri. Ma il consiglio comunale di allora, in modo poco convinto approvò, un ordine del giorno piuttosto annacquato che parlava genericamente di valutare nuove aggregazioni territoriali.
Venne poi la proposta della seconda Corte d’Appello a Casale con un comitato guidato da Giancarlo Curti, ex presidente dell’Ordine degli avvocati di Casale e giudice onorario ad Alessandria. Ci furono polemiche, incontri, dibattiti ma non se ne fece niente, ad eccezione di un Curti da diventato da allora alessandrino fobico e fondatore della lista civica Nuove Frontiere. Il problema torna oggi di attualità: non si potrebbe almeno ripensare alla vecchia questione del rapporto con Chivasso? Certo per sposarsi occorrerà anche il consenso della città del torinese, ma questa potrebbe essere una strada diversa ed alternativa alle altre per salvare un tribunale.
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