Offerta Schmidheiny, il Comune verso il “sì”. Secco “no” da Afeva e sindacati
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Redazione Il Piccolo  
12 Dicembre 2011
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Offerta Schmidheiny, il Comune verso il “sì”. Secco “no” da Afeva e sindacati

Dopo l'incontro si questa mattina a palazzo San Giorgio: "no" dell'Afeva mentre il Comune è possibilista sulla revoca della parte civile. Demezzi: "Sempre vicini ai cittadini". Pesce: "Tra le parti civili priorità a vittime, bonifica e ricerca"

Dopo l'incontro si questa mattina a palazzo San Giorgio: "no" dell'Afeva mentre il Comune è possibilista sulla revoca della parte civile. Demezzi: "Sempre vicini ai cittadini". Pesce: "Tra le parti civili priorità a vittime, bonifica e ricerca"

Si sono confrontati per quasi due ore dalle 8 di questa mattina. Alla fine le posizioni sono rimaste pressoché quelle della vigilia. Da un lato nella sala giunta c’erano l’amministrazione comunale con il sindaco Giorgio Demezzi e tutta la sua squadra (ad eccezione dell’assessore Bussola, indisposta), dall’altro l’Associazione familiari vittime amianto e le organizzazioni sindacali. Ed è intervenuto anche il Centro amianto. Il sindaco, supportato dall’avvocato Enrico Dagna che assiste il Comune nel processo di Torino, ha evidenziato quali sono gli aspetti a supporto di una accettazione dell’offerta di Stephan Schmidheiny, evidenziando come un ritiro della parte civile non andrebbe a sminuire le responsabilità penali dell’imputato. Inoltre ha fatto presente che una eventuale accettazione non andrebbe a diminuire il rapporto con i cittadini che “anzi diventerebbe ancora più stretto” e che la somma offerta – diciotto milioni – è significativa visto che l’intervento nel processo come parte civile aveva quantificato in 9 milioni di euro la cifra sostenuta dal Comune di Casale per le bonifiche, mentre ai due imputati erano stati richiesti complessivamente, da parte di Casale, 30 miliardi di euro. Inoltre le somme a disposizione – unite agli oltre 4 milioni di euro attualmente giacenti in Svizzera per coloro che hanno rinunciato come privati cittadini alla costituzione di parte civile accogliendo l’invito fatto a suo tempo dal fratello di Schmideheiny, non imputato – servirebbero per il completamento delle bonifiche e, soprattutto, della ricerca. Dal canto suo mentre la presidente di Afeva, Romana Blasotti Pavesi, ha assunto una posizione netta e contraria all’accettazione della proposta di transazione, Bruno Pesce ha proposto una convocazione, dopo la sentenza di primo grado, di tutte le parti civili costituite. “Si deve arrivare, vista la particolarità del processo – ha detto – ad una soluzione innovativa, che vada a graduare le pretese delle richieste, mettendo davanti gli ammalati ed familiari delle vittime, la bonifica e la ricerca, poi il resto, un poco come accade nelle procedure fallimentari. Occorre però sedersi attono ad un tavolo di lavoro”. E oggi, alle ore 17, la conferenza dei capigruppo dovrà discutere la richiesta di un consiglio comunale aperto sulla vicenda Eternit, avanzata dall’opposizione di centro sinistra e di sinistra. La seduta dovrebbe tenersi venerdì ed essendo l’amministrazione decisa a portare alla discussione una delibera di indirizzo sulla vicenda la forma aperta potrebbe venire accantonata. Ma si tratta di un’ipotesi perchè a pronunciarsi dovrà essere appunto al conferenza dei capigruppo presieduta da Grazia Bocca.

Il sindaco ha intanto diffuso una nota stampa nella quale precisa la posizione dell’amministrazione:
 

“È stato un incontro franco e aperto – commenta il Sindaco Giorgio Demezzi – nel corso del quale le rispettive posizioni sono state esposte e comprese. Da parte dell’Amministrazione comunale prevale forte il senso di responsabilità, che potrebbe essere anche oggetto in futuro di un’inchiesta da parte della Corte dei Conti, sia sulla congruità del risarcimento e sia sulla decisione da parte del Comune di accettare o meno la proposta». «Noi siamo portati a prendere una decisione che può apparire scomoda – continua Demezzi – ma che è l’unica che ci lascia tranquilli con le nostre coscienze e che ci fa pensare che se c’è una minima possibilità di salvare anche una sola vita in più attraverso il sostegno alla ricerca sul mesotelioma, noi quella possibilità la dobbiamo percorrere”.

“Il problema “morale” sollevato dall’Afeva – prosegue il primo cittadino – ovviamente ci tocca profondamente, e proprio per questo se non fossimo convinti dell’assoluto rigore morale e della giustizia che merita Casale Monferrato, attraverso il risarcimento dovuto per i propri morti, per le occasioni perdute di sviluppo e di rinascita, per i capitali impiegati per la bonifica e sottratti quindi ad altre possibili attività, non prenderemmo neppure in considerazione l’ipotesi di accettare la transazione”.

Come ha sottolineato il Massimo D’Angelo, i risultati della ricerca scientifica sono direttamente proporzionali al numero di soggetti che vi partecipano, alla possibilità di un confronto quanto più allargato sui risultati e alla velocità di sperimentazione di protocolli terapeutici dimostra, al di là di ogni dubbio, che disporre adesso di risorse per sostenere la ricerca può voler dire salvare più vite umane. Al risarcimento offerto da Schmidheiny si aggiunge poi il capitale di oltre 4 milioni di euro già accumulato, proprio ai fini della ricerca, attraverso la transazione accettata da un elevato numero di familiari delle vittime, che ha già deciso individualmente di uscire dal processo, accogliendo un risarcimento parte del quale è destinata appunto alla ricerca.

“Oltre alla ricerca scientifica sul mesotelioma e sulle malattie derivanti dall’amianto – conclude il Sindaco – i soldi offerti dall’imputato svizzero potrebbero essere utilizzati in parte per concludere le bonifiche (in aggiunta ai 9 milioni di euro già stanziati dalla Regione) e in parte per il rilancio della città che, senza dimenticare il dramma che sta ancora vivendo, deve comunque guardare avanti, in particolare per dare garanzie e certezze alle generazioni più giovani. Qualora il Comune decidesse di accettare l’offerta di Schmidheiny, sarà comunque avviato un percorso partecipativo per stabilire esattamente come impegnare i fondi, coinvolgendo tutte le realtà cittadine”.

 

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