Amianto: commenti sul “patto col diavolo”
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
18 Dicembre 2011
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Amianto: commenti sul “patto col diavolo”

Per Medicina Democratica “il sindaco ha patteggiato l’elemosina”. Per Sel “un regalo a chi ha inquinato e che con poco del suo immenso patrimonio si libera da ogni ulteriore obbligo risarcitorio nei confronti del Comune e della comunità"

Per Medicina Democratica ?il sindaco ha patteggiato l?elemosina?. Per Sel ?un regalo a chi ha inquinato e che con poco del suo immenso patrimonio si libera da ogni ulteriore obbligo risarcitorio nei confronti del Comune e della comunità"

Dopo l’accettazione del Consiglio comunale di Casale dell’offerta dell’imputato svizzero nel processo Eternit le prime reazioni di ambientalisti e politici alla cosiddetta “offerta del diavolo.

“Stanno diventando numerosi i sindaci alessandrini che vendono la salute dei concittadini. Il caso più vergognoso è il patto del Comune di Casale Monferrato col diavolo padrone dell’Eternit: migliaia di ammalati per asbestosi e mesotelioma pleurico, 1.800 morti fino ad oggi, forse altrettanti entro il 2020 considerato che insorgono 50 nuovi casi all’anno e che il periodo di incubazione è di 30 anni – afferma Lino Balza per Medicina Democratica – Il ‘diavolo’ è accusato di disastro doloso ambientale permanente, cioè di strage: 20 anni di carcere in sentenza il 13 febbraio prossimo. Con lui il sindaco ha patteggiato l’elemosina di 18,3 milioni di euro in cambio della revoca della parte civile al processo, fra lanci in consiglio comunale di monetine e urla violente dei famigliari delle vittime”.

“È una vergogna generale e collettiva quella che invade la città di Casale Monferrato. Abbiamo sostenuto che il ritiro della costituzione di parte civile da parte del Comune di Casale, città che è simbolo e riferimento della lotta contro l’amianto a livello internazionale, sia un errore soprattutto giunti al termine di un lungo iter processuale e a ridosso della sentenza, soprattutto nel momento in cui il dibattimento ha acclarato e documentato la gravità delle condotte. Un atteggiamento di questo tipo non è altro che un regalo a chi ha inquinato e che con poco del suo immenso patrimonio si libera da ogni ulteriore obbligo risarcitorio nei confronti del Comune di Casale e della comunità casalese, liberandosi da ogni obbligo di bonificare e trasferendo al Comune tale obbligo e la responsabilità della bonifica – dichiara Fabio Lavagno di Sinistra Ecologia Libertà – La revoca è ancor più grave se si considera che l’imputazione parla di reato permanente, i cui effetti e lesioni non sono ancora totalmente quantificati. Un ente pubblico non può accettare una clausola liberatoria onnicomprensiva in presenza di crescenti nuovi casi di patologie e di effetti da inquinamento; non può vincolare e bloccare l’attività difensiva del futuro, a fronte di nuovi attesi eventi. Il Comune ha accettato una soluzione transattiva al ribasso, con clausola liberatoria totale e perenne, non interpretando affatto gli interessi della città, delle vittime, dei famigliari e dei cittadini che per anni dovranno convivere con il rischio amianto fino alla completa bonifica”.

Per Renzo Penna “è difficile non stigmatizzare l’ultima decisione del Consiglio Comunale: una lacerazione in un tessuto solidale, una macchia difficile da spiegare a chi da lontano ha seguito con speranza la lotta di tutta una città contro una delle più potenti e ricche multinazionali. Dovuta, penso, allo sguardo corto di una politica miope, subalterna, senza cultura che non essendo stata in grado di concorrere ad una straordinaria vicenda la vuole adesso svilire pensando di ridimensionarla. Quello che colpisce in questa posizione dell’Amministrazione comunale è anche un superficiale e tragico provincialismo. L’auspicio – conclude Penna – a questo punto è che, soprattutto il sindaco, sia ancora nelle condizioni di rendersi conto del grave danno che sta arrecando alla comunità che, pro tempore, è chiamato ad amministrare. E ci ripensi”.

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