Caso Eternit: corteo funebre contro l’offerta Schmidheiny
Una città in corteo: "corteo funebre" per manifestare la contrarietà della città di Casale alla scelta dell'amministrazione comunale di accettare il risarcimento offerto dal padre dell'amianto, Schmidheiny. Una fiaccolata conclusasi con sagome di cartone appese agli alberi della città. ALL'INTERNO VIDEO DEL CORTEO
Una città in corteo: "corteo funebre" per manifestare la contrarietà della città di Casale alla scelta dell'amministrazione comunale di accettare il risarcimento offerto dal padre dell'amianto, Schmidheiny. Una fiaccolata conclusasi con sagome di cartone appese agli alberi della città. ALL'INTERNO VIDEO DEL CORTEO
Erano davvero tanti, si stima ben oltre i 500, i casalesi che ieri sera hanno sfilato per le vie della città, per dire il loro “no secco” contro le scelte dell’amministrazione comunale e del sindaco Demezzi di accettare il risarcimento di 18 milioni 300 mila euro per il caso Eternit, dallo svizzero Schmidheiny. “La morte della giustizia” l’hanno definita i cittadini che ieri sera, 23 dicembre, hanno partecipato al “corteo funebre” con fiaccole in mano, striscioni e cartelli appesi al collo. Un lungo percorso, in memoria delle 1800 vittime dell’amianto, organizzato dai cittadini di casale Monferrato attraverso i social network e il passaparola, con la partecipazione sempre attiva dell’associazione Famigliari Vittime dell’Amianto, dei sindacati e di Libera. Una piccola bara coperta dallo striscione tricolore Eternit Giustizia era a capo del corteo che si è concluso appendendo delle sagome di cartone, a forma di persona che ricordavano le vittime dell’amianto, ai numerosi alberi di Natale che decorano la città.
