La scure del ministero della Giustizia sui Giudici di Pace
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18 Gennaio 2012
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La scure del ministero della Giustizia sui Giudici di Pace

Pubblicato lo schema di decreto legislativo che riduce i Giudici di Pace. Colpo di spugna per Novi, Ovada, Serravalle Scrivia, Valenza (vanno con Alessandria) e Moncalvo (va con Casale Monferrato)

Pubblicato lo schema di decreto legislativo che riduce i Giudici di Pace. Colpo di spugna per Novi, Ovada, Serravalle Scrivia, Valenza (vanno con Alessandria) e Moncalvo (va con Casale Monferrato)

Si chiama razionalizzazione ma prevede una politica di tagli. E la provincia di Alessandria non ne è immune. Lo schema di decreto legislativo per la revisione delle circoscrizioni giudiziarie, pubblicato in questi giorni, riguardo ai giudici di pace è, per l’alessandrino ed il casalese una vera e propria ecatombe di uffici: verranno soppressi quelli di Novi Ligure, Ovada, Serravalle Scrivia e Valenza che saranno accorpati all’ufficio del giudice di pace di Alessandria. Si tratta di una decisione che lascia qualche dubbio, specialmente in termini di giustizia civile più snella e presente sul territorio in quanto andranno – le cose non muteranno – ad “affollare” ulteriormente l’ufficio del giudice di pace del capoluogo. E resta il fatto che, ad esempio a Valenza, è pronta una nuova sede. Ma la scure, decisa in sede romana, e che in un certo senso anticipa anche quella prevista per tribunali – qui sono a rischio chiusura Casale Monferrato, sede anche di Corte d’Assise, Tortona ed Acqui Terme ed è sorto, a Casale, un comitato che ha prodotto un documento prossimo all’inoltro al Guardasigilli – interessa anche la circoscrizione di Casale Monferrato.
La città aleramica di Moncalvo, in Provincia di Asti, ma appartenente al distretto giudiziario di Casale, rischia di perdere il magistrato. La sua competenza teritoriale è estesa su 19 comuni, 5 in Provincia di Asti, gli altri in quella di Alessandria, nonostante il giudice titolare avesse fatto nei mesi scorsi un accorato appello per la sua sopravvivenza. “Quel che colpisce – spiega in una nota il Movimento Progetto Piemonte – è abbiamo scritto a tutti i primi cittadini dei comuni per i quali è competente il giudice di pace di Moncalvo, sensibilizzandoli a convocare consigli comunali aperti e a rendere noto il rischio chiusura alla popolazione e nessuno ha mosso un dito. Soltanto Alfiano Natta l’ha messo, in questi giorni, all’ordine del giorno del prossimo consiglio. L’auspicio è che qui, come in altre realtà provinciali, entro sessanta giorni, come è previsto dalla legge, gli enti locali si consorzino e chiedano che vengano mantenuti gli uffici. Soprattutto nella realtà periferiche la loro soppressione sarebbe una disgrazia”.

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