“Tutto è cominciato il 6 aprile 2009”
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
4 Febbraio 2012
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“Tutto è cominciato il 6 aprile 2009”

Dopo il "no" all'offerta Schmidheiny della giunta di Giorgio Demezzi, gli occhi sono tutti puntati sul pronunciamento del tribunale di Torino il 13 febbraio. Le ultime vicende nel nostro speciale

Dopo il "no" all'offerta Schmidheiny della giunta di Giorgio Demezzi, gli occhi sono tutti puntati sul pronunciamento del tribunale di Torino il 13 febbraio. Le ultime vicende nel nostro speciale

“E’ cominciato il 6 aprile 2009 con la prima udienza preliminare per la maxi inchiesta sui casi di morte da amianto tra gli ex lavoratori di quattro filiali italiane dell’Eternit. La causa, con le sue 2.889 ‘persone offese’ (più di un migliaio solo a Casale), e’ la più grande mai celebrata dal tribunale di Torino, e, per questo motivo, le parti sono state convocate con ”pubblici proclami” e avvisi sui giornali, negli uffici dei Comuni interessati e su siti internet istituzionali. Unici due indagati della maxi-inchiesta condotta da Raffaele Guariniello sono il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, 62 anni, e il barone belga Jan Luis Marie Ghislain De Cartier De Marchienne, di 88. Sono accusati di disastro doloso e di omissione dolosa di controlli antinfortunistici.”

Inizia con queste parole la “storia” del processo Eternit, raccontata dal gruppo che si è costituito su Facebook e che, in questi lunghi anni, ha raccontato attraverso le voci dei membri, casalesi, delle famiglie delle vittime dell’amianto, semplici cittadini, il dolore e il travaglio, le paure e le speranze di chi vive sulla propria pelle la tragedia dell’amianto.
Ieri, con la decisione della giunta di Casale Monferrato di dire no all’offerta del principale imputato nel processo che si chiuderà, in primo grado, a Torino tra poco più di una settimana, il 13 febbraio, ha segnato un altro passo importante verso quella sete di giustizia a lungo invocata. I casalesi hanno avuto la forza e il coraggio di contestare aspramente, ma sempre civilmente, il sindaco e l’amministrazione che, in un primo momento, avevano accettato l’offerta di 18 milioni e 300 mila euro. E la loro tenacia ha vito.
Gli ultimi mesi, noi di Alessandrianews, li abbiamo raccontati così.

Quel che accadrà a breve, è ancora tutto da scrivere.


 
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