L’amianto torna in Consiglio, a Torino e a Casale
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Redazione Il Piccolo  
14 Marzo 2012
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L’amianto torna in Consiglio, a Torino e a Casale

In Regione l'assessore Monferino risponde ad una interrogazione di Muliere sul Centro Amianto. E a Casale il giorno di San Giuseppe consiglio straordinario chiesto dalle opposizioni per la revoca dell'atto di indirizzo

In Regione l'assessore Monferino risponde ad una interrogazione di Muliere sul Centro Amianto. E a Casale il giorno di San Giuseppe consiglio straordinario chiesto dalle opposizioni per la revoca dell'atto di indirizzo

Doppio passaggio sull’amianto, sia a Torino in Regione che a Casale in Comune. A palazzo Lascaris (nella foto) l’assessore alla sanità Paolo Monferino, in un question time  di risposta ad una inerroazione di Rocchino Muliere sul Centro regionale amianto e sul ruolo di organizzazioni sindacali ed Afeva. Muliere siè detto favorevole alla razionalizzazione della struttura ma afferma che “il timore che la rispsota non ha certo cancellato è che non trovi opportuno riconoscimento il ruolo del Comitato strategico in cui sono rappresentati i comuni interessati, i sindacati, le associazioni delle vittime dell’amianto. I protagonisti della battaglia condotta finora che ha portato a risultati imporatanti, non ultima la sentenza del Tribunale di Torino”.
A Casale, invece, come era del resto stato annunciato in aula nell’ultima seduta di consiglio dal sindaco Giorgio Demezzi, si terrà lunedì prossimo, giorno di San Giuseppe, la seduta straordinaria richiesta da tutti i gruppi che non si appartengono alla maggioranza di centro – destra. Nella scaletta dei lavori, oltre alla presa d’atto da parte del consiglio dell’ingresso di Emanuele Capra in giunta (ricopre gli incarichi di assessore ai servizi sociali, alla pubblica istruzione ed università ed all’immigrazione) ci sono anche una interrogazione di Massimo De Bernardi (Nuove Frontiere) sui 4,6 milioni di euro accantonati per la ricerca e su quale sia il loro utilizzo. Ma il punto forte sarà, però, la discussione sulla revoca dell’atto di indirizzo che il 16 dicembre scorso aveva dato via libera all’amministrazione di Giorgio Demezzi per l’accettazione della proposta dell’imputato Stephan Schmidheiny per una transazione, ovvero una somma di denato (18 milioni e 300mila euro) contro il ritiro della costituzione di parte civile. Poi, invece, la storia ha avuto un seguito diverso…
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