Le luci e le ombre della sanità di Casale Monferrato
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Redazione Il Piccolo  
16 Marzo 2012
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Le luci e le ombre della sanità di Casale Monferrato

Marco Botta (Pdl) interviene sul documento in discussione al Consiglio regionale. Lunedì la giunta riorganizza il Centro amianto. Per il Santo Spirito molti punti di eccellenza ma anche qualche criticità

Marco Botta (Pdl) interviene sul documento in discussione al Consiglio regionale. Lunedì la giunta riorganizza il Centro amianto. Per il Santo Spirito molti punti di eccellenza ma anche qualche criticità

Il Piano socio sanitario regionale è in aula e, entro la fine del mese, dovrà assumere la sua forma definitiva. Per l’Ospedale Santo Spirito di Casale l’impostazione è quella che rimanga il più importante presidio sanitario della rete del’Asl Al.
Per questo manterrà e svilupperà: pneumologia/broncoscopia, medicina del lavoro, neurologia, oncologia, chirurgia generale, ortopedia, cardiologia, gastroenterologia/endoscopia, anestesia/rianimazione, nefrologia/dialisi, urologia, servizi diagnostici, medicina interna/urgenze, endocrinologia, salute mentale, ginecologia, pediatria, ostetricia/neonatologia, otorinolaringoiatria. E a tutto questo si aggiunge il Centro regionale amianto che, lunedì, sarà all’attenzione dell’esecutivo di Roberto Cota, come aveva annunciato l’assessore Paolo Monferino nell’iincontro avuto con il sindac di Casale Giorgio Demezzi. La sede sarà a Casale ed avrà un responsabile per le problematiche ambientali ed un responsabile per le problematiche sanitarie con un aumento degli operatori specializzati.
Marco Botta, consigliere regionale del Pdl, in una sua nota, evidenzia come “i timori per l’ospedale di Casale risultano inforndati alla luce della classificazione prevista dal nuovo Piano, sia per quanto riguarda la sa importanza, riconoscimento convidiso dal presidente Cota e dall’assessore Monferino”. Botta, che è anche capogruppo del Pdl a palazzo San Giorgio, sottolinea però anche l’esistenza di alcune criticità e afferma che “Non è accettabile che nel corso di questi mesi alcuni professionisti abbiano lasciato la struttura ospedaliera casalese senza che si sia fatto nulla, o molto poco, per trattenerli”. E cita il caso di Otorinolaringoiatria he dal 1 aprile perderà il suo primario con la presenza di solo due medici in servizio.
Un’altra criticità è quella del punto nascita, il più importante dell’Asl Al con oltre 500 parti l’anno e della pediatria. Infine c’è il caso della chirurgia, dove tra pochi mesi andrà in pensione il primario. “Poche settimane orsono – dichiara Botta – abbiamo inaugurato un modernissimo blocco operatorio, tecnologicamente avanzatissimo. Questo richiede l’espletamento a Casale di un concorso che porti una personalità di alto livello, senza indungere in soluzioni estemporanee e fantasiose di professionisti “itineranti”.  Le osservazioni del consigliere regionale terminano con una chiusa molto chiara: “Su queste problematiche attendiamo  breve, da chi ha responsabilità di darle, risposte concrete. In caso contrario non potremo che rilevare che esiste una grave incapacità di gestire le criticità da parte di chi ha la responsabilità territoriale di farlo, ne ha i mezzi e ne ha gli strumenti”.

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