L’appello di Demezzi: “Uniti contro il cancro, anche i medici”
Il consiglio vota un ordine del giorno unanime. E il sindaco risponde a De Bernardi (Nuove Frontiere) sui 4,6 milioni per la ricerca delle transazioni pre - processo: "Il Comune non ha titolo per intervenire". L'Avefa denuncia: "nessuno ci ha più interpellati"
Il consiglio vota un ordine del giorno unanime. E il sindaco risponde a De Bernardi (Nuove Frontiere) sui 4,6 milioni per la ricerca delle transazioni pre - processo: "Il Comune non ha titolo per intervenire". L'Avefa denuncia: "nessuno ci ha più interpellati"
Eppure la seduta era stata convocata, in via straordinaria, da tutti i gruppi non di maggioranza per fare approvare un documento che, sostanzialmente, prendesse atto del cambio di direzione da parte della giunta casalese dopo l’atto di indirizzo votato il 16 dicembre scorso. Dunque non una revoca ma un ordine del giorno che impegnasse l’amministrazione comunale ad un costante contatto con il consiglio, documento che era sembrato al sindaco Demezzi ed ai suoi assessori assolutamente plausibile.
Così, dopo un lungo confronto in sede di conferenza dei capigruppo si è arrivati ad un testo condiviso che, dopo avere preso atto della diversa strada seguita dalla giunta rispetto all’atto di indirizzo, intende coinvolgere nel maggior modo possibile il consiglio comunale. Inoltre è stata discussa, allo scoccar della mezzanotte, la interrogazione depositata a suo tempo da Massimo De Bernardi (Nuove Frontiere) riguardante i 4,6 milioni di euro da destinare alla ricerca messi in disposizione dei legali di Schmidheiny quale contropartita per ogni cittadino che avesse rinunciato a costituirsi nel processo civile di Torino.
Il sindaco ha evidenziato come questi non siano, nè possano essere nella disponibilità dell’amministrazione, quanto piuttosto ha rimarcato che tale somma avrebbe dovuto venire versata ad un primario istituto di ricerca, sentito l’Asl Al. Peccato, però, che l’Asl Al nessuno l’abbia mai contattata.
Nella replica De Bernardi si è detto soltanto parzialmente soddisfatto della risposta dell’amministrazione, invitandola a convocare ad un tavolo Regione, Asl Al ed Afeva per decidere quale sia l’indicazione della destinazione di tali fondi. “Se nulla è stato fatto – ha detto il consigliere della lista civica – evidentemente non vi erano delle progettualità”.

“Siamo costretti – proseguono – a ribadire l’interruzione dei rapproti a proposito della discussione in corso, anche in Consiglio Comunale, sull’accantonamento di circa quattro milioni e mezzo di euro da parte degli avvocati di Schmidheiny.
Tali “risorse” derivano dall’offerta unilaterale dell’imputato svizzero, ora condannato a 16 anni, che offriva ai singoli cittadini, dal dicembre 2008, 30.000 euro in cambio della rinuncia ad ogni azione legale, e accantonava, per ciascuno di loro, ulteriori 20.000 euro da destinare alla ricerca, sentito il parere di Afeva circa la loro destinazione.
Ovviamente l’associazione non ha competenza per gestire una partita di questo tipo, e quindi ha ribadito da subito insieme alle organizzazioni sindacali la richiesta all’ASL e alla Regione di un loro intervento su questo fronte. Questo ha dato luogo all’inserimento presso l’Oncologia di Casale e di Alessandria di personale dedicato all’ elaborazione sistematica di dati utili per lo studio sul mesotelioma, e al primo bando pubblico della Regione Piemonte (3 dicembre 2009) per progetti di ricerca sul mesotelioma”.