Funzionario pubblico condannato per peculato
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
29 Marzo 2012
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Funzionario pubblico condannato per peculato

Un dipendente del Comune di San Giorgio Monferrato imponeva alle imprese preventivi maggiorati per ristrutturare casa propria e acquistava materiale per sé caricando la fattura sulle casse comunali. Denunciato per peculato e concussione

Un dipendente del Comune di San Giorgio Monferrato imponeva alle imprese preventivi maggiorati per ristrutturare casa propria e acquistava materiale per sé caricando la fattura sulle casse comunali. Denunciato per peculato e concussione

E’ stato condannato per peculato e concussione dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Casale un funzionario pubblico, 46 anni, residente ad Alessandria, responsabile del servizio dell’area tecnica del comune di San Giorgio Monferrato. Le indagini condotte dalla polizia di Stato a seguito della segnalazione proveniente dall’amministrazione comunale di San Giorgio, hanno portato a scoprire come il funzionario, in alcuni casi, imponesse ai fornitori dell’ente pubblico la redazione di preventivi di spesa più alti rispetto al costo reale, in modo che il “surplus” potesse essere impiegato per coprire le spese relative alle opere di ristrutturazione della propria abitazione di Alessandria. Il altri casi, acquistava materiale destinato ai lavori pubblici che dirottava poi presso la sua residenza, ma caricando la fattura sulle casse comunali. Ciò era possibile grazie al fatto che il funzionario, come previsto dalla normativa, più non indire gare d’appalto per l’aggiudicazione dei lavori e assegnare direttamente l’esecuzione delle opere attraverso l’accordo stipulato fra lo stesso ed il relativo fornitore per opere entro i 50 mila euro.

L’indagine è partita nell’ottobre del 2011. A “tradire” il responsabile dell’ufficio, che nel frattempo si è dimesso dall’incarico, è stato in particolare un codice a barre.
Infatti, nel momento in cui si è reso conto di essere oggetto di accertamenti giudiziari, il funzionario comunale ha tentato di depistare le indagini: poiché era emerso come questi si fosse appropriato di alcune latte di vernice e solvente che erano state utilizzate per i lavori della propria abitazione, aveva acquistato con proprio denaro la stessa identica merce per farla rinvenire e dimostrare la sua estraneità all’ipotesi di reato contestata (il peculato). Ma nel frattempo i poliziotti avevano già proceduto a fotografare i contenitori della vernice e, attraverso la comparazione del codice a barre, è risultato evidente come la merce detenuta in quel momento dall’uomo era diversa da quella che egli aveva effettivamente utilizzato per i lavori della propria abitazione e che erano stati acquistati con soldi pubblici. In totale, l’indebito arricchimento dell’ex funzionario tecnico ammonti a circa 122.000 euro.
Grazie alla documentazione probatoria acquisita dalla Polizia di Stato, nel corso delle indagini, il 19 marzo il Gip del Tribunale di Casale, ha emesso quindi sentenza di condanna a seguito patteggiamento per reati infliggendo due anni di reclusione, con il beneficio della sospensione condizionale della pena, sostituita con la semidetenzione per lo stesso periodo.

(foto della Polizia Scientifica)

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