Ferrovie, Casale rischia di finire dalle stelle alle stalle
Il paradosso della soppressione delle linee: la città del primo presidente delle Ferrovie rischia di perdere la stazione. Riccardo Bianchi, ingegnere, casalese fu alla guida nei primi anni del Novecento. E a città lo ha pure dimenticato negli anni. l'MPP scrive al sindaco e gli chiede di ricordarlo
Il paradosso della soppressione delle linee: la città del primo presidente delle Ferrovie rischia di perdere la stazione. Riccardo Bianchi, ingegnere, casalese fu alla guida nei primi anni del Novecento. E a città lo ha pure dimenticato negli anni. l'MPP scrive al sindaco e gli chiede di ricordarlo

Infine ministro dei trasporti per due volte dal 1917 ed il 1918 durante l’ultima fase della Grande Guerra, infine, senatore del Regno d’Italia sino al 1936 anno della sua morte, avvenuta ad 82 anni a Torino. Nel 1903, Giovanni Giolitti allora presidente del Consiglio, in vista del passaggio allo Stato della rete ferroviaria nazionale lo incaricò di elaborare nuove convenzioni in vista del mutamento di regime giuridico. Incarico che suona come una ironia della sorte ed un paradosso nel momento in cui, oggi, la tendenza è quella di privatizzare e la sua città natale rischia di vedere oggi soppresse tutte le linee ad eccezione della Alessandria – Valenza – Casale – Chivasso e, in un fututo, neanche tanto prossimo, di vedersi chiudere pure la stazione.
Il Movimento Progetto Piemonte – MPP, con una operazione di “archeologia” storica, dopo aver avviato la campagna “Cota, Cota la ferrovia non si pota” ha scritto al sindaco Giorgio Demezzi chiedendogli di ricordare, anche con un momento pubblico o con una intitolazione, Riccardo Bianchi, proprio per il ruolo che ebbe nello sviluppo della rete ferroviaria italiana.