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Il ministro Balduzzi conferma: 25 milioni di euro per la bonifica
Al termine dell'incontro in prefettura con Afeva e sindacati in ministro ribadisce lo stanziamento per casale. I primi commenti all'impugnazione di Schmidheiny. L'appello a fine 2013? Intanto il procuratore Guariniello prosegue le indagini per Eternit bis. Domani alla Camera del lavoro sindacati ed associazione fanno il punto
Al termine dell'incontro in prefettura con Afeva e sindacati in ministro ribadisce lo stanziamento per casale. I primi commenti all'impugnazione di Schmidheiny. L'appello a fine 2013? Intanto il procuratore Guariniello prosegue le indagini per Eternit bis. Domani alla Camera del lavoro sindacati ed associazione fanno il punto
17:00 Balduzzi conferma i 25 milioni di euroIl ministro della salute Renato Balduzzi ha confermato, al termine dell’incontro in prefettura con Afeva e sindacati, che saranno stanziati 25 milioni di euro per la bonifica a Casale Monferrato. Il ministro ha quindi ribadito quel che aveva già anticipato domenica scorsa al sindaco Giorgio Demezzi. Domani a Casale si terrà una conferenza stampa nella quale saranno illustrati nel dettaglio gli impegni concordati.
La notizia del deposito nella cancelleria penale del Tribunale di Torino dell’impugnazione della sentenza di primo grado del processo Eternit tra gli operatori del diritto non sembra, per il momento, destare particolari levate di scudi. Del resto, a prescindere da ciò che ciascuno possa provare, più o meno intensamente, dal suo grado di coinvolgimento in una vicenda, il processo penale ha delle regole e delle garanzie che devono essere rispettate, sempre e comunque, perché l’Italia (grazie a Dio) è ancora uno stato di diritto. Lo stesso procuratore aggiunto di Torino, Raffaele Guariniello, pubblico ministero nel procedimento contro Stephan Schmidheiny e Louis De Cartier De Marchienne sottolinea che “è persino doveroso garantire gli imputati che devono fare valere le loro ragioni”. Ciò non toglie che lo stesso Guariniello ed il suo pool abbiano impugnato anche loro la sentenza di primo grado in particolare “sul punto del disastro all’esterno per quanto riguarda Rubiera e Bagnoli (per i decessi avvenuti in questi stabilimenti i due imputati sono stati assolti e questoha certamente inciso sulla quantificazione della pena) pur richiamando nell’atto di impugnazione la sentenza di Torino come pronuncia di rilievo eccezionale”. E la procura torinese non molla: attualmente si sta lavorando, come già detto in più sedi al procedimento cosiddetto “Eternit bis” per il quale “si spera di arrivare quanto prima alla conclusione delle indagini”. Il reato ipotizzato è quello di omicidio ma quale sarà la connotazione – doloso, colposo, preterintenzionale – lo si vedrà dallo svolgimento delle indagini. Su una posizione di attesa si pone anche Laura D’Amico, avvocato di parte civile della Cgil del Piemonte e di Alessandria (già Camera del lavoro di Casale) che si limita a dire che “per poter entrare nel merito dell’atto di impugnazione questo ci dovrà venire notificato. Da quello che so è piuttosto corposo ed è probabile che i difensori dei due imputati abbiano riproposto le stesse eccezioni e pregiudiziali , oltre che le varie tesi difensive, che avevano esposto nel dibattimento di primo grado”. L’avvocato D’Amico, che assiste anche alcune parti private di familiari di vittime ex Eternit ed ex Saca di Cavagnolo, oltre che alcuni cittadini che avevano voluto costituirsi parte civile non in quanto malati o vittime, ma per il danno di aver vissuto nel timore dell’amianto, ha depositato i suoi atti di impugnazione. Difficile parlare di tutti, ma su quelli della Cgil evidenzia che “è veramente bassa la somma liquidata a titolo di risarcimento dal Tribunale di Torino, alla luce dell’attività che l’organizzazione sindacale ha svolto per 40 anni a favore dei cittadini e dei lavoratori”. Adesso, però, occorre capire quali saranno i tempi. Innanzittuto dovranno venire notificate le diverse impugnazioni, e sono moltissime, poi il fascicolo – una volta ultimato questo incombente – prenderà la via della cancelleria della corte d’Appello di Torino che dovrà fissare la data del dibattimento di secondo grado. E, a parte la complessità o meno dell’impugnazione dei legali dei due condannati, si dovrà tenere conto dell’eccezionalità del processo. Ad essere ottimisti, valutando tutti i fattori, il secondo round potrebbe arrivare non prima della fine del 2013. Una strada, dunque, davvero ancora lunga che deve seguire un iter giudiziale preciso. E dal quale non si può prescindere. E questo lo sanno bene anche Afeva ed Organizzazioni sindacali, Cgil, Cisl e Uil ed il coordinatore della Vertenza amianto, Bruno Pesce che proprio oggi, mercoledì, alle ore 8.30 incontrano in Prefettura ad Alessandria il ministro della Salute Renato Balduzzi. In un primo tempo il meeting avrebbe dovuto tenersi lunedì, ma la partecipazione dell’esponente del Governo ad un Consiglio dei ministri ha costretto al rinvio. Domani, giovedì, invece, alle ore 9 nella Camera del lavoro di Casale, Afeva ed organizzazioni sindacali terranno un incontro con gli organi di informazione nel quale si farà il punto sullo stato degli impegni e del confronto con le istituzioni su ricerca sanitaria sul mesotelioma, giustizia e bonifica territoriale.