La storia infinita della “rinascita” del quartiere Ronzone
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Redazione Il Piccolo  
20 Luglio 2012
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La storia infinita della “rinascita” del quartiere Ronzone

Una lunga nota del sindaco Demezzi diffusa nel tardo pomeriggio di ieri e un "comunicato - racconto" di Lavagno (Sel). Entrambi sono incentrati sulle problematiche del quartiere dove sorgeva la "fabbrica della morte"

Una lunga nota del sindaco Demezzi diffusa nel tardo pomeriggio di ieri e un "comunicato - racconto" di Lavagno (Sel). Entrambi sono incentrati sulle problematiche del quartiere dove sorgeva la "fabbrica della morte"

Il quartiere Ronzone ed il progetto Eternot sono ancora in primo piano nel dibattito politico casalese. Proprio da una lettera degli assessori (uno, Ettore Bellingeri, ormai ex) e dei consiglieri in quota ex An è iniziata la crisi all’interno del Pdl. E gli argomenti trattati erano proprio questi. Adesso, ad una settimana, dall’apertura del dibattito interno, il sindaco Giorgio Demezzi ha preso carta e penna e diffuso ieri sera, attraverso il suo portavoce un lungo intervento nel quale riassume le politiche dell’amministrazione sul e per il quartiere dove un tempo sorgeva la “fabbrica della morte”. Lo riportiamo integralmente:
Desidero fare alcune precisazioni sulla vicende del quartiere Ronzone e del progetto “Eternot” che hanno alimentato le cronache di questi ultimi giorni.
Gli interventi realizzati da questa Amministrazione in quell’area hanno avuto ed hanno come unico scopo quello di porre rimedio a situazioni negative e, soprattutto, di completarne la bonifica, ragione questa di assoluta ed improcrastinabile priorità per la nostra Città.
L’aver ultimato i lavori relativi alla scuola materna mettendola in condizione di funzionare, non significa aver rinnegato una consolidata posizione politica assunta dalla coalizione di centrodestra sull’intero progetto, ma lo considero un atto di responsabilità, peraltro sempre condiviso in Giunta, di evitare lo sperpero di denaro pubblico. Pur ribadendo che doveva trattarsi di opera di urbanizzazione secondaria che andava realizzata semmai dopo aver completato eventuali insediamenti residenziali, ricordo che per la stessa erano già stati spesi più di 2 milioni di Euro. L’aver evitato questo spreco, seppur con molteplici difficoltà di diversa natura, giustifica un legittimo motivo di soddisfazione!
Entrando nel merito del cosiddetto “Parco Eternot” occorre precisare che anche in questo caso, quanto finora fatto, ha avuto come obiettivo primario il completamento della bonifica di quell’area: copertura della palazzina “Induscon”, della palazzina vicino all’ Italcementi e della stazione di sollevamento vicino al canale, ma soprattutto è stato necessario intervenire per il completamento del “sarcofago”, con le sorprese che lo stesso ha messo in evidenza, quale l’ulteriore presenza di amianto rinvenuto durante gli scavi per il rinforzo e completamento del muro costitutivo dello stesso sarcofago, che ci imporrà una nuova bonifica per il tratto interessato dalla realizzazione del muro.
Ricordo anche l’impegno profuso da questa Amministrazione per agevolare l’abbattimento e la bonifica dello stabilimento “Italcementi” risparmiando la palazzina i cui tetti saranno presto bonificati.
Rimane la cementiera BUZZI per la quale non possiamo pretendere l’intervento, anche se ragioni etiche quasi lo imporrebbero. ASL e ARPA continueranno a monitorare la struttura riservandoci, qualora si rendesse necessario, di intervenire con un’ordinanza.
Occorre poi sottolineare che le opere di urbanizzazione primaria realizzate da questa Amministrazione sono state quelle strettamente indispensabili per la scuola materna e per le erigende case popolari, oltre che per l’unico insediamento privato. Proprio a dimostrazione che non è stato adottato il piano originariamente previsto, nell’area denominata “La Piemontese” è stata sottratta l’ulteriore potenzialità edificatoria di circa 60 alloggi, spostandola in altre parti della città.
Un discorso a parte merita la costruzione delle casi popolari ATC. Sempre nell’area “La Piemontese” si sta procedendo alla costruzione di 21 alloggi che, presumibilmente, saranno pronti verso la primavera prossima: qualora fosse stata bloccata, avrebbe comportato un esborso di circa 400.000 Euro da parte del Comune. La stessa ATC dovrebbe rendere disponibili nel prossimo autunno 12 alloggi nell’area ex Bargero dove sta anche ultimando il progetto per la realizzazione di un secondo lotto composto da 18 alloggi. Questi interventi di edilizia sociale sono fondamentali in quanto consentono di dare una risposta, assolutamente disattesa dalla precedente amministrazione, ad una particolare richiesta di abitazioni per nuclei familiari deboli che non trova soddisfacimento nell’edilizia privata.
E’ anche doveroso ricordare che gli interventi dell’area ex Bargero fanno parte del cosiddetto “Contratto di Quartiere Eternot”, dove il Comune, il Ministero delle Infrastrutture, la Regione, l’ ATC e vari operatori privati hanno sottoscritto nel 2007 un apposito contratto, che regola i rispettivi rapporti. I singoli interventi devono essere governati da apposita convenzione edilizia che in questo momento solo un operatore non ha sottoscritto. Le difficoltà che si riscontrano sono legate alla situazione contingente del momento, non prevedibile nel 2007, e si sta lavorando per realizzare tutti gli interventi con i finanziamenti già previsti dallo stesso contratto.
Per gli altri ambiti edificabili (Italcementi, Buzzi, area sopra Villa Margherita), individuabili nel quartiere Ronzone, ma al di fuori dal contratto di Quartiere, qualora le previsioni urbanistiche non fossero più realizzabili, l’Amministrazione può intervenire con una variante in grado di dare una soluzione attualizzata.
In conclusione voglio ribadire che il mandato conferitomi mi impone moralmente di contenere quanto più possibile lo sperpero di denaro pubblico e soprattutto di non trascurare anche la pur minima occasione di progredire nella bonifica del nostro territorio.
Divergendo dal facile ottimismo che ha caratterizzato la progettualità – per altro scevra di realismo e concretezza nei riferimenti temporali – delle precedenti amministrazioni, noi non abbiamo mai nascosto le difficoltà di portare a compimento un progetto ambizioso come quello del rilancio del quartiere Ronzone.
Poco più di due anni fa si paventava il rischio che, più che alla sua rinascita, si corresse il rischio di consegnarlo alla memoria, come simbolo di inquinamento, di speculazione e di abbandono. Ebbene, oggi, per i cittadini del quartiere e per quanti si trovano ad attraversare il Ronzone penso che sia possibile percepire un segnale di speranza e di rinascita e posso assicurare che finite le spiacevoli sorprese che ci impongono interventi prioritari, verrà anche una primavera di fiori, prati ed alberi.
Giorgio Demezzi

Ma le questioni del Ronzone sembrano davvero non poter avere mai la parola fine. Sempre ieri sera, intorno alle 22, Fabio Lavagno, consigliere di Sinistra Casalese – Sel, ha diffuso via mail un comunicato fatto in forma di racconto, nel quale non è certo avaro di critiche all’amministraizione. Riportiamo anch’esso integralmente:
Le serate estive sono fatte per passeggiare e le passeggiate sono fatte per riflettere. Capita così di ridestarsi d’un tratto rendendosi conto di dove i tuoi piedi ti hanno portato.
Mi è capitato così questa sera e, senza sapere come mi ritrovo al Ronzone. Volto le spalle alla scuola intitolata a Luisa Minazzi (o forse si chiama Verdeblu – non l’ho ancora capito) e i miei occhi si spostano verso quel l’ingombrante vuoto lasciato dall’abbattimento dello stabilimento Eternit.
Ora lì c’è un cantiere, o meglio c’è da qualche tempo. E’ il cantiere che dovrebbe portare alla creazione di un parco, luogo di memoria, ma anche simbolo di una città che vuole tornare alla vita.
C’è un problema. Sono le nove di sera e la recinzione che dovrebbe tenere lontani i “non addetti ai lavori” è spalancata.
Che stiano lavorando? Che le ore di luce estive vengono sfruttate sino all’ultimo per procedere con i lavori?
Le mie illusioni presto svaniscono nel constatare che la recinzione, è semplicemente aperta, spalancata. Si tratta quasi di un invito per chi voglia fare un insana e, tutto sommato potenzialmente pericolosa, trattandosi di un cantiere, passeggiata tra cumuli di macerie e di riporti di terra contenenti in buona parte rottami.
Con difficoltà mantengo la calma.
Posso comprendere che la maggioranza che amministra Casale ancora non sappia cosa fare del quartiere Ronzone e del progetto EterNot (causa delle polemiche tra anime del PDL di questi giorni), ma che una città che ha subito il dramma dell’Eternit e, quindi delle tragiche conseguenze della mancanza della sicurezza sul lavoro, non sappia salvaguardare e porre la massima attenzione sulla sicurezza di un cantiere di cui ha responsabilità tutt’altro che marginali, lo trovo un fatto insostenibile.
Chissà se Demezzi, impegnato nelle beghe di potere del PDL, o il suo fido Assessore De Luca, forse troppo occupato nella epica battaglia delle isole semi-interrate, troveranno il tempo di occuparsi di questa faccenda?
Fabio Lavagno (Sinistra Casalese – Sinistra Ecologia Libertà)
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