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Casale – Mortara, il comitato pendolari propone: “Ridateci l’autobus delle 18.45”
Un intervento del portavoce Roberto Rossi. "Così si evita la disaffezione a questa tratta". La risposta è nelle mani dell'assessore Caldone
Un intervento del portavoce Roberto Rossi. "Così si evita la disaffezione a questa tratta". La risposta è nelle mani dell'assessore Caldone
Questa volta non è una protesta ma una proposta. Roberto Rossi, portavoce del Comitato pendolati Casale – Vercelli – Mortara – Milano, ha dovuto intervenire per una questione di variazione d’orario nella tratta Casale – Mortara, o meglio Mortara – Casale in quanto riguarda i pendolati che dal capoluogo lombardo rientrano a casa in Monferrato. E questo in attesa di sapere se questo tratto di linea verrà acquisito dalle Ferrovie Nord o da altri, mentre il tronco da Casale ad Asti è ormai definitivamente defunto. Rossi, nello specifico, ha chiesto alla Provincia di Alessandria, committente del servizio, ed alla ditta Stat, fornitrice, la possibilità di valutare il ripristino – per il mese di agosto dell’autocorsa che parte da Mortara per Casale alle ore 18.45, soppressa dall’attuale orario estivo. Spiega il portavoce: “Questo a fronte delle numerose richieste pervenutemi e del fatto che, oggettivamente, la corsa delle 16.45 è di gran lunga la più utilizzata dai pendolari. La sua cancellazione, di fatto, contribuisce alla disaffezione dell’utenza più numerosa, che si è già posta all’affannosa ricerca di soluzioni alternative, in quanto nessuno ha intenzione di aspettare due ore per prendere l’unico mezzo disponibile per il rientro pomeridiano/serale che è stato programmato alle ore 20.45”. Per rendere possibile tale ripristino, secondo le indicazioni della Provincia, dovrà avvenire a costo zero, ovvero rinunciare ad un’altra corsa. Rossi ritiene che l’opzione più indicata sia quella della ore 15.40 da Mortara per Casale, poco frequentata e di scarsa utilità. Dal canto suo la Stat ha fatto presenta che la sostituzione di una corsa con un’altra, sebbene a chilometri zero, comporta per l’azienda stesa una perdita di sinergia dovuta al prolungamento dell’orario di servizio del proprio personale, ma che pur di offrire un migliore prodotto all’utenza e di disposta ad assumersi l’onere. Adesso la “palla” è nelle mani dell’assessore provinciale Gianni Caldone.