“Signori Ministri vi chiediamo formalmente aiuto”
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Redazione Il Piccolo  
26 Luglio 2012
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“Signori Ministri vi chiediamo formalmente aiuto”

In una lettera al guardasigilli Severino e al ministro del Lavoro la richiesta di Afeva e sindacati del sostegno alle parti civili. Devono essere superate numerose problematiche per l'esecuzione all'esterno della sentenza Eternit

In una lettera al guardasigilli Severino e al ministro del Lavoro la richiesta di Afeva e sindacati del sostegno alle parti civili. Devono essere superate numerose problematiche per l'esecuzione all'esterno della sentenza Eternit

“Egregi Ministri al fine di poter rendere effettiva la possibilità di tutelare le parti civili di questo processo, storico non solo per i numeri della strage ancora in essere ma soprattutto per il principio di giustizia in esso affermato, siamo a richiederVi formalmente l’aiuto da parte dello Stato per il superamento di questi ostacoli procedurali ed economici”. Questo è il passaggio di sostanza, in cui si chiede alla Repubblica Italiana di essere concretamente vicina ai suoi cittadini per arrivare a mettere le parti civili, pubbliche e private in condizione di poter ottenere l’esecuzione della sentenza del processo Eternit di Torino. La frase è estrapolata da una lunga lettera inviata dal presidente di Afeva Romana Blasotti Pavesi, dal coordinatore della Vertenza amianto Bruno Pesce (nella foto) e dalle organizzazioni sindacali al ministro della giustizia Paola Severino, al ministro del lavoro Elsa Fornero e ai presidenti e vice presidenti delle commissioni giustizia e lavoro dei due rami del Parlamento. La lettera riprende anche la proposta, già avanzata da Bruno Pesce di un coordiamento delle parti civili e ricorda che dal 22 marzo si è insediato il Comitato amministratore del Fondo vittime amianto, con gestione autonoma e separata, presso l’Inail. Afeva, Vertenza amianto ricordano che oltre 100 deputati hanno, in modo trasversale, aderito ad una mozione parlamentare che appoggia la richiesta di un intervento statale a favore delle parti civili per andare a rendere escutiva quella parte di pronuncia che impone il pagamento di diversi milioni ai due condannati, e ricorrenti in appello, Stephan Schmidheiny, svizzero, e Louis De Cartier De Marchienne, belga.
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