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Dopo la grandinata agricoltura in ginocchio nel Casalese
Danni alle viti dall'80 al 100% delle colture. La Cia: "Assicurazione come sistema di difesa dalle avversità"
Danni alle viti dall'80 al 100% delle colture. La Cia: "Assicurazione come sistema di difesa dalle avversità"
Una volta quando il cielo si faceva cupo e prometteva di “scaricare” qualcos’altro oltre all’acqua, entravano in azione i cannoni anti-grandine. Oggi se ne è quasi persa traccia. Ma i chicchi di grandine non vengono meno e l’ultimo evento atmosferico ha provocato dei veri e propri disastri che, al di là delle giustificatissime richieste di dichiarazione dello stato di calamità naturali, sollecitano delle riflessioni. Carlo Ricagni, presidente della Cia – Conferedazione italiana agricoltori di Alessandria, da subito presente sul territorio del Monferrato Cìcasalese dopo la “pioggia” di chicchi di grandine grossi come noci o uova di domenica scorsa, evidenzia come “Sìsempre più dobbiamo sensibilizzare gli imprenditori agricoli a utilizzare lo strumento dell’assicurazione quale sistema di difesa dalle avversità atmosferiche”. I danni, in ogni caso, sono davvero ingenti e a cercare di fare un primo punto della situzione è il vice presidente provinciale Cia e presidente della zona di Casale Gian Piero Ameglio: “Sicuramente la produzione di quest’anno si può considerare compromessa. Per le colture pluriennali come la vite e il nocciolo dovremo aspettare l’evolversi della ripresa vegetativa per capire se sarà messa in discussione anche la produttività del prossimo anno”.
La fascia colpita comprende i comuni di Ozzano Monferrato, San Giorgio Monferrato, Serralunga di Crea, Cella Monte, Sala Monferrato, Treville, Ponzano, Castelletto Merli, Murisengo, Villadeati, Odalengo Grande, Odalengo Piccolo, Cereseto, Solonghello, Alfiano Natta, Cerrina e Villamiroglio, oltre che parte dei comuni di Rosignano Monferrato, Moncestino e Mombello. Sulla vite e il nocciolo i danni si aggirano intorno all’80-100%, così come per mais, girasole e soia. Ingenti danni alle strutture anche a causa del forte vento che ha accompagnato la grandinata soprattutto a tetti e vetri di case e capannoni, nonché alle auto. Va ricordato che, a differenza di quanto avviene per i danni alle colture per cui non ci sono contributi pubblici post evento e l’unica forma di risarcimento è legata all’essere assicurati, per le strutture agricole sono erogabili contributi a fondo perduto, previsti da normative nazionali o regionali. Molti alberi divelti e cassonetti per la raccolta dei rifiuti rovesciati. Per quanto riguarda la vite, a cura del Comitato di Difesa Casalese, è stato redatto un bollettino con le prime indicazioni di difesa per la vegetazione rimasta.