Filippi: “da qui al 30 settembre tagli alla Giunta e ai servizi ai cittadini”
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Filippi: “da qui al 30 settembre tagli alla Giunta e ai servizi ai cittadini”

Il presidente della Provincia durissimo con le scelte intraprese dal Governo nazionale e con chi, dall’opposizione, “specula sulla situazione e prova a generare confusione”. “Taglieremo il più possibile, compresi cultura e università - ammonisce - a chiedercelo è lo Stato. Ma partiremo dalla Giunta”

Il presidente della Provincia durissimo con le scelte intraprese dal Governo nazionale e con chi, dall?opposizione, ?specula sulla situazione e prova a generare confusione?. ?Taglieremo il più possibile, compresi cultura e università - ammonisce - a chiedercelo è lo Stato. Ma partiremo dalla Giunta?

“Qui non si tratta più di eliminare spese inutili o di ottimizzare le risorse. Il piano di tagli varato dalla Spending Review è scellerato, perché non tiene conto delle differenze di deleghe che le diverse Regioni hanno affidato alle Province e, soprattutto, è di tenore così importante da incidere direttamente sui servizi essenziali offerti ai cittadini. A noi non viene lasciata scelta, se non quella di applicare la legge”. Sono queste le parole con cui si sfoga Paolo Filippi (nella foto), presidente della Provincia di Alessandria, consapevole di ciò che aspetta amministratori e cittadini da qui al 30 settembre, termine ultimo per varare il riequilibrio di bilancio, lontano ancora 5,5 milioni di euro, da ottenere necessariamente aggredendo i servizi offerti ai cittadini, anche in ambiti particolarmente delicati.
Ma può darsi che gli sforzi non siano comunque sufficienti, visto che dopo i tagli effettuati lo scorso anno per 8,5 milioni di euro, e quelli previsti per quest’anno di 5,5, ulteriori 5,5 sono già programmati per il prossimo anno: un altro salasso che rischia di soffocare ancor di più i cittadini, già impoveriti dai continui rincari, dalle tasse e, nel caso di Alessandria, anche delle conseguenze del dissesto comunale. Gli effetti della Spending review, ormai diventata legge, è lo stesso presidente Filippi a elencarli: “sul piano provinciale noi dovremo tagliare tantissimo, e, come detto, può darsi non basterà. Abbiamo intenzione di partire dalla Giunta e dagli altri livelli dell’organico dell’Ente. I risparmi veri si potranno ottenere altrove, ma serve un segnale forte che i sacrifici verranno fatti da tutti. Quando Rita Rossa è diventata sindaco ho già evitato di sostituire la sua figura, quella del vice presidente, portando così la Giunta da 10 a 9 membri, ma ulteriori ridimensionamenti ci saranno di sicuro. Non so ancora di quante unità, ma la riorganizzazione riguarderà sicuramente anche i dirigenti e i quadri”.

Il Governo è stato molto chiaro e l’approvazione dell’ultimo decreto nel Consiglio dei Ministri detta le regole: alle Province spettano alcune competenze esclusive, che vanno preservate, mentre tutto il resto è accessorio. La Pianificazione territoriale, l’Ambiente, i Trasporti e la Viabilità sono le priorità. Fra queste per esempio non rientra più il Lavoro, che fino a qualche giorno fa era invece competenza affidata direttamente dallo Stato alle Province. Ora ritornerà evidentemente allo Stato, vedremo con che conseguenze”. Il problema però, fra gli altri, è che alla Provincia di Alessandria spettano competenze ulteriori che sono state delegate in passato dalla Regione, fra le quali, le due più importanti sono sicuramente l’Agricoltura e il comparto della Formazione. “Vero – spiega Filippi – ma a queste deleghe ormai non corrispondono più adeguati stanziamenti. Già da tempo la Provincia è costretta a utilizzare parte del proprio bilancio per finanziare le attività legate alle deleghe aggiuntive affidate dalla Regione. Se le cose proseguiranno così, cioè con l’assegnazione di doveri senza corrispondenti finanziamenti, sarà impossibile farvi fronte”.

Nella voragine dei tagli per consentire all’Ente di votare il riequilibrio di bilancio, è ormai scontato che a farne le spese saranno in primis settori dedicati allo sviluppo e alla cultura, quali per esempio il sistema museale e l’università. Conferma Filippi: “non esistono soluzioni differenti. In un contesto nel quale si fa fatica a garantire i diritti primari tutto ciò che viene dopo, per quanto importante, verrà tagliato. Ovviamente così facendo si rischia di compromettere il futuro. Per questo affermiamo con tanta forza che sono state fatte da parte del Governo scelte scellerate, dettate dall’ignoranza delle conseguenze o dalla fretta di intervenire. Servirebbe invece la lucidità di fermarsi a riflettere e pianificare interventi sensati e mossi da un obiettivo di lungo termine. Noi taglieremo i fondi all’Università, per esempio. Lo avevamo annunciato e poi il provvedimento era stato congelato fino a settembre in attesa di verificare se la Spending Review sarebbe stata approvata senza le necessarie correzioni: così è stato e la nostra decisione non può che essere consequenziale. Lo stesso varrà per il polo del Marengo Museum. La prima quindicina di ottobre sarebbe comunque rimasto chiuso per lavori di manutenzione. Nel frattempo ci siamo attrezzati per gestirlo con risorse interne all’Ente, senza più ricorrere a forze esterne. Così facendo risparmieremo 60-70 mila euro, cioè appena l’1 per cento o poco più di quanto richiesto dal Governo. E’ evidente che in questo quadro i tagli che ci aspettano saranno ancora più importanti, e perfino un polo museale importante come quello di Marengo rimane al margine di un discorso ben più preoccupante”.

La sfida quindi, una vera e propria corsa contro il tempo, sarà quella di arrivare con i conti a posto per il 30 settembre, data ultima per votare il riequilibrio. Altrimenti, lo dice la legge, c’è l’opzione di un’approvazione con riserva, o la presa d’atto che non ci sono i numeri per il pareggio di bilancio. A quel punto l’iter prevede lo scioglimento del Consiglio e della Giunta, e la nomina di un Commissario per la gestione della situazione. Paolo Filippi non vuol però sentire parlare di dissesto, e chiosa: “la Provincia non va in dissesto, e non è questa la nostra situazione. Noi abbiamo un disavanzo finanziario causato dalle scelte irresponsabili del Governo nazionale. Faremo il possibile per riequilibrare ancora una volta la situazione, ma tante altre realtà hanno e avranno i nostri stessi problemi. La verità è questo fantomatico ‘riordino’ pensato dal Governo è in realtà un caos colossale, con leggi che sono le une in contrasto con le altre e tagli che non tengono conto delle diverse deleghe degli Enti, di chi è virtuoso e chi no, di cosa sia superfluo e cosa invece incida in maniera insopportabile sulla vita dei cittadini”.

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