Storie monferrine dopo la grandinata del 5 agosto
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Redazione Il Piccolo  
20 Agosto 2012
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Storie monferrine dopo la grandinata del 5 agosto

Adesso si guarda al cielo con preoccupazione quando si rannuvola. Ingenti i danni alle colture ed ai tetti. Due sindaci tra i danneggiati, Paletti (Alfiano Natta) e Berto (Serralunga di Crea). E c'è stato chi ha cercato riparo in un cimitero. Ma già negli anni Settanta in Svizzera "piovvero" chicchi grossi come arance

Adesso si guarda al cielo con preoccupazione quando si rannuvola. Ingenti i danni alle colture ed ai tetti. Due sindaci tra i danneggiati, Paletti (Alfiano Natta) e Berto (Serralunga di Crea). E c'è stato chi ha cercato riparo in un cimitero. Ma già negli anni Settanta in Svizzera "piovvero" chicchi grossi come arance

Anche se è ancora parziale il conto dei danni provocati dalla violenta grandinata nel tardo pomeriggio di domenica 5 agosto, tuttavia si possono tirare alcune somme, soprattutto se vi va sul territorio. I centri più colpiti sono Ozzano Monferrato e Serralunga di Crea. In entrambi i paesi (in particolare nella frazione Madonnina) sono numerosi i teloni di copertura che stanno a significare i  lavori di riparazione ai tetti. Ovviamente non sono andati esenti da danni neppure altri luoghi come la frazione Montalero di Cerrina,Castagnone (frazione di Pontestura) la Valcerrina e, nella vicinanze di Casale, Cella Monte e Rosignano Monferrato. Tra le “vittime” illustri del maltempo ci sono anche due sindaci Giancarlo Berto di Serralunga di Crea “ho salvato le auto  ma il tetto della casa è stato colpito e danneggiato pesantemente” e Gabriella Paletti di Alfiano Natta, che ha visto il parabrezze distrutto e l’auto pesantemente colpita da chicchi di grandine “delle dimensioni di noci o uova” e il tetto dell’abitazione anch’esso fortemente colpito. Non è stato fatto un censimento dei colpiti dai grandi chicchi, ma abbiamo raccolto – sia pure per interposta persona – il racconto di un uomo che si è rifugiato all’interno del camposanto di Serralunga, trovando rifugio temporaneo in una tomba per evitare peggiori conseguenze dalla caduta di grandine. Secondo il detto “mors tua, vita mea” ci sono poi coloro che hanno avuto un notevole incremento di lavoro nei giorni immediatamente successivi e che lo avranno nelle prossime settimane. In testa alla lista vanno annoverate le officine specializzate nella riparazione e sostituizione dei vetri incrinati o rotti delle auto: nei primissimi giorni del dopo tempesta sono state letteralmente prese d’assalto e sono anche saltati i turni di lavoro e le ferie. In una al termine della prima settimana dopo l’evento si contavano circa 200 interventi ed il dato è stato parziale. Poi ci sono stati i venditori di lucernari e vetri in genere. Anche loro hanno dovuto fare fronte, da un lato con l’handicap del periodo festivo, ad un vero e proprio “attacco alla diligenza” con innumerevoli richieste di persone che volevano mettere mano ai danni subiti. Intanto i Comuni hanno inoltrato la richiesta di dichiarazione dello stato di calamità naturale che non è ancora arrivata ma sul territorio ci sono i periti per valutare quale sia lo stato dei danni subiti dalle civili abitazioni, dalle attività produttive e da quelle agricole. “Ad Alfiano – dice il sindaco Paletti – questi ammontano ad una quota ingentissima della produzione vitivinicola e praticamente alla totalità di quella delle mele e delle pesche”. Sicuramente, per il futuro, gli abitanti della zona guarderanno con molta attenzione del fenomeno delle precipitazioni perché il 5 agosto si è creato un precedente. Anche se non è una novità assoluta: già negli anni Settanta, ad esempio, in alcuni cantoni della Svizzera caddero chicchi di grandine grossi come arance.
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