Quale futuro per Casale? Una proposta che arriva da Portacomaro
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Redazione Il Piccolo  
11 Settembre 2012
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Quale futuro per Casale? Una proposta che arriva da Portacomaro

Mentre ci si interroga su quali saranno gli assetti futuri del Monferrato, e al prossimo consiglio comunale l'argomento sarà inserito all'ordine del giorno, la proposta astigiana ricalca gli "Stati Generali del Monferrato" del Movimento Progetto Piemonte

Mentre ci si interroga su quali saranno gli assetti futuri del Monferrato, e al prossimo consiglio comunale l'argomento sarà inserito all'ordine del giorno, la proposta astigiana ricalca gli "Stati Generali del Monferrato" del Movimento Progetto Piemonte

Quale sarà il futuro di Casale e del Monferrato? E’ la domanda che ormai ciclicamente si ripropone e ora è tornata prepotentemente alla ribalta in occasione del dibattito sui nuovi confini delle province piemontesi. Fermo restando il fatto che il mantenimento in vita della Provincia di Alessandria (con o senza l’allargamento ad Asti) è uno dei pochi punti fermi, il fermento maggiore arriva dall’astigiano. A inizio agosto, su proposta del presidente Marco Galvagno, il consiglio provinciale di Asti aveva approvato all’unanimità un ordine del giorno con il quale si impegnava il presidente della Provincia Maria Teresa Armosino a prendere contatto con i territori che potrebbero costituire il cosiddetto “Distretto del Vino” o “Enolandia” e tra questi anche Casale. “SIno ad oggi non ho ancora ricevuto niente – dice il sindaco Giorgio Demezzi – e di cose concrete sul terreno non ve ne sono. Mi sono incontrato un paio di volte con l’allora sindaco di Asti Giorgio Galvagno per quello che era il progetto “Enolandia” che era un buon veicolo per la primozione dei nostri prodotti e dei nostri territori, ho preso parte recentemente ad Asti ad un incontro per i piani territoriali integrati legato ad Expo 2015, queste sono le cose concrete. Per il resto non ci sono stati passi concreti, nè deve essere un Comune a farli, bensì la Provincia visto che è anche destinataria di un documento votato dal suo consiglio”. Intanto sul tavolo del primo cittadino è arrivato un documento proveniente da Portacomaro: è una proposta di ordine del giorno ad aprire un discorso territoriale rivolto a Langhe, Monferrato e Roero ed alle municipalità di Alba, Asti, Acqui, Casale, Chivasso, Chieri, con un manifesto che possa coinvolgere le organizzazioni agricole, le associazioni di categoria, le forze sociali. “Ne parleremo – dice il sindaco – Portacomato è un comune in Provincia di Asti, ma l’iniziativa deve essere presa da un ente superiore che è la Provincia”. A questo proposito va notato come il documento ricalchi in alcuni punti la proposta di convocare gli Stati Generali del Monferrato che il Movimento Progetto Piemonte aveva avanzato ai diversi sindaci interessati (gli stessi citati nella proposta di ordine del giorno, ad eccezione di Chieri) esattamente un anno fa, ma con  un fine diverso: mettersi attorno ad un tavolo e valutare quali fossero le soluzioni migliori per  il territorio monferrino, in senso storico, anche a prescindere dall’aspetto della provincia.
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