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Manifesto della collina all’esame dei capigruppo
Demezzi: "I tempi sono stretti e deve essere una decisione condivisa". Ed è in arrivo una lettera del Movimento Progetto Piemonte: "Le province non devono essere un tabù, il documento potrebbe essere la base di partenza di un Patto di territorio per il Monferrato"
Demezzi: "I tempi sono stretti e deve essere una decisione condivisa". Ed è in arrivo una lettera del Movimento Progetto Piemonte: "Le province non devono essere un tabù, il documento potrebbe essere la base di partenza di un Patto di territorio per il Monferrato"
“Ho letto il Manifesto per la valorizzazione della collina piemontese. Ne parlerò lunedì con il presidente del Consiglio comunale. Ci chiedono di approvarlo in occasione degli equilibri di bilancio. Certo i tempi sono stretti e questa deve essere una decisione condivisa”. Giorgio Demezzi così risponde ad Alessandrianews dopo aver letto il documento che gli è stato trasmesso insieme ad una lettera del Presidente della Provincia di Asti, Maria Teresa Armosino e del presidente del Consiglio Provinciale Marco Galvagno.La discussione sull’ordine del giorno delle minoranze sui nuovi assetti territoriali per Casale e per il
casalese (anche se l’impressione è che alla fine tutto rimarrà come ora come centro della Provincia di Alessandria, ma allargata all’Astigiano e, in questo caso, subirebbe comunque un nuovo declassamento perché il secondo centro di importanza sarebbe, come è inebitabile che sia, Asti) è prevista per giovedì 27 settembre, ma si prospetta una settimana piuttosto intensa sotto questo aspetto.
Intanto il Movimento Progetto Piemonte, da sempre molto attento all’argomento rilancia. Per bocca di Graziana Perin, uno dei suoi dirigenti anticipa: ” lunedì invieremo una lettera ai capigruppo, al presidente Grazia Bocca ed al sindaco Giorgio Demezzi, ribadendo ciò che diciamo da un anno, ovvero che le province non devono essere un tabù e che, piuttosto, il Manifesto per la valorizzazione delle colline piemontesi può essere una base di partenza non tanto per una nuova, quanto improbabile, aggregazione provinciale, quanto per un Patto di territorio che riteniamo debba avvenire attraverso la convocazione degli Stati Generali del Monferrato e abbia l’Agenzia di Sviluppo del Comune di Casale come momento di sintesi e coordinamento”.