L’ombra di Bellingeri sul consiglio comunale
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Redazione Il Piccolo  
4 Ottobre 2012
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L’ombra di Bellingeri sul consiglio comunale

L'ex assessore scrive ai consiglieri comunali. Si parlerà del caso nella seduta del 10 ottobre. Intanto passa all'unanimità l'ordine del giorno sui nuovi assetti provinciali. Casale deve recuperare il ruolo di capofila del Monferrato

L'ex assessore scrive ai consiglieri comunali. Si parlerà del caso nella seduta del 10 ottobre. Intanto passa all'unanimità l'ordine del giorno sui nuovi assetti provinciali. Casale deve recuperare il ruolo di capofila del Monferrato

CASALE MONFERRATO – Il consiglio di ieri sera sembrava correre liscio. Ma all’orizzonte c’era un fantasma: la lettera a tutti i consiglieri comunali dell’ex assessore Ettore Bellingeri, “dimissionato” dal sindaco Giorgio Demezzi. In 4 facciate l’ex titolare della delega attacca duramente l’amministrazione Demezzi con passaggi piuttosto forti ed evidenzia che “l’atto di revoca delle deleghe non fu una ritorsione, fu un agguato in piena regola, pianificato da tempo e da attuarsi alla prima occasione in cui vi fosse stato un pretesto che si presentò l’11 luglio con la nota diserzione del consiglio”. Non se n’è parlato ma dopo diverse risposte ad interrogazioni (soprattutto di Massimo De Bernardi) c’è stata una lunghissima conferenza dei capigruppo chiesta dalla maggioranza e al rientro in aula uno sconto al calor bianco tra il capogruppo del Pd, Davide Sandalo che chiedeva spiegazioni e sottolineavo come “non si voglia discutere delle gravi affermazioni dell’ex assessore Bellingeri” e il presidente Grazia Bocca che cercava di passare alla discussione della mozione di Nuove Frontiere sulle province, anche questa volta intorno alla mezzanotte. Sandalo chiedeva di parlare per fatto personale, ma gli veniva negato dalla Bocca e a questo punto il capogruppo del Partito democratico affermava “lei mi fa portare via di peso, mi ha uscire con un vigile ma non sto zitto”, rimbeccato dal presidente del consiglio che gli ribatteva “non è nel regolamento, lei fa il regolamento”. Poi su richiesta delle minoranze veniva convocata un’altra capigruppo e al ritorno in aula gli animi si calmavano, alla comunicazione che del caso in questione si sarebbe discusso il prossimo 10 ottobre. Poi, finalmente, De Bernardi poteva illustrare il suo documento, che dopo la presentazione a febbraio, in un clima che sta cambiando in continuazione, è stato modificato per raggiungere una formulazione unitaria e condivisa da tutti i gruppi. Nella discussione che ne è seguita tutti i gruppi hanno evidenziato l’importanza che deve avere il ruolo di Casale rispetto al territorio. E se Maria Merlo ha cheisto tavoli tecnici e politici per riaffermare il ruolo della città, Marco Botta ha sottolineato come le province debbano avere un presidente eletto dal popolo e non una figura elettiva di secondo grado. Sul ruolo di Casale si è soffermato anche Fabio Lavagno di Sinistra Casalese – Sel, mentre De Bernardi ha invitato l’amministrazione a convocare i sindaci del Casalese per una strategia comune, ricordando anche gli Stati Generali del Monferrato, proposti a suo tempo dall’MPP, movimento che è stato ricordato anche da Giorgio Demezzi nella conclusione del dibattito per l’idea di patti territoriali a prescindere dal ruolo di provincia. Infine è stato deliberato un documento che impegna il sindaco, di concerto con i capogruppo a seguire la questione dei rinnovati assetti terrotoriali per ribadire il ruolo di Casale e del Monferrato
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