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“Polvere” premiato anche a Bagdad
Il lavoro sul "Grande processo dell'amianto" raccoglie un altro riconoscimento dopo Rio de Janeiro. Il drammatico racconto della vicenda di Casale e dell'amianto in un documentario di alto livello
Il lavoro sul "Grande processo dell'amianto" raccoglie un altro riconoscimento dopo Rio de Janeiro. Il drammatico racconto della vicenda di Casale e dell'amianto in un documentario di alto livello
CASALE MONFERRATO – Un veicolo per fare conoscere quale sia stato (e per certi versi continua ed continuerà ad essere anche in futuro) il dramma dell’amianto per Casale, e non solo, è certamente il cinema. Due registi, un torinese, Niccolò Bruna, e un padovano Andrea Prandspraller, hanno portato sullo schermo l’anno scorso un interessante documentario di produzione italo – svizzero – franco – belga, chiamato “Polvere – Il grande processo dell’Eternit”. La pellicola, oltre che in Italia, sta avendo dei notevoli riconoscimenti anche all’estero: è proprio di questi giorni la notizia che si è aggiudicata la prima posizione, nella sezione documentari in Iraq al “Begdad International Free Festival” dopo aver avuto un ampio riconoscimento poco tempo fa anche a Rio de Janeiro in una rassegna di cinema per l’ambiente. “Polvere” è stato proiettato anche in Costarica, ad un festival che aveva il patrocinio delle Nazioni Unite proprio dove dovrebbe trascorrere la maggior parte del suo tempo il condannato svizzero del processo Eternit di Torino, Stephan Schmidheiny e l’intenzione è di farlo vedere anche in Paesi come l’India o il Brasile, proprio dove l’improessione è che si possa, con ancora qualche sforzo, arrivare alla messa al bando dell’amianto.