Scoperta evasione da oltre 900 mila euro
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
15 Novembre 2012
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Scoperta evasione da oltre 900 mila euro

Guardia di Finanza: denunciato un commerciante di prodotti informatici e macchinari per uffici per una “frode carosello”

Guardia di Finanza: denunciato un commerciante di prodotti informatici e macchinari per uffici per una “frode carosello”

CASALE MONFERRATO – Ha evaso l’Iva per oltre 900.000 euro e non ha versato un’imposta di pari importo: scoperto e denunciato dai finanzieri della Compagnia di Casale Monferrato un commerciante di prodotti informatici e macchinari per uffici del casalese. È emerso in particolare che la ditta controllata si rifornisse da alcune società coinvolte, quali missing trader (società “fantasma”), in un meccanismo evasivo noto come frode carosello, basato principalmente sull’interposizione tra gli effettivi venditori e i reali acquirenti di società appunto fittizie, dette anche “cartiere”, che scambiano la merce solo cartolarmente, dando vita a un giro vorticoso di fatture “soggettivamente” false. L’omissione di qualsiasi adempimento fiscale e, in particolare, il mancato versamento dell’Iva, consente poi a queste stesse società di immettere sul mercato beni a prezzi inferiori al loro valore, creando un danno all’Erario ed effetti distorsivi della concorrenza.

Nel caso del commerciante di prodotti informatici di Casale Monferrato, le società fornitrici, confermando lo schema fraudolento evidenziato, sono risultate innanzitutto degli evasori totali, essendosi cioè sottratte totalmente al pagamento delle imposte, quindi esistenti solo formalmente in quanto prive di sede, attrezzature, macchinari e personale. All’esito del controllo, è stata quindi rilevata e segnalata all’Agenzia delle Entrate per il recupero a tassazione, l’Iva, pari a oltre 900.000 euro, che il commerciante casalese ha indebitamente portato in detrazione, utilizzando la fatture false emesse dalle “cartiere”. Allo stesso, è stata inoltre contestata un’imposta non versata di pari importo. In tali casi, infatti, quando viene a mancare il versamento dell’Iva da parte del cedente per cessioni di beni effettuate a prezzi inferiori a quelli di mercato, la normativa vigente, al fine di contrastare detto tipo di frode, obbliga solidalmente l’acquirente, soggetto passivo Iva (non consumatore finale), al pagamento dell’imposta evasa, qualora non riesca a dimostrare che il corrispettivo pattuito sia stato determinato in ragione di eventi od oggettive situazioni di mercato e che, comunque, non sia collegato al mancato pagamento dell’Iva. Le relative fatture d’acquisto sono state infine sottoposte a sequestro in quanto corpo di reato, mentre il commerciante casalese è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria in relazione al reato di cui all’articolo 2 (Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti) del decreto legislativo 74 del 2000, recante la disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto.

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