3 dicembre, iniziamo insieme ad abbattere le barriere
Uno spazio per raccogliere testimonianze, denunce e buone pratiche sul tema delle barriere e dare voce a chi da anni si impegna per abbatterle, per imparare ad avere insieme uno sguardo più ampio sul tema della disabilità
Uno spazio per raccogliere testimonianze, denunce e buone pratiche sul tema delle barriere e dare voce a chi da anni si impegna per abbatterle, per imparare ad avere insieme uno sguardo più ampio sul tema della disabilità
ABBATTIAMO LE BARRIERE – Molte persone tendono a capire quanto sia difficile, per una persona con disabilità, attraversare una strada, fare acquisti, rivolgersi a un ufficio, solo quando si trovano ad avere vicino a se chi vive queste difficoltà. Da qui l’idea di realizzare uno spazio che raccontasse a tutte le persone cos’è una barriera architettonica (ma anche culturale) e come abbatterla.
Barriera, infatti, non è solamente lo scalino che impedisce l’accesso al negozio o all’ufficio, ma anche la pessima abitudine di occupare un parcheggio destinato alle persone con disabilità (“Vuoi il mio posto? Prendi il mio handicap” recitavano alcuni cartelli ad Ovada) oppure non avere la sensibilità di pensare che la persona davanti a noi possa essere non udente, non vedente o affetto da disabilità psichica.
Parlare a una persona voltandole le spalle, e non permetterle di “ascoltarci” leggendo le labbra, è alzare una barriera.
Parcheggiare una bicicletta o una moto sul marciapiede, è alzare una barriera.
Non esporre la parte della cassa (di un negozio o un ufficio) in cui viene visualizzato il costo dell’operazione, è alzare una barriera.
Dover prenotare almeno 24 ore prima il trasposto con autobus e non poter decidere di usarlo all’ultimo minuto, è una barriera.
Dover aspettare l’assistenza per raggiungere il treno perchè non è presente un percorso accessibile alle persone in sedia a rotelle o con disabilità motoria, è una barriera.
Continuare a utilizzare negli uffici, stazioni, negozi, locali pubblici banconi alti, è alzare una barriera.
Dover ancora spiegare che il cane è la mia guida e non posso separarmene (per entrare in qualsiasi luogo), è una barriera.
Non avere una regolamentazione che imponga ai locali pubblici l’uso di tavoli accessibili anche alle persone in sedia a rotelle, è alzare una barriera.
Non realizzare guide scritte dei percorsi turistici o culturali (ma solo audioguide), è alzare una barriera.
Non avere tutti gli attraversamenti pedonali muniti di segnale acustico o di percorso tattile è alzare una barriera.
Nello spazio “Abbattiamo le barriere” AlessandriaNews raccoglierà testimonianze, denunce e buone pratiche sul tema delle barriere. Daremo voce a chi da anni si impegna per abbatterle (molte le associazioni nell’alessandrino coinvolte con noi in questo progetto) e offriremo uno spazio in cui voi lettori potrete raccontarci – con testi, foto e video – quelle che per voi sono le più alte e ingiuste barriere, insegnandoci altri modi per abbatterle.
Quando si abbatte una barriera lo si fa per l’intera comunità e non solo per le persone con disabilità.
Uno scalino in meno rende un ambiente più accessibile anche per un passeggino e non solo per una persona in sedia a rotelle.
Un cartello scritto in caratteri più grandi sarà più leggibile per tutti e non solo per le persone ipovedenti.