Oltreponte, quartiere deindustrializzato
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Redazione Il Piccolo  
28 Dicembre 2012
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Oltreponte, quartiere deindustrializzato

Una interessante riflessione del Comitato "Si Amo Oltreponte"

Una interessante riflessione del Comitato "Si Amo Oltreponte"

CASALE MONFERRATO – Il quartiere di Oltreponte, un tempo sede di attività economiche piuttosto importanti e non soltanto per la Città di Casale, se verranno mantenuti gli annunci che hanno preceduto il Natale riguardo al futuro delle Officine Meccaniche Cerutti, rischia di rimanere deinustrializzato completamente. Dagli anni Ottanta ad oggi aziende come Marietti, Smyth, Ibl, Gaiero, hanno chiuso i battenti o si sono delocalizzate. Ed erano attività che davano lavoro a centinaia di famiglie, molte dellequali risiedevano nel quartiere. Oggi, invece, c’è una fila di capannoni dismessi, in attesa che – almeno per quanto riguarda l’area ex Ibl – ci siano quelle trasformazioni urbanistiche, con una destinazione commerciale, che il consiglio comunale ha votato quest’anno. La Cerutti, poi, è un pezzo di storia del quartiere:nel 2000 venne duramente colpita dall’evento alluvionale nel mese di ottobre e la famiglia Cerutti stanziò, generosamente, una cifra importante per aiutare i propri dipendenti alluvionati. Adesso, però, altri pericoli – di natura economica – sono all’orizzonte del quartiere. E il consiglio  direttivo del Comitato di quartiere “Si amo Oltreponte” paventa che “oltre alla preoccupazioni per la probabile perdita di posti di lavoro bisogna considerare che se si verificassero certe ipotesi di esuberi o trasferimenti, mancherà nel quartiere una presenza giornaliera di oltre 300 persone e questo non potrà che avere ripercussioni negative su tutto il commercio e la vita del quartiere”:  Come dire ci sarà una forte penalizzazione anche ad Oltreponte e non di piccole dimensioni se rapportate alla popolazione. Perché ? “Chi lavora alla Cerutti – è ancora il Comitato a darsi una risposta – si ferma giornalmente a comprare un giornale, a bere un caffè o un aperitivo, a faare la spesa o a passare in farmacia o alla banca. Tutto questo potrebbe mancare nella vita quotidiana del quartieree tutti noi speriamo in una giusta e pronta soluzione di questa vertenza per tutte le persone e famiglie coinvolte nella vita di questa grande fabbrica”. Insomma la chiusura o comunque il forte depotenziamento della sede casalese avrebbe una ricaduta fortemente negativa proprio sull’intera parte di città posizionata al di là del Po, impoverendola ulteriormente. E questo gli oltrepontini vorrebbero proprio evitarlo.
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