Liberalizzazione degli orari, vince la grande distribuzione
Home
Redazione - redazione@alessandrianews.it  
4 Gennaio 2013
ore
00:00 Logo Newsguard

Liberalizzazione degli orari, vince la grande distribuzione

La Corte Costituzionale ha giudicato inammissbili i ricorsi presentanti da alcune regioni, tra cui il Piemonte, contrlo la legge di liberalizzazione degli orari dei negozi. Una doccia fredda per il commercio tradizionale? Ora Alessandria a Casale si dovranno adeguare

La Corte Costituzionale ha giudicato inammissbili i ricorsi presentanti da alcune regioni, tra cui il Piemonte, contrlo la legge di liberalizzazione degli orari dei negozi. Una doccia fredda per il commercio tradizionale? Ora Alessandria a Casale si dovranno adeguare

ECONOMIA E LAVORO – Inammissibile il ricorso presentato circa un anno fa dalla regione Piemonte contro la liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi.
Si è espressa in questi termini la Corte Costituzionale chiamata in causa da alcune regioni italiane che si opponevano all’articolo 31 del decreto legge 201, quello sulla “serranda selvaggia”, che consentiva cioè l’apertura estesa degli esercizi commerciali. Alla base del ricorso c’era l’osservazione per la quale la materia era di competenza regionale e non nazionale. Ma secondo la Corte Costituzionale la questione va letta nella più ampia sfera della libera concorrenza.

Con sentenza n. 299, ha infatti motivato la decisione affermando che “l’eliminazione dei limiti agli orari e ai giorni di apertura al pubblico degli esercizi commerciali favorisce, a beneficio dei consumatori, la creazione di un mercato più dinamico e più aperto all’ingresso di nuovi operatori e amplia la possibilità di scelta del consumatore.”
Aggiungendo inoltre che “Si tratta, dunque, di misure coerenti con l’obiettivo di promuovere la concorrenza, risultando proporzionate allo scopo di garantire l’assetto concorrenziale nel mercato di riferimento relativo alla distribuzione commerciale”.
Una doccia fredda per il commercio tradizionale che chiede invece misure restrittive a tutela della categoria, “schiacciata”, dicono, dalla grande distribuzione. C’è quindi il rischio che, proprio a ridosso dei saldi, i comuni come Alessandria e Casale che avevano emesso ordinanze restrittive, debbano revocarle e rivedere la propria posizione.
 

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione