Influenza: ecco il picco. Ma nessun allarmismo
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Influenza: ecco il picco. Ma nessun allarmismo

“L’andamento in Italia sta seguendo quello dei due anni precedenti - spiega Vittorio Demicheli, responsabile del servizio sovrazonale di Epidemiologia dell’Asl AL - ad essere colpiti sono soprattuto i bambini, ma non si registrano casi gravi. Ancora incerto il risultato della sperimentazione

“L’andamento in Italia sta seguendo quello dei due anni precedenti - spiega Vittorio Demicheli, responsabile del servizio sovrazonale di Epidemiologia dell’Asl AL - ad essere colpiti sono soprattuto i bambini, ma non si registrano casi gravi. Ancora incerto il risultato della sperimentazione

PROVINCIA – Gennaio è spesso sinonimo di influenza per tanti italiani, e quest’anno pare non fare differenza. Dagli Stati Uniti sono giunte però in queste ore cifre preoccupanti specialmente per alcuni decessi che si sarebbero registrati fra i bambini colpiti dal virus H3N1. Abbiamo intervistato Vittorio Demicheli (nella foto), responsabile del servizio sovrazonale di Epidemiologia dell’Asl AL, per fare il punto sulla situazione in provincia.

Dottor Demicheli, dobbiamo preoccuparci per le notizie che arrivano dagli Usa?
Direi proprio di no. Le notizie che sono state diffuse dai media sono, secondo le nostre fonti, piuttosto allarmistiche rispetto alla situazione reale, che comunque viene monitorata dalle istituzioni americane. Qui da noi il virus H3N1 è presente solo in misura marginale e anche i dati degli Usa non sembrano molto diversi da quelli degli anni scorsi. 

Qual è ad oggi la situazione in provincia di Alessandria?
Il decorso sta seguendo quello consueto del biennio passato. Dal monitoraggio che stiamo svolgendo, aggiornato alla prima settimana di gennaio, risulta che qui da noi l’epidemia si è diffusa con leggero anticipo rispetto al resto della penisola, dove il picco è previsto nei prossimi giorni. Da noi siamo forse al punto culminante di massimo contagio e i casi potrebbero già cominciare a calare.

Chi sono i soggetti particolarmente colpiti?
Sono soprattutto i bambini. Per ora abbiamo quasi 20 casi su 1000 nella popolazione totale, ma quasi 15 su 1000 nei bambini fra 5 e 14 anni. Stiamo comunque parlando del 2% della popolazione, e non si arriva al 10% di quella in età pediatrica. I dati per le persone anziane non sono molto dissimili, con circa 3,5 casi su 1000. Quasi il 9% degli ingressi al pronto soccorso in questo periodo è legato a sindromi respiratorie in buon parte collegate all’influenza (di solito il valore medio è 4-5%), cifra che raddoppia per i minori, con quasi il 20% degli accessi al pronto soccorso legati ai mali di stagione. Comunque non è stato segnalato finora nessun caso grave.

E per quel che riguarda la nuova sperimentazione?
In base ai dati provvisori in nostro possesso la campagna di vaccinazioni chiuderebbe con un leggero calo complessivo di copertura (-5% su scala regionale) ma con grandi variazioni su scala locale (si va da un +60% di Vercelli a un -15% nell’asl TO4).
Per quanto riguarda la provincia di Alessandria: al 15 gennaio dello scorso anno risultavano vaccinate circa 52.000 persone (di cui 6000 soggetti a rischio), mentre a oggi, gennaio 2013, risultano vaccinate in totale circa 49000 persone (di cui 6241 a rischio), quindi ci sarebbe stato un calo di copertura complessiva in linea con quello regionale (circa -6%) e un leggero miglioramento della copertura dei soggetti a rischio (+4%). Diciamo che per i dati finora in nostro possesso c’è stato un sostanziale mantenimento dei livelli di copertura dello scorso anno, e questo per noi è un risultato soddisfacente se si considera il cattivo inizio della campagna e le previsioni molto negative. Per quel che riguarda invece nello specifico la sperimentazione è davvero troppo presto per dirlo: il risultato è certamente positivo nel vercellese (che però ha piccoli numeri), mentre pare ancora incerto sia ad Alessandria che a Cuneo.

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