Dimissioni di Benedetto XVI, “Un gesto di libertà e coraggio”
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
12 Febbraio 2013
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Dimissioni di Benedetto XVI, “Un gesto di libertà e coraggio”

La notizia delle dimissioni annunciate dal Papa Benedetto XVI hanno colto di sorpresa la comunità cattolica alessandrina, e non solo. Le reazioni dei vescovi e delle amministrazioni. Per don Maurilio Guasco "solo un atto di coerenza, senza chissà quali misteri". Il Cardinal Versaldi tra i possibili successori?

La notizia delle dimissioni annunciate dal Papa Benedetto XVI hanno colto di sorpresa la comunità cattolica alessandrina, e non solo. Le reazioni dei vescovi e delle amministrazioni. Per don Maurilio Guasco "solo un atto di coerenza, senza chissà quali misteri". Il Cardinal Versaldi tra i possibili successori?

12:00 Il Cardinal Versaldi tra i possibili successori?
L’ex vescovo di Alessandria Versaldi, ordinato Cardinale proprio da papa Benedetto XVI, è indicato dai vaticanisti come possibile futuro pontefice. 
Intanto don Maurilio Guasco interpreta l’annuncio delle dimissioni del papa come un “gesto di coerenza con il suo essere”: “Dal punto di vista storico – dice – è quasi una novità assoluta. Non era mai successo dal concilio di Trento in poi. C’è una norma che dice che a 75 anni è bene che i vescovi si dimettano. Poi, in realtà, nessuno la mette in atto. Il Papa è il vescovo di Roma. Quindi dal punto di vista formale non c’è nulla da eccepire. Certo la sua scelta è inconsueta.  Dal punto di vista umano non posso nascondere di essere rimasto stupito. Anche se, a ben pensare, vista la persona che è, l’annuncio dato ieri non è poi così sconvolgente. Si tratta semplicemente della decisione di un uomo che si è trovato al posto sbagliato. Il Papa è sempre stato uno studioso e poco abituato nelle cose di governo. Quello del pontefice non era semplicemente il suo mestiere. Credo che i parte il suo ‘sentirsi fuori luogo’ sia dovuto anche ai grandi cambiamenti sociali a cui la chiesta, come istituzione, si è trovata a fare fronte. Lui, probabilmente, ha fatto fatica ad assumere tali cambiamenti. Mettiamoci anche il fatto che si è trovato attorno alcuni collaboratori che non erano come si attendeva.  In ogni caso, l’annuncio delle dimissioni è stato un gesto di grande coerenza ed escludo assolutamente che si tratti, al contrario, di viltà. Un gesto coerente al suo essere e basta, lasciamo quindi da parte chissà quali misteri”.


PROVINCIA – “Mi ricordo quell’ottantacinquenne bagnato di pioggia alla ‘Gmg’ di Madrid (le giornate mondiali delle gioventù, ndr) e quando a Westminster Hall conquistò i politici inglesi”. E’ stato il primo ricordo nella mente del vescovo di Alessandria Guido Gallese alla notizia delle dimissioni annunciate dal Papa Benedetto XVI. Don Gallese ha scelto le pagine del sito della diocesi di Alessandria per lasciare il suo pensiero.
Monsignor Gallese, vescovo della Diocesi di Alessandria dal 25 novembre scorso, è uno degli ultimi suoi ‘nominati’ e a lui abbiamo chiesto le prime reazioni all’annuncio.
“Quando ho letto l’sms che mi è arrivato sul telefono cellulare, in realtà, ho pensato a uno scherzo da giornalista. Verificato che, invece, era effettivamente così, sinceramente ammetto che non me lo aspettavo. Mi sono, subito, sentito in qualche modo orfano, perché per me è stato come un padre, di cui mi hanno sempre colpito una dolcezza straordinaria e la capacità di indicare il Vangelo con fermezza”.
Come valuta, dunque, le dimissioni? “Mi sembra che attestino quel grandissimo senso di libertà che ho sempre scorto nel suo ministero. Una grande libertà anche dal potere. E’ convinto di non essere più adatto al ruolo e ha deciso, in assoluta libertà”.
Anche don Paolo Padrini, che per il Vaticano ha aperto il sito Popetoyou e il profilo twitter per il Papa, parla su Facebook di “una notizia shock…che non mancherà di fare riflettere tutto il mondo cattolico…e non solo”.

Hanno diffuso dichiarazioni anche i vescovi di Acqui, Pier Giorgio Micchiardi, e di Casale, Alceste Catella.
Si eprime con queste parole monsignor Micchiardi
“Come ha detto il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, quello di Sua Santità Benedetto XVI è stato un atto di coraggio ed allo stesso tempo di umiltà. Di coraggio, perché quanto una persona occupa un posto così importante ha molte responsabilità. Sua Santità si è evidentemente reso conto di non avere più le forze fisiche per affrontare la gravosità del Ministero Petrino. Ha quindi dimostrato grande umiltà, visto che il gesto di ritirarsi rappresenta la consapevolezza di essere stato un uomo di un di servizio e non di potere. In questo momento, mi pare per un credente invocare lo spirito santo affinché i cardinali sappiano scegliere bene il successore di Pietro. Mi apprestavo ad incontrarlo nuovamente con gli altri Vescovi del Piemonte il prossimo 4 marzo in occasione della Visita ad Limina e sarei stato molto contento di poterlo rivedere. L’ultima volta l’ho incontrato personalmente è stato a settembre durante un udienza del mercoledì a cui hanno preso parte anche i seminaristi. Lo ricordo nella preghiera in un momento non facile per lui ed allo stesso tempo invito tutta la Chiesa ed i Cristiani a pregare per il nuovo Papa”.

Così commenta monsignor Catella: “Abbiamo appreso con grande stupore, con emozione commozione la notizia che il Santo Padre Benedetto XVI ha reso nota la sua decisione di rinunciare al servizio di Vescovo di Roma, Successore di Pietro. E così a partire dal 28 febbraio la Sede Apostolica sarà vacante.

Credo, carissimi, che oltre i primi sentimenti che affiorano nel nostro animo, dobbiamo renderci capaci di attenzione e di riflessione; dobbiamo lasciarci guidare dalla fede, la medesima fede che sta alla radice della decisione presa da Benedetto XVI. Sì, questo gesto ci dice a chiare lettere che la vita del Papa è stata ed è interamente permeata di fede. Quell’incontro personale con il Signore che è la fede è stato ed è per il Papa quotidiana esperienza. La Chiesa è del Signore e non nostra, noi apparteniamo alla Chiesa e siamo –secondo le nostre responsabilità e vocazioni- al servizio della Chiesa. A volte affermiamo questo con le parole; ma ci crediamo davvero? Davvero crediamo, noi pastori e fedeli, che prima viene il vero bene della Chiesa e poi veniamo noi, “servi inutili”? Davvero Benedetto XVI ha preso sul serio questa maniera pratica di essere un “credente”. Per tutto il suo pontificato, fino a questo gesto di umiltà vera, Egli ha realizzato e realizza, non a parole ma nei fatti, quella espressione che identifica il Papa quale “servus servorum Dei”, “servo dei servi di Dio”; perché così Cristo ha parlato di se stesso: “il Figlio dell’uomo è venuto per servire e non per essere servito”! Quale grande esempio ci dona in quest’ora l’amato Papa Benedetto XVI.”

Tra i politici si esprime il presidente del Consiglio regionale del Piemonte Valerio Cattaneo
“Benedetto XVI ha compiuto una scelta sicuramente meditata e di grande responsabilità nei confronti della Chiesa, una scelta che commuove e può forse lasciare sconcertati coloro che hanno conosciuto e apprezzato l’energia e la lucidità con cui guida da quasi otto anni la Chiesa cattolica, ma che deve essere rispettata come il supremo gesto d’amore di un Papa che sarà ricordato nella storia, e non solo per questo gesto”. “Il Consiglio regionale negli ultimi anni – ricorda ancora il presidente – ha avuto l’opportunità di incontrare il Papa, nel settembre 2010 a Castelgandolfo, con un concerto organizzato per il quinto anno di pontificato, e nel marzo successivo, per un’udienza nella Sala Nervi. In entrambe le occasioni abbiamo potuto osservare la grande attenzione che Sua Santità poneva nei confronti di tutti i suoi interlocutori”.

Piercarlo Fabbio, ex sindaco di Alessandria commenta: “Siamo stati fin qui abituati a vivere momenti storici di impressionante portata. Ma le dimissioni di S.S. Benedetto XVI sovrastano ogni altro momento pur importante che abbiamo potuto vivere nel bene e nel male. A prevalere ora, al di là dell’unico ricordo che ci sovviene alla mente, quello di Papa Celestino V, è però l’amarezza, il dolore e forse la presa d’atto della nostra limitatezza per non esserci riusciti a meritare un Pontefice così grande, che riconosce l’umana limitatezza e contemporaneamente innalza la grandezza di Dio”.

 
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