“Cash trapping” nostrano
L'uomo, denunciato dalla Polizia, si serviva di una tecnica nata nel nord Europa. Con un oggetto a forma di forchetta bloccava il denaro degli altri clienti all'interno del bancomat per ritirarlo in seguito
L'uomo, denunciato dalla Polizia, si serviva di una tecnica nata nel nord Europa. Con un oggetto a forma di forchetta bloccava il denaro degli altri clienti all'interno del bancomat per ritirarlo in seguito
CASALE MONFERRATO – La Polizia di Stato di Casale Monferrato, il 17 aprile scorso, ha denunciato un italiano, di 36 anni, disoccupato, con precedenti di polizia, residente nel pavese, per aver manomesso un bancomat.L’attività investigativa della Polizia è stata avviata verso le fine dello scorso gennaio quando un uomo, in due circostanze e con identico “modus operandi”, dopo aver eseguito un’operazione, utilizzando la medesima carta di credito, presso due dispositivi bancomat di altrettanti istituti di credito cittadini, ha approfittato dell’apertura dello sportello di erogazione delle banconote, per introdurvi il cosidetto “cash trapping” – un oggetto a forma di “forchetta” utilizzato per bloccare la fuoriuscita di banconote trattenendole all’interno del bancomat.
Così facendo l’uomo, ha potuto impossessarsi del denaro – 140 euro totali – delle persone che successivamente a lui hanno eseguito un prelievo bancomat, senza però ricevere il denaro.
Le indagini svolte dagli agenti di Casale hanno permesso di appurare che la carta di credito utilizzata era intestata ad una donna, la quale a suo dire l’aveva “prestata” al fratello, poiché questi doveva effettuare un prelievo di denaro.
L’uomo che aveva la materiale disponibilità della stessa, è risultato poi essere lo stesso soggetto ripreso dalle telecamere nelle circostanze di cui sopra, risultato poi essere effettivamente il congiunto della legittima titolare della carta di credito e pertanto nei suoi confronti è scattata la denuncia per i reati per furto aggravato e continuato, indebito utilizzo di carte di credito e danneggiamento.
E’ la prima volta che gli investigatori si sono trovati di fronte ad un soggetto italiano quale autore di tale
Questo sistema, in arrivo dal Nord Europa, in particolare Francia e Regno Unito, si chiama “cash trapping” e ha già cominciato a mietere vittime anche in Italia. Il metodo è semplice e poco tecnologico e si basa sull’intrappolamento dei soldi allo sportello. La tecnica per essere messa in atto richiede pochi secondi in quanto è sufficiente una speciale “forchetta” che viene collocata nella fessura di erogazione delle banconote e ne impedisce l’uscita. La particolarità del cash trapping è che il display non segnala un guasto ma le banconote restano bloccate all’interno.Ovviamente non escono soldi e l’utente si allontana per verificare il guasto quindi i malviventi sbloccano il denaro intrappolato ed eseguono il furto.
Questo può significare che i clienti rimangono inconsapevoli del problema e pensando erroneamente ad un guasto del bancomat non sporgono denuncia del furto.

