Al via il Ramadan: il mese del Digiuno
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Al via il Ramadan: il mese del Digiuno

Durerà dal 10 luglio all‘8 agosto. Per tanti credenti vorrà dire lavorare durante il giorno senza poter mangiare e dedicare tempo aggiuntivo alla preghiera

Durerà dal 10 luglio all?8 agosto. Per tanti credenti vorrà dire lavorare durante il giorno senza poter mangiare e dedicare tempo aggiuntivo alla preghiera

ALESSANDRIA – Per chi non conosce la fede islamica può sembrare un controsenso: attendere con tanta impazienza ed emozione un periodo che è in realtà dedicato all’astinenza e al sacrificio. Ma per un musulmano il Ramadan, “mese caldo”, è il periodo più importante dell’anno: un susseguirsi di astinenza e preghiera durante il giorno, pur senza sospendere l’attività lavorativa, che si trasforma in festa al calare del sole, quando si mangia in compagnia e ci si ritempra dopo le fatiche della giornata.

Il Ramadan, (in arabo: رمضان, ramaḍān), 
nel 2013 andrà dal 9 luglio (ma oggi, mercoledì 10, è il primo giorno di astinenza), all‘8 agosto: quattro settimane particolarmente calde e faticose, specie per tutti quei lavoratori immigrati, tanti, che sono impegnati nei settori dell’edilizia, dell’agricoltura e delle professioni più pesanti da un punto di vista fisico. Ma Ramadan non è solo astinenza: più in generale, il periodo è caratterizzato dal sacrificio di tutte le pratiche che prevedano un piacere fisico e prescrive particolare attenzione nel modo di comportarsi, di parlare, di relazionarsi al prossimo, con l’obbligo di contenere l’ira e il linguaggio scurrile e l’indicazione di dedicarsi alla beneficenza e al servizio ai poveri (indipendentemente dalle loro fedi religiose, gruppi etnici, convinzioni personali). 

Spiega Iman, dei Giovani Musulmani Alessandrini: “O voi che credete! Vi è prescritto il digiuno, come fu prescritto a coloro che furono prima di voi, nella speranza che voi possiate divenire timorati di Dio.” (sura II, v.183). Questo è il versetto che nel Corano sancisce il Digiuno come pratica di adorazione e atto di fede verso Dio. Il Digiuno cade il nono mese dell’anno lunare chiamato appunto Ramadan, in considerazione del fatto che i mesi lunari sono alternativamente di 29 e 30 giorni. Quarto dei 5 pilastri dell’Islam (gli altri sono la testimonianza di fede nel Dio unico e nel Profeta Mohammad di Dio, la Preghiera 5 volte al giorno, la Zakat ovvero l’imposta coranica devoluta ai bisognosi  e il Pellegrinaggio almeno una volta nella vita per chi può) il Ramadan riunisce ogni anno tutti i musulmani in un’unica pratica fortemente sentita e vissuta. Oltre ad adempiere a una prescrizione, il Digiuno è per noi l’occasione di purificazione spirituale e fisica e insieme una scuola che educa alla pazienza e al senso del sacrificio. Ci si astiene dalle principali e istintive pratiche umane, come il mangiare, il bere e le relazioni sessuali, dalle prime luci del giorno fino al tramonto. Sono tenuti a seguire tale astinenza tutti gli adulti uomini e donne di sana costituzione, mentre sono esenti i bambini, i malati, le donne gravide, le donne che allattano, coloro che si trovano in viaggio (chiamati di solito a digiunare in un periodo successivo ndr). Il Ramadan ha un’importanza speciale per noi – conclude Iman – in quanto in una delle sue notti il Profeta Muhammad ricevette per la prima volta il messaggio divino: questa notte è ricordata come “la Notte del Destino” (Lailat-ul-Qadr). Non si sa con precisione quale fosse ma, secondo la tradizione, essa è una delle notti dispari degli ultimi dieci giorni del mese. Per convenzione è ricordata nella notte precedente il ventisettesimo giorno di Ramadan”.

(Nella foto un momento di preghiera nella Moschea di Alessandria)

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