Casale, no alla Serie D
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Casale, no alla Serie D

La Covisod boccia la richiesta d’iscrizione del club nerostellato, che avrà tempo fino a martedì per presentare ricorso e sperare ancora nel miracolo

La Covisod boccia la richiesta d?iscrizione del club nerostellato, che avrà tempo fino a martedì per presentare ricorso e sperare ancora nel miracolo

 CASALE MONFERRATO -. Cronaca di una disfatta annunciata. Sorprese, insomma, non ce ne sono state, e come prevedibile la Covisod ha bocciato la richiesta di iscrizione del Casale, che vede dunque allontanarsi all’orizzonte la possibilità di partecipare al prossimo campionato di Serie D. Una bocciatura netta, annunciata da più parti, viste le debenze importanti che il club nerostellato è costretto a portarsi sulle spalle da tre anni e altrettante gestioni. L’ultima di queste, targata Di Stanislao, ha voluto e vuole a tutti i costi far giocare la squadra nella categoria che le spetterebbe, una categoria che negli ultimi tempi si è fatta sempre più esigente in termini di conti a posto e carte in regola, soprattutto nei confronti delle società che in Serie D approdano a fronte di una retrocessione dalla Lega Pro. Eppure, secondo il club, di argomenti a sostegno dell’iscrivibilità al prossimo campionato ce ne sarebbero diversi, come sostenuto dal legale Falanga: anzitutto la fidejussione da 300 mila euro presentata un anno fa ai fini dell’iscrizione allo scorso campionato di Seconda Divisione, ed inoltre i crediti che il club vanterebbe nei confronti della Federazione per l’utilizzo dei giovani. Evidentemente argomenti insufficienti per convincere la Covisod, che si è espressa solo dopo aver esaminato l’intero faldone, comprensivo di quei deferimenti per il mancato deposito del prospetto i/r e della documentazione relativa a emolumenti e contributi per il periodo novembre 2012 – febbraio 2013.

RISPUNTA IL PROGETTO TORINESE – Non tutto è ancora perduto, dato che la Società avrà tempo fino a martedì per presentare ricorso, anche se obiettivamente le speranze di vedere il Casale in Serie D a lottare per tornare subito nel calcio professionistico sono ridotte ad un lumicino. Una situazione ideale per chiunque abbia intenzione di investire in un progetto nuovo. Rispunta, prepotentemente, l’ipotesi tanto sospirata in città, meno ambiziosa ma molto più solida e concreta di quanto offerto finora dalla attuale proprietà. L’idea, sulla quale ha lavorato moltissimo Giorgio Danna, sarebbe quella di fondare un nuovo club, che ripartirebbe dall’Eccellenza e da capitali garantiti dal sempre presente Giuseppino Coppo e da una cordata di imprenditori torinesi. L’unico neo sarebbe, inevitabilmente, il fallimento dell’attuale club, con conseguente perdita della matricola e, nell’eventualità, dei titoli sportivi, tra cui capeggia quello storico scudetto che proprio l’anno prossimo compierebbe cento anni.

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