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Schmidheiny sapeva e fece disinformazione
Depositate a Torino le motivazioni dei giudici che hanno portato alla condanna del magnate svizzero a 18 anni di reclusione per la vicenda Eternit
Depositate a Torino le motivazioni dei giudici che hanno portato alla condanna del magnate svizzero a 18 anni di reclusione per la vicenda Eternit
CASALE MONFERRATO – Sono passati tre mesi dalla sentenza di condanna della Corte di Appello di Torino a Stephan Schmidheiny per la vicenda Eternit. I 18 anni comminati al magnate svizzero suonarono quello scorso 3 giugno come un evento storico che rese giustizia ai tanti morti per asbesto correlate dovute alle inalazioni di polveri d’amianto. Ieri, lunedi 2 settembre, sono state depositate le motivazioni che hanno portato i giudici torinesi a quella decisione. Nelle oltre 800 pagine consegnate si legge che la produzione del cemento-amianto in Italia è proseguita per quasi un decennio in Italia dopo che fu resa nota la sua pericolosità ”solo per effetto dell’opera di disinformazione consapevolmente promossa” da Stephan Schmidheiny.