Writers traditi da Facebook
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
19 Febbraio 2014
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Writers traditi da Facebook

Due giovani incensurati denunciati per deturpamento e imbrattamento aggravato e continuato. Identificati dalle riprese eseguite dalle telecamere e dal profilo Facebook di uno dei due

Due giovani incensurati denunciati per deturpamento e imbrattamento aggravato e continuato. Identificati dalle riprese eseguite dalle telecamere e dal profilo Facebook di uno dei due

CASALE MONFERRATO – La Polizia di Stato e la Polizia Locale nei giorni scorsi, al termine di un’articolata attività d’indagine, ha identificato e denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Vercelli due giovani casalesi, di 19 e 20 anni, incensurati, residenti in città, per i reati di deturpamento e imbrattamento aggravato e continuato di cose altrui. L’episodio è avvenuto il 18 gennaio scorso, quando una pattuglia dei poliziotti di quartiere. ha accertato che, presumibilmente nel corso della nottata precedente, erano stati imbrattati con alcune scritte a vernice spray di colore azzurro la scritta Bazzu, Clementino, so’ sbronzo, tnc in muri di diversi stabili del centro storico di Casale.

L’attività di indagine effettuata congiuntamente tra il Commissariato di Polizia e il Corpo di Polizia Locale, in particolare attraverso l’analisi delle registrazioni dei sistemi di videosorveglianza privati e comunali, installati nelle zone interessate dagli imbrattamenti, ha permesso di accertare che gli autori delle del reato erano due giovani writer, uno dei quali aveva materialmente eseguito le scritte mentre l’altro faceva da palo.  La notte del 20 gennaio, poco dopo la mezzanotte, in via Liutprando nello stesso luogo ripreso dalle telecamere, il writer, questa volta da solo, ha completato la sua “opera”, eseguendo la sovrascrittura della tag Bazzu eseguita la sera del 17 in colore blu, con spray di colore nero. Poco dopo, il giovane, ha scritto la tag “Bazzu” con spray sul muro del Comando Polizia Locale su via Crova. Dopo avere effettuato l’imbrattamento il giovane si è allontanato, ripreso dalle telecamere del comando.

La Polizia Scientifica ha eseguito le elaborazioni delle immagini acquisite che hanno permesso di dare delle sembianze agli autori degli imbrattamenti: colui che aveva fatto da “palo” portava un particolare portachiavi agganciato ai pantaloni. Nel corso di altri controlli del centro abitato è stato constatato che la tag Bazzu era stata eseguita con spray nero su immobili ubicati nelle vie Paleologi, Benvenuto San Giorgio, piazza Cesare Battisti, Gonzaga, Della Provvidenza, Facino Cane Trino, Trieste, nel quartiere Oltreponte in via Piacibello sul muro perimetrale della Scuola dell’Infanzia Venesio, in via Candiani sul muro perimetrale dell’istituto tecnico Sobrero. Lo stato della vernice lasciava presupporre un imbrattamento recente, tale da ipotizzare che fossero state eseguite la notte del 20 gennaio. Gli stabili interessati, pubblici e privati, sono una trentina.

Il 25 gennaio, il personale della Squadra Investigativa, verso le 22.30, presso un bar in via Volpi, posto nelle vicinanze delle vie dove erano state eseguite varie scritte, ha identificato numerosi giovani avventori, tra questi uno in particolare, seppur indossasse un giubbotto diverso da quello utilizzato la sera precedente, è riconosciuto per le sue caratteristiche fisiche e somatiche e per l’inseparabile porta chiavi.

Nel corso delle indagini per individuare il complice, autore materiale delle scritte, la Polizia ha guardato all’interno del profilo Facebook del giovane già identificato e nel suo elenco di amicizie, ha trovato alcuni punti di corrispondenza fra questi e un giovane che risultava abitare nel quartiere Oltreponte, dove nelle vie limitrofe alla sua abitazione erano presenti decine di tag Bazzu per intero o mediante acronimo. Per acquisire ulteriori elementi probatori a carico dei due ragazzi, è stato richiesto e ottenuto dall’autorità giudiziaria di Vercelli un decreto di perquisizione personale e locale.

Il provvedimento, eseguito a fine gennaio ha consentito di rinvenire presso l’abitazione dell’autore materiale delle scritte, le “bozze” della varie tag “Bazzu” e diverse bombolette spray di colori grigio/ nero e una particolare, blu avatar, colore identico a quelle delle scritte eseguite il 17, nonché gli abiti indossati durante l’esecuzione. Anche nella casa del “palo” erano trovati gli abiti indossati durante le imprese e immortalati dalle immagini.

I due giovani, accompagnati negli uffici della Polizia, sono stati sottoposti a rilievi fotosegnaletici e fotografici con gli stessi abiti indossati durante l’esecuzione delle scritte. I due hanno finito con l’ammettere le loro responsabilità e hanno collaborat alla ricostruzione dei fatti in sede di interrogatorio.

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