Romana Blasotti Pavesi è commendatore della Repubblica
Con una cerimonia in Prefettura Romana Blasotti Pavesi, simbolo della lotta all'amianto di Casale Monferrato, è stata ufficialmente nominata "commendatore della Repubblica" con la formula speciale del "motu proprio", attribuibile in via straordinaria a chi si è distinto per il proprio valore
Con una cerimonia in Prefettura Romana Blasotti Pavesi, simbolo della lotta all'amianto di Casale Monferrato, è stata ufficialmente nominata "commendatore della Repubblica" con la formula speciale del "motu proprio", attribuibile in via straordinaria a chi si è distinto per il proprio valore
ALESSANDRIA – Romana Blasotti Pavesi ha ricevuto dalle mani dell’ex ministro Renato Balduzzi, del Prefetto Romilda Tafuri e del sindaco di Casale Monferrato Titti Palazzetti l’onoreficenza di commendatore della Repubblica, con la speciale formula del “motu proprio”, attribuibile solo a chi si è distinto per alti meriti al servizio dello Stato. Romana Blasotti Pavesi, simbolo della lotta di Casale all’amianto, ha ricevuto il titolo durante la cerimonia organizzata in prefettura venerdì 7 novembre.
Queste le sue parole al termine della cerimonia: “Prima di ogni altra cosa pemettetemi di mandare un saluto affettuoso al nostro presidente della Repubblica che porta avanti un compito così gravoso e con così tanto coraggio. Voglio poi ringraziare di cuore chi per primo mi ha aiutata: io mi sono rivolta al sindacato della Cgil e ho trovato due grandi amici che mi sono molto cari: Bruno Pesce e Nicola Pondrano e tutta la gente che si è così generamente avvicinata e porta avanti con noi questo compito, anche grazie al primo processo in Europa sul tema dell’amianto, capace di far conoscere a livello mondiale questa problematica. E’ veramente una battaglia che ci prende il cuore: si sentono tante cose brutte, chi vuole il patteggiamento, chi gli arresti domiciliari, io voglio che perdano tutto quello che hanno guadagnato facendo morire tanta povera gente. Tante persone sono morte e purtroppo tante ne moriranno ancora. Ammetto di essere molto stanca ma la rabbia non mi ha mai abbandonata, c’è ancora la voglia di combattere e il nostro lottare sia da esempio per ogni ingustizia, ogni prepotenza. Lo ripeto e lo ripeterò sempre, pensando ai nostri ragazzi che sono preparati e sono convinta che essendo anche più preparati saranno anche più capaci non solo di combattere dopo, ma anche di prevenire disastri del genere in futuro. Ricordo la vittima più giovane secondo la mia conoscenza, di Alessandria, di 28 anni. Vedere morire della gente giovane è crudele e una grande ingiustizia. Non ho rancori ma spero che chi ha provocato tutto questo in maniera criminale venga anche punita nel vero senso della parola, altrimenti non avremo una vera giustizia”.
