Sentenza Eternit, i commenti
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21 Novembre 2014
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Sentenza Eternit, i commenti

Molti i commenti di indignazione a seguito della sentenza della corte di Cassazione sul processo Eternit. Dai giovani Democratici, al deputato Cristina Bargero, alla Cia, un coro unanime di dissenso per una sentenza di difficile interpretazione [AGGIORNAMENTI]

Molti i commenti di indignazione a seguito della sentenza della corte di Cassazione sul processo Eternit. Dai giovani Democratici, al deputato Cristina Bargero, alla Cia, un coro unanime di dissenso per una sentenza di difficile interpretazione [AGGIORNAMENTI]

Messina, Italia dei Valori: “noi contro la politica dell’impunità”
Insieme alle vittime e ai parenti anche Italia dei Valori grida vergogna. Ma noi ce la prendiamo non con i giudici, che applicano la legge, ma con la politica che vuole l’impunità anche accorciando i termini di prescrizione, come hanno fatto Berlusconi e l’alleata Lega della falsa severità politica con la famigerata legge Cirielli nel 2005. IDV ha sempre protestato ed ha invocato una normativa rigorosa con la sospensione della prescrizione dal momento del rinvio a giudizio o quanto meno con il ripristino della precedente normativa. Ci sono nostre proposte di legge nella precedente legislatura e le riproporremo in questa. Non si può considerare allo stesso modo un processo con migliaia di vittime e parti civili, che richiede per ciascuna morte sospetta accertamenti rigorosi, oltre quelli sulla letalità della produzione dell’amianto, e uno con un solo imputato per un fatto istantaneo. Siamo sdegnati perchè non sono state abrogate tutte le leggi “ad personam” del Governo Berlusconi grazie alle quali tanti grossi buoi sono scappati dalle stalle della giustizia. Ma di quale ripresa si va cianciando se non si ripristina un minimo di agibilità legalitaria e di dignità morale? “E’ quanto dichiara Ignazio Messina segretario nazionale dell’Idv.

Usb: Eternit/Thyssen la Cassazione l’ha confermato se uccide l’industriale, non è reato!
Questo in estrema sintesi il senso della sentenza di prescrizione con cui la cassazione ha cancellato la condanna a diciotto anni prima inflitta al padrone dell’Eternit l’industriale svizzero Stephan Schmidheiny.
Vista la mole delle prove prodotte, nel corso dei decenni d’iter processuale, la magistratura ha dovuto riconoscere che l’imputato e la dirigenza dell’Eternit sono colpevoli in quanto: ” con coscienza e volontà cagionava la morte di lavoratori operanti, familiari, cittadini residenti dal giugno 1976 al giugno del 1986. Condotta ed evento coincidono”.
La decisione della Corte di Cassazione annulla le condanne precedenti e con esse anche i risarcimenti che spettano ai parenti delle vittime. A oggi la cifra dei morti per amianto purtroppo è di 3000 persone, 1700 dei quali a Casale Monferrato, dove si trovava uno dei quattro stabilimenti dove si produceva o si scavava il minerale responsabile del mesotelioma, il letale carcinoma.
Nonostante la prescrizione che, nei fatti, ha assolto il criminale Stephan Schmidheiny e la sua azienda, il business dell’ Eternit continuerà la sua strage, al ritmo di un morto la settimana. Un eccidio che si aggraverà intorno al 2020 quando è previsto un picco dei decessi legati a questo tumore.

Allora perché questa sentenza di prescrizione? La motivazione tecnica con cui la Corte di Cassazione giustifica quest’oggettiva assoluzione poiché i fatti risalgono a un periodo compreso tra il 1976 e il 1986 … Ma la strage continua, le particelle di amianto sono tuttora presenti nei terreni e negli edifici dei territori inquinati dall’Eternit del criminale Stephan Schmidheiny e del suo compare nel frattempo deceduto il barone belga Luis De Cartier. La motivazione reale di questa prescrizione è che questo Stato di affaristi e politici corrotti non condanna i suoi pari neanche di fronte all’evidenza del crimine commesso, per questo nelle aule di tribunali il profitto ha la meglio di fronte alle vite umane e al disastro ambientale. A ricordarlo in aula, gridando vergogna all’indirizzo dei giudici c’erano i familiari degli operai della Thyssen Krupp di Torino, bruciati vivi perché la dirigenza dell’azienda tedesca non aveva investito nei necessari sistemi di sicurezza.

All’indomani del Jobs Act indubbiamente la sentenza di assoluzione dell’Eternit suona come un ulteriore via libera per gli industriali, e sintetizza anche in via giudiziaria la guerra aperta dagli industriali nei confronti dei ceti popolari. Subito dopo la sentenza tutti quelli che hanno delle responsabilità dirette nelle scelte d’indirizzo politico e giudiziario si sono detti dispiaciuti di questa ennesima soluzione. Gravi e oscene risuonano le parole di rammarico del giudice Caselli, sostenitore di quel grumo d’interessi che ruota intorno alla Tav i cui cantieri sprigioneranno l’amianto di cui sono ricche le montagne della Val di Susa. False le dichiarazioni dei dirigenti sindacali di Cgil, Cisl e Uil che hanno sottoscritto decine di accordi sull’aumento della produttività e che hanno aperto alle politiche padronali sulla precarietà.

Ipocrite e di circostanza suonano le dichiarazioni di Matteo Renzi, il cui Governo nella legge di stabilità non alloca le risorse necessarie agli ispettorati del lavoro, anzi con il decreto sblocca Italia consegna il paese agli speculatori. Insieme con lui ci sono le responsabilità dei governi di centro destra e di centro sinistra che nel corso degli anni hanno tagliato i fondi per l’ispezione e la prevenzione, consentendo agli industriali di aumentare il tasso di sfruttamento di uomini e ambiente nonostante l’altissimo numero dei morti sul lavoro e dei disastri ambientali.
Occorrono leggi a tutela del lavoro, che garantiscano orari, luoghi e regole che consentano ad uomini e donne di essere tali e non una variabile del profitto.
Vogliamo l’aumento delle risorse per gli ispettorati del lavoro , più uomini e mezzi per la prevenzione.
Chi inquina chi uccide deve essere condannato e risarcire il danno ai lavoratori, ai cittadini e all’ambiente.
Al contrario oggi la classe politica presente in parlamento assume le direttive della Unione Europea e costruisce un sistema di leggi e regole che consentono agli industriali ed agli speculatori di avere il predominio sulla cosa pubblica e sulla vita dei lavoratori.
Giovanni Maccarino per la Federazione Provinciale Usb

Mpp: “Tra diritto e giustizia, io scelgo giustizia e libertà”

“Schifo e pietà sono quanto ho provato nell’apprendere l’esito della sentenza del Supremo Collegio riguardo al processo Eternit. Pietà nel senso latino di pietas, ovvero di ciò che porta ad amare il tuo prossimo e in questo senso ieri , come oggi e come sempre, mi sono sentito orgogliosamente casalese, monferrino, piemontese, totalmente solidale con i Concittadini che hanno perso la vita in questi anni e con i loro familiari. Schifo perché non è possibile assistere inerti a quanto è successo e domandarsi come mai la prescrizione sia stata sollevata soltanto avanti alla Corte di Cassazione e non prima se era davvero maturata. Riservando ogni ulteriore commento su questo punto al momento in cui verranno depositate le motivazioni della sentenza, mi chiedo se non sia il caso in invitare a Casale il sostituto procuratore ed i giudici della Cassazione che hanno pronunciato la sentenza che non ha annullato soltanto un processo ma ha azzerato una cultura giuridica, e spiegare loro cosa abbia significato (e cosa significherà nel futuro) la vicenda Eternit per città e territorio in termini di vite umane.

Bene ha fatto il sindaco Titti Palazzetti, nel suo intervento su Rai Uno a parlare di strage e di epidemia, termini duri ma reali, visti i decessi che non diminuiscono. E proprio partendo da questo aspetto perché, oltre ai nuovi processi del procuratore Guariniello, non cercare di perseguire il multimilionario svizzero (e tutti coloro che gli possano essere stati sodali in passato) per crimini contro l’Umanità, visto che tali sono e che, se riconosciuti, essi sono imprescrittibili. Una volta rientrata a Casale ho telefonato a Romana Blasotti Pavesi e le ho detto con tutto l’affetto che le porto (che non risale a ieri, ma “solo” ad una cinquantina di anni fa, quando andavo a giocare da bambino a casa sua, quasi tutti i pomeriggi, in via del Carmine) che le ero, le sono e le sarò sempre vicino. E credo che tutti noi, in ogni modo dobbiamo fare fronte comune e riprendere con forza una battaglia che ormai non è più solo quella degli altri ma è e deve essere la nostra battaglia. Mercoledì 19 novembre Casale, in nome del diritto, ha avuto un trattamento simile a quello di Bhopal.

Che strana coincidenza della storia: Il 2 dicembre 1984,quasi trent’anni fa, da una fabbrica di fitofarmaci di proprietà della multinazionale statunitense Unione Cardibe, si sviluppò una nube tossica che uccise 3000 persone in quel momento (poi salite a circa 15mila contando coloro che morirono nel periodo successivo). E i responsabili, pur individuati e processati, sono stati condannati a pene lievissime, quasi irrisorie, dopo anni di udienze davanti ai magistrati. Mi auguro che ci sia la coscienza che nei prossimi mesi la Città, sotto questo punto di vista, dovrà essere unita per combattere una guerra che, alla luce di quanto è successo potrà essere ancora lunga. E solo una volta che sarà vinta mi passerà quel terribile senso di schifo che ora mi prende allo stomaco.

Mi si conceda un’ultima considerazione: il Sostituto Procuratore Generale ha detto nel chiudere la sua requisitoria che tra Giustizia e Diritto sceglieva il Diritto. Il sottoscritto, come credo moltissimi altri invece tra Diritto e Giustizia sceglie la Giustizia (e la Libertà).

Sel: ““Chiediamo uno sforzo a tutti i cittadini affinché si uniscano alla lotta per la Giustizia”
Abbiamo sentito a lungo rassicurazioni sul valore delle parole “diritto” ed “equità delle leggi”, ma come reagire quando il diritto non difende la giustizia, ma i massacri e lo stupro del nostro ambiente?
Questa è la domanda che non solo come Sel, ma come cittadini, oggi ci poniamo.

La sentenza pronunciata ieri dalla Suprema Corte di Cassazione annulla senza rinvio, dichiarando prescritto il reato, la condanna per Stephan Schmidheiny nel processo Eternit, annullando anche i risarcimenti per le vittime. Con questo atto, oltre 20 anni di impegno e lotta di tutti, siano essi amministratori o cittadini, malati o sani, vittime o spettatori, sono stati cancellati lasciando a coloro che vivono tra le scorie dell’Eternit solo morte, dolore e un grande senso di abbandono da parte delle istituzioni.
Questa lotta è iniziata a Casale Monferrato prima ancora che venissero varate leggi contro l’amianto e la nazione tutta prendesse coscienza di quella che era la mortale nube grigia che il magnate svizzero riversava sulle nostre terre e non può morire a Roma per una sentenza che tutela il patrimonio e non la giustizia.

Chiediamo quindi uno sforzo a tutti i cittadini, sotto l’egida della volontà di giustizia per quello che è un disastro ambientale di portata mondiale, affinché si uniscano alla nostra lotta. Questa decisione non ha distrutto solo una terra, ma vanificherà ogni futura rivendicazione nei confronti di coloro che hanno compiuto disastri ambientali causando morte e distruzione e che potranno avvalersi di questo precedente per essere prosciolti.

Noi non staremo silenziosi, ma pretenderemo posizioni forti e nette del Governo e di coloro che avrebbero dovuto tutelarci e hanno permesso che la giustizia ci venisse negata. Siamo stanchi di promesse e rassicurazioni, ora vogliamo che le tante parole spese divengano fatti! Fatti per porre lenimento alle morti! Fatti per porre argine al dilagare di una morte silenziosa e viscida! Fatti per riacquistare fiducia in un diritto che persegua la giustizia!
L’assemblea pubblica indetta da aFeVa venerdì 21/11 alle ore 17.15 al Salone Tartara di piazza Castello a Casale Monferrato è il primo di una serie di eventi che dovranno continuare fino ad una risposta adeguata alla violenza con cui la nostra terra è stata ingiuriata.

Casale Cuore del Monferrato;: “un diritto che non rappresenta più la città”
Sofferenza, rabbia e dolore. Queste poche e brevi parole non riescono a rendere l’idea, sulla pagina stampata, dei sentimenti dell’intera città di Casale. L’annullamento della sentenza segna, oggi, una delle pagine più brutte della storia di centinaia di famiglie casalesi che, duramente, hanno lottato in questi anni per vedere riconosciuto in un singolo uomo, il responsabile di una strage e trovare così un po’ di serenità e di giustizia. Il 19 novembre, invece, la parola giustizia è stata svuotata del suo significato, in un atto fin troppo formale,  compiuto in nome del Diritto. Un Diritto che, a conti fatti, sembra non rappresentare più questa città. Un colpo al cuore dei cittadini che, di nuovo, hanno visto morire tremila speranze.
Restiamo sgomenti nell’apprendere la notizia e nell’ascoltare l’interpretazione su cui si basa questa incomprensibile sentenza. La manifestazione spontanea, riunitasi in mattinata, alla quale eravamo presenti insieme ai nostri rappresentanti e insieme al Sindaco e alle altre autorità, ne è la prova concreta. La strage Eternit non rappresenta la sola sofferenza dei famigliari delle vittime. Rappresenta il grido di un’intera comunità.
Il grido che, oggi, parla solo di un’Eterna Ingiustizia. Riteniamo che ora, al levarsi di questo grido, non solo la città, ma la Provincia, la Regione, la Nazione e persino le Istituzioni Internazionali debbano scendere in campo per schierarsi apertamente contro un popolo che è stato privato di uno dei diritti fondamentali che ogni Nazione dovrebbe garantire, la Giustizia. Chiediamo quindi al Presidente della Repubblica, più alta carica di Garanzia della Nazione, nonché Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura di rompere il silenzio su questa vicenda e indicare ai cittadini italiani ed europei quale sia la strada per sperare di ottenere finalmente giustizia.
Laboratorio socio politico Casale Cuore del Monferrato

L’altra Europa per Tsipras: “Sentenza Eternit: omicidi che non si prescrivono”
La scandalosa sentenza della Corte di Cassazione che ha annullato per prescrizione la condanna per disastro ambientale e omicidio colposo al miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, padrone dell’Eternit, che ha causato morte e sofferenze infinite, tutt’ora in corso, di migliaia di cittadini di Casale e di lavoratori delle sue fabbriche, nella piena consapevolezza dei rischi a cui li ha sottoposti per anni, e che gli ha anche risparmiato l’onere di rifondere i danni che ha provocato alle loro famiglie e a chi è loro sopravvissuto, dimostra che nel corso degli anni è stato costruito in Italia un sistema giuridico e un meccanismo giudiziario che hanno come effetto, forse nel pieno rispetto della legge, la salvaguardia degli interessi dei ricchi e dei potenti, anche quando il loro comportamento è provatamente criminale, e l’abbandono dei lavoratori, dei poveri e degli indifesi all’arbitrio più sconcio.
L’inaccettabilità morale e politica di questa sentenza è tanto più evidente in quanto si inserisce in un quadro che nelle ultime settimane ha visto l’assoluzione di altri potenti e mafiosi provatamente responsabili di crimini efferati e di enormi abusi, e la richiesta di una condanna mostruosa a nove anni di detenzione per alcuni ragazzi accusati di aver manomesso delle attrezzature in un cantiere adibito a portate avanti un’opera devastante come il Tav Torino-Lione, a cui la popolazione della Valle di Susa si oppone da ben 25 anni.

Tutto ciò dimostra che la ricostruzione di una vera democrazia nel nostro paese non può prescindere da una radicale riforma delle leggi, in particolare di quelle sulle responsabilità per disastri ambientali e sanitari, e dei meccanismi giudiziari come la prescrizione che favoriscono i ricchi e i potenti, legittimando la persecuzione di chi non lo è. Queste norme vanno cambiate quindi, e va giudicato per omicidio volontario, come comunicato oggi dal pm Guariniello, il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny.
L’altra Europa per Tsipras


Sel Casale: “il diritto non difende la giustizia ma i massacri del nostro ambiente”
Abbiamo sentito a lungo rassicurazioni sul valore delle parole “diritto” ed “equità delle leggi”, ma come reagire quando il diritto non difende la giustizia, ma i massacri e lo stupro del nostro ambiente? Questa è la domanda che non solo come Sel, ma come cittadini, oggi ci poniamo. La sentenza pronunciata dalla Suprema Corte di Cassazione annulla senza rinvio, dichiarando prescritto il reato, la condanna per Stephan Schmidheiny nel processo Eternit, annullando anche i risarcimenti per le vittime. Con questo atto, oltre 20 anni di impegno e lotta di tutti, siano essi amministratori o cittadini, malati o sani, vittime o spettatori, sono stati cancellati lasciando a coloro che vivono tra le scorie dell’Eternit solo morte, dolore e un grande senso di abbandono da parte delle istituzioni.

Questa lotta è iniziata a Casale Monferrato prima ancora che venissero varate leggi contro l’amianto e la nazione tutta prendesse coscienza di quella che era la mortale nube grigia che il magnate svizzero riversava sulle nostre terre e non può morire a Roma per una sentenza che tutela il patrimonio e non la giustizia.Chiediamo quindi uno sforzo a tutti i cittadini, sotto l’egida della volontà di giustizia per quello che è un disastro ambientale di portata mondiale, affinché si uniscano alla nostra lotta. Questa decisione non ha distrutto solo una terra, ma vanificherà ogni futura rivendicazione nei confronti di coloro che hanno compiuto disastri ambientali causando morte e distruzione e che potranno avvalersi di questo precedente per essere prosciolti.

Noi non staremo silenziosi, ma pretenderemo posizioni forti e nette del Governo e di coloro che avrebbero dovuto tutelarci e hanno permesso che la giustizia ci venisse negata. Siamo stanchi di promesse e rassicurazioni, ora vogliamo che le tante parole spese divengano fatti! Fatti per porre lenimento alle morti! Fatti per porre argine al dilagare di una morte silenziosa e viscida! Fatti per riacquistare fiducia in un diritto che persegua la giustizia!
Sinistra Ecologia Libertà Casale Monferrato

Giovani del Pd: “la sentenza potrebbe aprire scenari inquietanti”

In questo Paese si ragiona molto spesso sull’equilibrio dei poteri dello Stato; quando si parla di magistratura il potere viene persino filtrato in maniera triplice. Quando si arriva al massimo organo della giurisdizione ordinaria come la Corte di Cassazione ci si aspetta una scelta, che non sia solo tale, bensì che rappresenti nel più efficace dei modi quella parità sui piatti della bilancia più sensibile di tutte, la giustizia. Garante prima di questo equilibrio è la legge, questa forza che si sostanzia nel dovere di tutelare e proteggere i cittadini che ogni giorno si impegnano a rispettarla. E protegge, in un certo senso, anche chi non la rispetta, sottraendo i delinquenti alla mercé della piazza. Nella nostra provincia, Casale Monferrato e il casalese in particolare, hanno guardato ai pesi di quella bilancia per più di un ventennio per arrivare ora a scoprire, al netto di molte vittime, con sconcerto e, consentiteci, un riprovevole sentimento di nausea, un istituto giuridico come la prescrizione, che schernisce migliaia di persone e non si mischia al dolore bensì passa indifferente e gelida.
Ora aspettiamo il deposito delle motivazioni della Suprema Corte ma, come afferma il Procuratore torinese Guariniello, pare molto grave che il reato non sia stato inteso come un evento che si sviluppa nel tempo: così la sentenza potrebbe aprire scenari inquietanti nei quali, a esempio, nessun fattore cancerogeno diventerebbe mai causa di disastro.
Il nostro gruppo di parlamentari del territorio, i nostri consiglieri regionali, gli amministratori e tutti i militanti della nostra provincia continueranno a essere, come è già da tempo, vicini e, in alcuni casi, interessati direttamente a questa battaglia che sta sempre più prendendo un carattere surreale.
Le Segreterie provinciali del Partito Democratico e dei Giovani Democratici.

Gianluca Buonanno: “Eternit? facciamo come a Norimberga, leggi speciali e tribunali speciali”

Quasi 3000 morti, intere famiglie distrutte e qual è la giustizia che riserva lo Stato italiano alle vittime dell’Eternit ed ai loro cari? Assoluzione per prescrizione!!!
Lo Stato assolve i responsabili e assolve se stesso e la propria incapacità di fare giustizia. Non possiamo accettarlo! Per i responsabili ci vogliono leggi speciali e Tribunali speciali, come a Norimberga. Questi non sono reati comuni o illeciti amministrativi, ma veri e propri reati contro l’Umanità. Ho chiesto oggi alla Commissione Europea di attivarsi e di proporre l’imprescrittibilità per questo tipo di reato. Esiste già una Convenzione europea sull’imprescrittibilità dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra elaborata in seno al Consiglio d’Europa di Strasburgo, ratifichiamola e applichiamola! Non è possibile che queste morti vengano trattate alla stregua di un normale fascicolo polveroso che giace inoperoso per anni negli uffici dei pigri e strapagati magistrati italiani.
L’Europa deve svegliarsi e fare qualcosa, è intollerabile che Bruxelles agisca solo a tutela degli interessi delle multinazionali e delle banche. L’Europa agisca ora per queste migliaia di famiglie anziché studiare meccanismi di evasione fiscale o patrocinare eventi canori di transessuali.
Sembra di vivere in un mondo alla rovescia e finché i cittadini accetteranno tutto questo senza reagire le cose non cambieranno mai. Facciamo come a Norimberga, il dolore non si prescrive!!!

Gianluca Buonanno, Europdeputato

Borioli e Fornaro: “le famiglie di migliaia di persone attendono giustizia”
“Siamo più che preoccupati per la requisitoria del Procuratore Generale della Repubblica ha svolto in vista della sentenza che la Corte di Cassazione è chiamata a pronunciare nei prossimi giorni sulla vicenda Eternit.

Le famiglie di migliaia di persone, oltre a numerose comunità colpite dalla strage provocata dall’amianto nel corso dei decenni, attendono con fiducia giustizia. Questa fiducia non può essere tradita.
Sarebbe gravissimo che ciò accadesse, e un duro colpo ne deriverebbe per la credibilità del nostro sistema istituzionale agli occhi di migliaia di cittadini che hanno vissuto questo dramma e, alla luce delle sentenze di primo e secondo grado, hanno trovato il coraggio e la determinazione di affidarsi con compostezza alle regole che la nostra costituzione prevede per ottenere giustizia.
Noi che alle regole e alle istituzioni vogliamo ostinatamente credere, auspichiamo che questa lesione grave per la vita e per il morale di migliaia di persone non abbia a prodursi”
I senatori Daniele Borioli e Federico Fornaro (PD)

Ferraris (Cisl piemonte): “sentenza sconcertante”

“Un grande dolore. È quello che ho provato ieri sera quando ha appreso la notizia della sentenza Eternit. Sono stato segretario Cisl di Alessandria per parecchio tempo e so quanto sia stato faticoso, soprattutto per i famigliari delle vittime, seguire in questi anni i processi. Conosco le loro sofferenze, le loro attese, la loro speranza di giustizia che purtroppo è stata tradita”.
Così il segretario regionale della Cisl, Alessio Ferraris, all’indomani della sentenza della Corte di Cassazione che ha prescritto il reato di disastro ambientale, annullando la condanna della Corte di Appello di Torino a 18 anni per l’unico imputato rimasto nel processo Eternit, il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny.
“La sentenza di ieri – continua Ferraris – è sconcertante e suscita profonda indignazione. Emerge purtroppo una giustizia a due facce: una formale e l’altra sostanziale. Credo, come molti altri, che in casi così gravi vada assolutamente rivisto l’istituto della prescrizione. Noi non ci fermeremo e proseguiremo la nostra lotta di civiltà e di informazione e continueremo la nostra azione per tutti coloro non compresi nella prescrizione”.
Alessio Ferraris, Cisl Piemonte

Bargero: “gli anni di battaglie che abbiamo alle spalle non sono prescritti”

Nel rispetto delle decisioni della magistratura, le sentenze fatte in punta di diritto non rendono giustizia ad una città e alle vittime dell’amianto che ci sono state in questi anni e che ci saranno nei prossimi anni. Il nostro compito di parlamentari è quello di modificare i termini di prescrizione per i reati ambientali e di disastro ambientale quanto prima. Da questa vicenda usciamo convinti che gli anni di battaglie che abbiamo alle spalle non sono prescritti e che continueremo la nostra lotta contro l’amianto.

Cristina Bargero, deputata Pd

Legambiente a Renzi: “Contro il rischio prescrizione per tutti i casi di disastro ambientale,
rapida approvazione del Ddl sui reati ambientali nel Codice penale”

“Ha fatto bene il Premier Renzi ad indignarsi per la sentenza Eternit. Per modificare concretamente questa situazione allora, è bene chiarire che non si tratta solo di un problema di tempi di prescrizione, ma occorre che venga approvato il disegno di legge sull’introduzione dei delitti ambientali nel codice penale. Chiediamo quindi al Premier di impegnarsi in prima persona e con i ministri dell’Ambiente Galletti e della Giustizia Orlando a cooperare con il Senato per arrivare entro l’anno al via libera in Commissione a Palazzo Madama e per i primi giorni del 2015 all’approvazione in Aula”.
Così il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza risponde alle dichiarazioni odierne del Premier Matteo Renzi sulla sentenza Eternit
“Nella vicenda Eternit – sottolinea Cogliati Dezza – il vero incubo sta nella mancanza nel nostro ordinamento di una fattispecie di reato ad hoc e non solo nei tempi della giustizia. Il rischio è che tanti altri casi di disastro ambientale finiscano allo stesso modo per la mancanza di norme penali adeguate. Per questo – conclude il presidente di Legambiente – oggi abbiamo scritto a tutti i membri delle Commissioni Ambiente e Giustizia del Senato per chiedere loro di fare accelerare l’esame del provvedimento e di impegnarsi esplicitamente ad approvarlo senza stravolgimenti pericolosi rispetto a quello licenziato alla Camera il 26 febbraio scorso. Daremo conto agli italiani delle loro risposte e delle eventuali non risposte e chiederemo a tutti i cittadini di sostenerci in questa battaglia di civiltà”.
 

M5S: “sentenza assurda, la regione si costituisca parte civile in tutti i processi per amianto”

Siamo allibiti per la sentenza della Cassazione che ha, di fatto, prescritto un reato gravissimo come il “disastro ambientale corposo e permanente”. Una sentenza che avrebbe potuto “fare scuola” per procedimenti analoghi come l’Ilva di Taranto.

Questa assurda decisione della Cassazione mette in luce tutte le storture del sistema giudiziario italiano che consente ad un personaggio come Schmidheiny di farla franca mentre si sbattono in galera persone accusate di aver incendiato un compressore come sta accadendo nell’ambito del processo agli attivisti No Tav.

La Regione Piemonte ha il dovere di far sentire la propria voce in tutte le sedi giudiziarie in cui saranno trattate vicende relative all’amianto. Chiederemo che l’ente, laddove possibile, si costituisca parte civile nei processi connessi alla questione Eternit. Compresi i procedimenti relativi all’amiantifera di Balangero (TO), la cava di amianto più grande d’europa.

Casale Monferrato (AL) e Balangero (TO) per il nostro territorio rappresentano ferite ancora aperte. E’ giusto che la Regione chieda un adeguato indennizzo. Nel caso in cui fosse ottenuto dovrà essere impiegato in progetti di bonifica dei siti contaminati.

Esprimiamo la nostra vicinanza ai familiari delle vittime, ai malati di patologie indotte dall’esposizione all’amianto ed a tutta la comunità di Casale Monferrato. Vittime prima delle scelte scellerate di un’imprenditoria senza coscienza ed ora di una giustizia ingiusta.

Francesca Frediani, Consigliere regionale M5S Piemonte
Davide Bono, Consigliere regionale M5S Piemonte

Ferrando: “Inqualificabile sentenza”

“L’inqualificabile sentenza con cui la Suprema Corte di Cassazione si è espressa contro il proprietario dell’Eternit, il magnate svizzero Stephan Schmidheiny, accogliendo le richieste del sostituto procuratore generale di annullare la sentenza della Corte d’Appello di Torino (che condannava a 18 anni di reclusione e a svariati milioni di euro di risarcimento danni Stephan Schmidheiny per il reato di disastro doloso e omissione delle norme di sicurezza sul lavoro, relativamente alla lavorazione dell’amianto negli stabilimenti Eternit di Casale Monferrato, Cavagnolo, Rubiera, Bagnoli) ci lascia esterrefatti. Infatti, la Corte non ha scelto tra giustizia e diritto, come aveva chiesto il Procuratore della Repubblica, ma ha pilatescamente optato per la prescrizione.
Prescrizione significa che l’atteggiamento delittuoso c’è stato, ma che essendo trascorso molto tempo, non ha più effetti ai fini di una condanna. Come sia possibile fare questo ragionamento è per noi ignoto, perché gli effetti dell’evento doloso si verificano ancora oggi con circa 50 morti all’anno solo nel casalese e si prevedono molti più morti per mesotelioma negli anni a venire. Com’è possibile dichiarare estinta la colpa quando il dolo continua ad agire nel tempo?
In ogni caso noi continueremo la nostra lotta tentando di allestire il processo per omicidio colposo, almeno relativamente ai 213 morti dal 1976 alla chiusura dell’Eternit a Casale Monferrato nel 1986”.

Luigi Ferrando- Uil

Cia: “Grande amarezza per il verdetto in Cassazione”

La Cassazione ha annullato con la prescrizione il reato di disastro ambientale doloso con il quale la Procura di Torino aveva mandato sotto processo il magnate elvetico Stephan Schmidheiny e la Corte di Appello, il 3 giugno del 2013, lo aveva condannato a 18 anni di reclusione e a pagare 89 milioni di euro di indennizzi nell’ambito del processo Eternit (condanna anche per Louis De Cartier, poi deceduto nell’aprile 2013). Sono stati annullati anche i risarcimenti per i familiari delle vittime e per le varie comunità ed enti che si erano costituite parti civili.
Momenti di tensione dentro e fuori dalle aule della Cassazione da parte dei familiari delle vittime, disilluse dal verdetto che ribalta la giustizia attesa per la morte dei loro cari.
Commento unanime e grande delusione a Casale Monferrato anche tra gli associati e i vertici Cia, che negli anni hanno vissuto con partecipazione e cordoglio la vicenda legata all’Eternit nel suo complesso, con momenti simbolici, partecipazione alle assemblee e produzione di documenti.
“Il nostro risveglio oggi è stato di grande amarezza – commenta Germano Patrucco, responsabile Cia per Casale Monferrato -; ci sentiamo coinvolti come imprenditori agricoli e come cittadini. Ognuno di noi, in città, ha subito un lutto familiare o di un conoscente a causa del mesotelioma e il verdetto della Cassazione ci ha spiazzato. Possibile che nei gradi di giudizio precedente non sia emersa la prescrizione?”. Continua Patrucco: “Come mondo agricolo ci sentiamo fortemente coinvolti nel disastro Eternit in quanto la maggior parte delle nostre strutture aziendali sono datate e le loro coperture sono da bonificare, ma non siamo in grado di provvedere da soli alla loro sostituzione a causa dei costi. A Casale è stato censito un milione di metri quadrati da eliminare e il costo dell’operazione è stimato in 70-100 euro al metro quadrato. Le nostre cascine hanno migliaia di metri quadri da sostituire, ci troviamo in una situazione di estrema difficoltà”.

Confederazione Italiana Agricoltori 

Gli sportivi casalesi urlano “ETERNIT GIUSTIZIA!”

 

Domenica sera al PalaFerraris in occasione della gara tra Junior Casale e Azzurro Napoli Basket, “RiaccendiamolA” e CRB invitano gli sportivi casalesi ad indossare una MAGLIA NERA a simboleggiare il LUTTO MORALE E CIVILE in cui è precipitata LA NOSTRA CITTA con la vergognosa conclusione del Processo ETERNIT. E’ nuovamente l’ora di una partita difficile, questa volta per assicurare un domani alla nostra comunità e tutti insieme vogliamo dimostrare che la nostra Città vuole giocarla fino in fondo.

QUESTA PARTITA NON SI PUO’ PERDERE!

Iniziamo domenica, affiancando chi già da tempo combatte questa guerra e, se ce ne fosse la necessità, sorreggendo e trascinando i cittadini Casalesi e le Istituzioni in una lotta di civiltà che non può non essere combattuta. 
Comitato RiaccendiamolA

 

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